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Elezioni a Latina, è ballottaggio tra Coletta e Calandrini: le prime dichiarazioni
LATINA – E’ ormai ufficiale il ballottaggio tra Damiano Coletta e Nicola Calandrini, il primo sostenuto da tre liste civiche, il secondo da Fratelli d’Italia, Cuori italiani, Noi con Salvini e due liste civiche. I due candidati hanno rilasciato dichiarazioni quando è apparso chiaro il risultato delle urne, nonostante lo scrutinio non sia ancora terminato a causa del blocco di svariate sezioni, del cui risultato si occuperà ora la commissione circondariale elettorale essendo abbondantemente superate le 14 ore consentite per lo spoglio. Un fatto che non si era mai verificato, che ha bloccato decine di persone ai seggi, rallentato il lavoro degli uffici comunali, costretto a prolungare la presenza delle forze dell’ordine. In questo momento 4 sezioni sulle 19 rimaste ferme sono state sbloccate, mentre il resto è ormai sotto la gestione dell’ufficio elettorale. Ci sono presidenti e scrutatori in servizio da oltre 34 ore senza aver fatto un’ora di sonno.
GLI ULTIMI DATI
Intanto i candidati che andranno al ballottaggio hanno rilasciato le prime dichiarazioni.
DAMIANO COLETTA
NICOLA CALANDRINI
Ore 9,15 – Conduce Calandrini con Coletta subito dietro. Segue Forte. Ecco gli ultimi dati di 72 sezioni su 116
LATINA – Ore 9,05 – Conduce Calandrini, dietro Coletta e Forte. Ecco gli ultimi dati di 69 sezioni su 116
LATINA – Ore 8,30 – Nuovo sorpasso di Calandrini Ecco gli ultimi dati di 61 sezioni su 116
Alle 7,50 conduce Coletta seguito da Calandrini
ore 7,31 Un duello all’ultimo voto quello tra Coletta e Calandrini quando sono ufficiali i risultati elettorali di 46 sezioni su 116. Coletta conquista 5900 voti contro 586o del candidato del centrodestra. Per Forte 5447.
ore 6,50 – E’ sempre testa a testa, tra Damiano Coletta e Nicola Calandrini che secondo una prima ricognizione tiene a Latina Scalo e nei borghi, ma viene superato in molte sezioni del centro città. Alle 6,50 sono scrutinate 37 sezioni, ma il conteggio di cui dispongono i partiti e il Movimento Civico è andato avanti e la situazione vede appaiati l’outsider e il candidato del centrodestra, a discapito di Enrico Forte del Pd che resta indietro. Distanziato di dieci punti percentuali dal primo, il candidato di Forza Italia Alessandro Calvi, ormai fuori dal ballottaggio.
Tra le altre liste la migliore performance è quella di Marilena Sovrani (4,12%) seguita a stretto giro da Giovanni Chiarato e da Angelo Tripodi. Casapound supera davide lemma, Salvatore De Monaco e Danilo Calvani
ore 5,45 – E’ già mattina e le sezioni scrutinate a Latina sono 22 su 116. Lo spoglio dunque appare ancora in alto mare. In questo momento Nicola Calandrini del centrodestra supera tutti e conquista il 24,93% dei voti seguito da Damiano Coletta con un 21,18%. Terza posizione per il candidato del Pd e consigliere regionale Enrico Forte con il 19,70%.
ore 1,55 – A Latina sono stati chiusi i conteggi in sole 6 sezioni su 116. Avanti Damiano Coletta 588 con il 23,42, seguito da Enrico Forte con 555 voti e il 22,10, e da Nicola Calandrini con 517 pari al 20,59%. Staccato Alessandro Calvi. Dati parziali arrivano da altre sezioni confermando l’exploit del candidato civico. 
