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A Fondi, da fuoco a rifiuti speciali su area demaniale, beccato grazie alle fototrappole

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FONDI – A Fondi denunciato dai del Nucleo Carabinieri Forestale di Fondi il titolare di un’ impresa agricola del posto, per aver trasportato, depositato in modo incontrollato e dato alle fiamme ingenti quantità di rifiuti speciali su un terreno di proprietà del demanio pubblico dello stato, limitrofo un canale e all’interno di un’area protetta. Grazie anche alle fototrappole, si è accertato come  un’area già illecitamente destinata al continuo abbandono di rifiuti, in località “Goffa”, fosse stata utilizzata, in almeno tre occasioni, come deposito incontrollato di rifiuti speciali provenienti da attività agricola, scaricati da un autocarro per una quantità complessiva di circa 50 metri cubi e poi inceneriti direttamente sul posto. Le illecite combustioni, costituite in larga parte da rifiuti plastici, generavano densi fumi potenzialmente tossici oltre a rilasciare sul terreno i residui degli abbruciamenti, con pericolo di deterioramento delle matrici ambientali e degli ecosistemi protetti, trattandosi di un’area insistente nel Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e prospiciente la zona di protezione speciale “Lago di Fondi”. Il mezzo utilizzato per il trasporto è stato sequestrato, così come è stata sequestrata l’area di abbandono che dovrà essere sottoposta alle prescritte operazioni di bonifica e ripristino. Entrambe le misure cautelari reali sono state convalidate dal Gip del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica.

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Partito il progetto BlueSeed Ponza: l’Università della Tuscia rilascia mille giovani astici nei fondali dell’isola pontina

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PONZA – Mille esemplari giovani di astice europeo (Homarus gammarus) sono stati rilasciati nelle acque di Ponza. Ha preso così ufficialmente il via il Progetto BlueSeed Ponza, con una prima importante azione di ripopolamento dei fondali coordinata dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB) dell’Università degli Studi della Tuscia con il duplice obiettivo di  contribuire alla ricostituzione di popolazioni naturali stabili e vitali in habitat storicamente favorevoli, e di generare ricadute positive per la comunità ponzese, in termini sia economici per la pesca sia di sostenibilità a lungo termine dei modelli di sfruttamento della risorsa.

“E’ il primo passo di un programma di lungo periodo dedicato al ripopolamento e al monitoraggio scientifico della specie nei fondali pontini”, spiegano gli esperti.

«Con BlueSeed Ponza compiamo un passo fondamentale e concreto per la tutela della biodiversità marina dell’arcipelago», dichiara Daniele Canestrelli, professore dell’Università degli Studi della Tuscia e responsabile scientifico del progetto «vedere oggi questi giovani astici tornare in mare, insieme alla partecipazione delle istituzioni, degli operatori locali e dei bambini dell’isola, è il simbolo di un investimento sul futuro sia del mare di Ponza sia delle nuove generazioni di ponzesi che saranno chiamate a custodirlo». «Il progetto Blueseed Ponza testimonia come la ricerca sia un fattore fondamentale per lo sviluppo e la competitività del nostro Paese a livello europeo e internazionale e quindi occorra investire sempre più su di essa», afferma il Generale C.A. (r) della della Gdf Edoardo Valente «progetti come questo aiutano infatti a preservare le risorse e la qualità del nostro ecosistema e quindi rafforzano il sistema paese Italia in termini non solo scientifici ma anche e soprattutto economici e sociali; in tale ottica la cooperazione tra l’Università, le Istituzioni e le comunità che ne costituisco il prezioso tessuto socio economico sono fondamentali. È stato pertanto per me un onore ed un immenso piacere poter dare un mio contributo al progetto». «La Guardia di Finanza ha aderito con entusiasmo al progetto, mettendo a disposizione i propri mezzi e la professionalità dei propri equipaggi per garantirne il successo» sottolinea il Generale di Divisione Mariano La Malfa, Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza e aggiunge «questo intervento non è solo un atto di rispetto per la biodiversità, ma rappresenta un impegno concreto del Corpo nella tutela attiva del nostro patrimonio marino che peraltro trova più ampio riscontro nel protocollo di collaborazione recentemente stipulato con l’Università degli Studi della Tuscia per attività di formazione a favore del personale del servizio aeronavale del Comando Regionale Lazio».

