Operazione anticamorra nel sud pontino, sette arresti tra i Casalesi di Schiavone

Sequestrati beni per 1,4 milioni di euro

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LATINA – Un’operazione anticamorra che ha portato all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di appropriazione indebita, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il clan dei Casalesi e in particolare la fazione Schiavone è stata eseguita questa mattina dal Gico della Guardia di Finanza, dalla Squadra Mobile di Latina affiancata dal Commissariato di Polizia di Formia, dalla Squadra Mobile di Caserta e dalla componente Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia.

-In manette sono finite persone ritenute di rilievo del sodalizio dei Casalesi: i fratelli Salvatore e Antonio Ianuario, il primo già detenuto, e Salvatore Di Puorto, già colpito da ordinanza cautelare per vicende connesse a reati di riciclaggio posti in essere da esponenti del clan dei casalesi in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino.

L’indagine è cominciata due anni fa sotto la direzione del vicequestore Cristiano Tatarelli che raccolse le dichiarazioni di alcuni pentiti per poi passare sotto il coordinamento della  Procura della Repubblica di Napoli -Direzione Distrettuale Antimafia che, attraverso complesse investigazioni – condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, ha portato alla luce un giro di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata, poi esportate in Germania, dove venivano reimmatricolate dopo la falsificazione dei numeri identificativi e dei documenti di circolazione. Dall’approfondimento di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, già appartenenti ai Casalesi – fazione Schiavone, emergevano peraltro gli interessi di quella consorteria criminale nel settore della compravendita di autovetture di grossa cilindrata nelle zone di Cancello e Arnone (CE) e di Latina, con la diretta supervisione di Salvatore Ianuario (arrestato oggi)  che è considerato il referente dell’associazione camorristica, prima per il gruppo Bidognetti e, successivamente, per le famiglie Zagaria- Schiavone. Secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata dal provvedimento del Gip, gli indagati, per il raggiungimento degli scopi dell’associazione, si avvalevano di concessionarie di autovetture con sede a Minturno (LT) e a Cancello e Arnone (CE), oltre che di un’autoscuola sempre con sede a Cancello e Arnone (CE).

“Appare significativa  – spiegano dalla DDA – non solo per l’elevata caratura criminale delle persone colpite dalle misure restrittive, ma anche perché delinea in maniera netta e precisa gli interessi dell’organizzazione dei Casalesi nel sud pontino, attraverso il reinvestimento degli ingenti profitti derivanti dalle criminali attività perpetrate”.

I SEQUESTRI – Disposto il sequestro delle quote societarie, beni immobili e rapporti finanziari riferibili agli arrestati; delle quote societarie e conti correnti riferibili ad ulteriori 5 indagati; di tutto il patrimonio aziendale riferibile alle n.4 società coinvolte negli illeciti, per un valore totale di stima pari a circa 1,4 milioni di euro. Sequestro anche per di varie unità immobiliari, di autoveicoli e di numerosissimi rapporti finanziari, nella disponibilità degli indagati.

LE PERQUISIZIONI – Eseguite decine di perquisizioni nei comuni casertani di San Cipriano d’Aversa, Casal di Principe, Cancello ed Arnone, Calvi Risorta, e Castel Volturno, nei comuni pontini di Formia,  Santi Cosma e Damiano e Minturno, e a Bonito in provincia di Avellino. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo beni del valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro. 

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