1,30 – Dovrebbero essere disponibili tra poco i dati delle prime 5 sezioni scrutinate a Latina che vedono un testa a testa Coletta-Calandrini, seguiti a stretto giro dal candidato del Pd Enrico Forte.
ore 1,15 – A Latina solo la sezione 115 ha terminato registrando Coletta (Lbc) a 144 voti; Calandrini (centrodestra) 133; Forte (Pd) 131, Calvi 88 (FI). “Aspettiamo i risultati, ma negli ultimi 15 giorni si è respirata a Latina un’aria di cambiamento “, ha commentato Coletta.
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ORE 1,00 – A due ore circa dalla chiusura delle urne, non ci sono ancora dati ufficiali disponibili. A Latina l’unico seggio ad aver chiuso i conteggi è quello istituito presso l’Icot, dove hanno votato 9 pazienti ricoverati. I primissimi dati confermano la sensazione registrata nell’ultima settimana di campagna elettorale di uno sprint del candidato civico Damiano Coletta. La corsa – a stare sempre ai primissimi dati – sarà all’ultimo voto tra lo stesso Coletta, il candidato del Pd Enrico Forte e quello del centrodestra Nicola Calandrini. Al momento sono comunque troppo pochi i dati a disposizione per qualunque tipo di previsione.
Lo scrutinio è lentissimo anche per il sistema di spoglio che prevede di effettuare contemporaneamente al conteggio per il sindaco quelli delle preferenze e dei voti di lista, prima di passare alla scheda successiva.
DEFINITIVO AFFLUENZA – E’ stata del 70,15% l’affluenza a Latina (pari a 74674 elettori) quando sono pervenuti i dati di 116 sezioni su 116, un definitivo in frenata rispetto all’entusiasmo iniziale che aveva visto alle urne nella prima parte della mattinata un numero di elettori superiore di 6 punti percentuali rispetto alle precedenti amministrative. Nel 2011 aveva votato il 79,09 degli aventi diritto.
Le operazioni in avvio di scrutinio procedono con grande cautela e non in maniera spedita.
Segue definitivo sull’affluenza – TABELLA COMPLETA
Alle ultime elezioni amministrative il dato sull’affluenza era stato il seguente: 
alle 19 – A Latina alle 19 ha votato il 53,40% degli elettori. E’ la seconda rilevazione sull’affluenza alle urne con un record confermato per Roccasecca dei Volsci dove si è già recato a votare il 75% degli aventi diritto. La media provinciale è del 53,77%. (dati Ministero dell’Interno)
– ore 18, 45: Mentre si attende il secondo dato sull’affluenza, i dati che arrivano dai rappresentanti di lista delle sezioni del centro di Latina descrivono l’affluenza in aumento con file ai seggi e un dato oscillante a seconda delle sezioni tra il 47 e il 57%. Toccherà attendere ancora alcuni minuti per avere il dato ufficiale della Prefettura.
Intanto si apprende che al seggio di Via Pasubio, le persone con disabilità motoria o gli anziani impossibilitati a salire le scale, devono votare con un sistema macchinoso perché non sono disponibili le chiavi dell’ascensore. Decine i casi. Ecco che cosa accade: la vigilessa di turno preleva nelle sezioni del primo piano la scheda facendosela vidimare con i documenti delle persone che hanno un palese impedimento, poi li accompagna nella sezione accessibile al piano terra per il voto; una volta esercitato il diritto, accompagnata dalla forza pubblica e dal presidente del seggio, torna al piano di sopra, dove la scheda elettorale viene inserita nell’urna corretta della sezione in cui è iscritto l’elettore. Tutto per una chiave.
– Alle 12 hanno votato a Latina 23.803 aventi diritto pari al 22,36% nelle 116 sezioni. Alle scorse amministrative alla stessa ora la percentuale rilevata era stata di poco superiore al 16%. Ecco la tabella dell’affluenza in tutti i comuni pontini al voto.
E’ il primo dato disponibile sulle Amministrative nel capoluogo pontino. Seguiranno la rilevazione delle 19 e in chiusura dei seggi quella delle 23 . La raccolta dei risultati elettorali avrà inizio subito dopo la chiusura dei seggi elettorali e proseguirà sino al termine delle operazioni di scrutinio.