Le operazioni in mare si sono svolte grazie al prezioso supporto del Comune di Ponza, della Guardia di Finanza, che ha partecipato anche con il nucleo sommozzatori della stazione navale di Civitavecchia, della Capitaneria di Porto di Ponza, dei diving locali Odysea Diving e Ponza Diving. Proprio quest’ultimo ha accolto a bordo alcuni bambini dell’isola, offrendo loro l’opportunità di assistere da vicino e partecipare attivamente alle operazioni di rilascio.

“Con il ritorno in mare di questi primi mille giovani astici prende così avvio un percorso che guarda lontano: alla conservazione della biodiversità, alla valorizzazione delle risorse marine e al futuro dell’arcipelago pontino. Un investimento che nasce dalla ricerca scientifica ma che trova la sua forza nella partecipazione delle istituzioni, degli operatori del mare e della comunità locale”, conclude Armando Macali responsabile della stazione biologica avanzata di Ponza per l’Università della Tuscia (in foto con i bambini).

 

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Lago di Fogliano, Foce del Duca di nuovo ostruita, il Parco del Circeo interviene

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SABAUDIA – L’Ente Parco Nazionale del Circeo sta perfezionando in urgenza l’affidamento dei lavori di disostruzione di Foce del Duca tornata come 12 mesi fa, con pericolo per l’ecosistema del Lago di Fogliano, oggi in anossia. La comunicazione arriva dalla Presidente Emanuela Zappone che auspica un intervento già nei prossimi giorni, ma puntualizza: “In riferimento alle recenti segnalazioni riguardanti la foce del Duca e le condizioni del Lago di Fogliano, l’Ente Parco Nazionale del Circeo ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti. La manutenzione ordinaria delle foci del lago non rientra tra le competenze dirette dell’Ente Parco. Tuttavia, considerata la criticità ambientale della situazione e il valore degli ecosistemi interessati, l’Ente Parco ha scelto di mettere a disposizione il proprio contributo tecnico e amministrativo, come già avvenuto lo scorso anno, per favorire una rapida soluzione della criticità. Sono state avviate da tempo le interlocuzioni e le attività di coordinamento con tutti i soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo, a partire dal Raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri, per pianificare un intervento di disostruzione delle foci, indispensabile per ripristinare il naturale collegamento tra il lago e il mare. Si tratta di attività fondamentali per ristabilire il corretto ricambio delle acque, garantire la loro ossigenazione, preservare la biodiversità e prevenire possibili criticità ambientali.
La tutela dell’ambiente richiede collaborazione, responsabilità e una piena sinergia tra tutte le istituzioni competenti. Con questo spirito, il Parco continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione, offrendo il proprio supporto tecnico e istituzionale affinché si giunga rapidamente a una soluzione nell’interesse della salvaguardia dell’ecosistema”, scrive in una nota Zappone.

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Nido di tartaruga marina sulla spiaggia di Latina messo in protezione dagli operatori del Parco del Circeo

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LATINA – Il personale dell’Ente parco Nazionale del Circeo ha recintato e segnalato il nido di Tartaruga marina Caretta caretta rinvenuto nei giorni scorsi dagli esperti della rete Tartalazio sulla spiaggia di Latina  sul lato B del Lungomare. “La recinzione  – spiegano dall’Ente, che aderisce alla rete regionale del Lazio per il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine ai sensi delle linee guida del Ministero dell’Ambiente – è finalizzata a proteggere le uova da predatori e calpestio, fino alla schiusa delle uova, prevista tra 55 giorni circa”.

Lo scopo di Tartalazio è  salvare gli animali in difficoltà, tutelarne la riproduzione e restituirli alla vita selvatica in mare una volta curati.

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