CRONACA
Accordo tra Capitaneria di Gaeta e amministrazione provinciale
LATINA – È stato siglato oggi l’accordo di collaborazione tra la Capitaneria di Porto di Gaeta e l’Amministrazione provinciale di Latina per il potenziamento delle attività istituzionali della Guardia Costiera negli ambiti di comune interesse con la Provincia.
La Provincia di Latina e la Capitaneria di Porto di Gaeta si prefiggono con l’accordo di collaborazione di rafforzare le attività di vigilanza pesca sia in mare che lungo la filiera ittica, di monitoraggio delle possibili fonti di inquinamento del mare, di controllo del regolare utilizzo della fascia costiera.
L’accordo consentirà, così, di potenziare l’attività di polizia marittima e di sorveglianza demaniale ed ambientale mediante il dispositivo navale e terrestre e le strutture operative della Guardia Costiera lungo il litorale della Provincia, da Latina a Minturno, isole comprese, coincidente con i limiti territoriali del Compartimento Marittimo di Gaeta.
Scambio di conoscenze professionali, nell’ottica dell’accrescimento delle reciproche competenze istituzionali, supporto reciproco alle iniziative di sensibilizzazione sulle materie oggetto dell’accordo, collaborazione logistica per lo svolgimento delle attività operative in mare e a terra nei settori di comune interesse istituzionale: questi i temi centrali dell’accordo siglato oggi, presso la sede storica della Capitaneria di Porto di Gaeta, tra l’Assessore Provinciale all’Agricoltura, Caccia e Pesca dott. Renzo Scalco ed il Capo del compartimento Marittimo di Gaeta, Capitano di Fregata Cosimo Nicastro. Con tale accordo viene suggellata ancora una volta la consolidata sinergia tra le varie Amministrazioni presenti sul territorio nell’ottica di fornire, attraverso un piano mirato e studiato al fine di razionalizzare le risorse assegnate, un servizio sempre migliore ed efficiente per l’utenza.
CRONACA
Aggressione in via Le Corbusier, individuati e denunciati due dei tre minorenni
A Latina due minorenni sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per la violenta aggressione ai danni di un 14enne, avvenuta lo scorso 4 marzo nel parcheggio del Centro Commerciale Le Corbusier. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile, il giovane sarebbe stato avvicinato da tre ragazzi e, dopo aver rifiutato una sigaretta, sarebbe stato colpito con schiaffi, pugni e calci, anche mentre si trovava a terra. Trasportato all’Ospedale Santa Maria Goretti, i sanitari gli hanno riscontrato diverse lesioni, tra cui l’infrazione di una costola. Le indagini, supportate da testimonianze, hanno consentito di individuare i presunti responsabili. Due di loro sono stati denunciati per lesioni personali aggravate. Nei confronti degli stessi, il Questore ha disposto anche il DACUR, il divieto di accesso alle aree urbane, esteso all’intero territorio comunale, come misura di prevenzione legata alla pericolosità delle condotte. Uno dei due minori risultava già destinatario di un avviso orale. Per il terzo giovane coinvolto, il quale non è ancora compiuto quattordici anni, non è stato possibile applicare misure di prevenzione, ma sono state avviate le procedure presso la Procura minorile di Roma.
CRONACA
Latina 2032, nomina ufficiale del CdA della Fondazione
CRONACA
Rissa a Priverno, provvedimenti della Questura nei confronti di quattro persone
A Priverno la Polizia di Stato ha emesso quattro provvedimenti di DACUR, il divieto di accesso alle aree urbane, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di una violenta rissa avvenuta nei mesi scorsi nel centro cittadino. Il provvedimento, disposto dal Questore al termine dell’attività istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura, arriva a seguito degli accertamenti condotti dagli agenti e delle indagini svolte dai Carabinieri intervenuti sul posto, che hanno permesso di ricostruire le responsabilità dei partecipanti. L’episodio, verificatosi nei mesi scorsi, aveva destato particolare allarme sociale, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti e turbando la tranquillità dell’area urbana. Per i quattro soggetti è stato quindi disposto il divieto di accesso e stazionamento nelle zone interessate per un periodo di due anni, come misura di prevenzione volta a tutelare la sicurezza pubblica ed evitare il ripetersi di episodi simili. L’attività rientra nel più ampio piano di controllo del territorio messo in campo dalla Polizia di Stato per garantire legalità e sicurezza.
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