cronaca

Folgorato a Sezze, sequestrato l’impianto di Acqualatina dove è morto Massimo Massetti

L'operaio di Aprilia martedì pomeriggio riparava la pompa idrica dopo un furto di cavi di rame. Lascia tre figli

SEZZE – Ucciso da una scarica elettrica da 360 volt mentre lavorava al ripristino di una pompa idrica. E’ morto così Massimo Massetti, l’operaio di Aprilia di 50 anni, tecnico di Acqualatina, che martedì pomeriggio intorno alle 16, con un collega, si trovava nell’impianto di Fonte La Penna nella frazione di Suso, a Sezze, per compiere la riparazione. E’ stato un attimo: secondo quanto riferito dal compagno di lavoro ai carabinieri, Massetti che era all’interno dell’impianto alle prese con un quadro elettrico, ha chiesto un cacciavite, è dunque rimasto solo alcuni attimi, e al ritorno il corpo era già a terra privo di vita. Inutili i si sono rivelati i soccorsi del 118 intervenuto anche con un elicottero.

Il Pm Daria Monsurrò ha disposto il sequestro dell’impianto sul quale nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori accertamenti tecnici per capire che cosa abbia generato la scarica elettrica e ricostruire con più precisione quanto accaduto. Increduli i colleghi: quello di ieri doveva essere un lavoro di routine per i due operai, chiamati come ormai sempre più spesso accade dopo un furto di cavi di rame che aveva mandato in tilt l’impianto lasciando senz’acqua alcune abitazioni della zona. Che cosa sia accaduto resta da stabilire. Nelle prossime ore la Procura affiderà l’incarico per l’autopsia.

Massetti che era un elettricista esperto e stimato, lascia tre figli.

FEMCA –  “In questo doloroso momento non ci sono parole sufficienti per esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia di Massimo Massetti – scrive il segretario della Femca Cisl di Latina, Roberto Cecere – Quanto accaduto ieri deve spronarci, come sindacato, a fare sempre di più e meglio per la sicurezza sui luoghi di lavoro; difendere l’occupazione è sacrosanto, ma altrettanto importante è non abbassare mai la guardia sul tema della qualità e sicurezza del lavoro. Bisogna lavorare sulla consapevolezza del rischio delle persone. Chi lavora deve adottare tutti i dispositivi per evitare incidenti e deve pretendere che gli vengano forniti. Le aziende hanno l’obbligo di custodire l’incolumità dei propri dipendenti. La sicurezza non può essere un optional, ma una regola. Abbiamo chiesto alla direzione aziendale di Acqualatina un incontro urgente al fine di cercare di comprendere meglio quanto accaduto, e le dinamiche che hanno portato all’incidente. Soprattutto vogliamo comprendere se esistono i margini di manovra per migliorare ancora di più la sicurezza di quanti operano sugli impianti“.

1 Commento

1 Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In Alto