UNA DENUNCIA – E’ stato denunciato un rappresentante di lista che a Latina Scalo distribuiva materiale elettorale nei pressi del seggio.
CANDIDATI AI SEGGI – Molti dei candidati sindaco hanno già votato a Latina: Alessandro Calvi, nel seggio di Via Cimarosa e Damiano Coletta in Via Sezze. Tra i primi al mattino presto hanno inserito la scheda nell’urna Orlando Tripodi, Marco Savastano, Davide Lemma e Gianni Chiarato. L’unica candidata donna sindaco, Marilena Sovrani, ha votato intorno alle 11,15 nel seggio della scuola di Largo Cilea. Alle 12,15 ha votato a Latina Scalo Nicola Calandrini.Enrico Forte ha scelto di votare alle 14,10 nel seggio di Via Tuscolo.
A PRIVERNO – Fuori programma da brivido a Priverno dove le amministrative hanno rischiato di slittare a causa dell’errore nel nome di uno dei candidati sindaco. All’alba la prefettura ha dovuto far ristampare 13mila schede, e ordinare la distruzione delle altre. All’alba la nuova vidimazione. Le operazioni sono state presidiate dai carabinieri della Compagnia di Terracina guidata da Margherita Anzini in servizio con il luogotenente Antonio Calabresi.
In provincia di Latina al voto sono chiamati 208.076 elettori, di cui 2970 comunitari che ne hanno fatto espressa richiesta al comune di residenza entro aprile, per un totale, sul territorio, di 230 sezioni. Urne aperte dalle 7 di questa mattina e si potrà votare fino alle 23 per l’elezione diretta del Sindaco e il rinnovo del Consiglio Comunale nei Comuni di LATINA, CASTELFORTE, ITRI, NORMA, MINTURNO, PONTINIA, PRIVERNO, ROCCASECCA DEI VOLSCI, SPERLONGA E TERRACINA.
VIGILANZA – Per quanto concerne la vigilanza alle sezioni elettorali, il Prefetto Pierluigi Faloni ha disposto, nell’ambito della riunione di coordinamento svoltasi il 25 maggio scorso, che fino al termine delle operazioni elettorali, vengano effettuati “a cura delle forze di polizia, attenti servizi di prevenzione e controllo, al fine di garantire che le consultazioni amministrative si svolgano in maniera ordinata e serena”.
MODALITA’ DI ESPRESSIONE DEL VOTO (FONTE PREFETTURA DI LATINA)
– Nei comuni di CASTELFORTE, NORMA, ROCCASECCA DEI VOLSCI, SPERLONGA (popolazione inferiore a 5.000 abitanti) l’elettore può votare:
– per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno;
– per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo nominativo;
– tracciando un segno di voto sia sul contrassegno di lista sia sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata;
per un candidato alla carica di consigliere comunale scrivendone il cognome o, in caso di omonimia il cognome e il nome, nella riga stampata sotto il contrassegno della lista del candidato sindaco votato, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa.
Nei primi tre casi, il voto validamente espresso, si intenderà attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata.
Nella quarta ipotesi, il voto validamente espresso per il candidato consigliere, si intenderà attribuito anche alla lista cui appartiene il candidato votato e al candidato alla carica di sindaco ad essa collegato
– Nei comuni di ITRI, PONTINIA e PRIVERNO (popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti) l’elettore può votare con le medesime modalità indicate per i comuni fino a 5.000 abitanti, ma avrà la possibilità di esprimere il voto di preferenza per massimo due candidati alla carica di consigliere comunale (purché di sesso diverso) scrivendone il cognome o, in caso di omonimia il cognome e il nome, nelle righe stampate sotto il contrassegno della lista del candidato sindaco votato, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa. Nel caso di espressione di due preferenze per i candidati alla carica di consigliere, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.
– Nei comune di LATINA, MINTURNO e TERRACINA (popolazione superiore a 15.000 abitanti) l’elettore può votare:
per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno. In tal caso esprime un voto valido sia per la lista votata sia per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sia sul rettangolo recante il relativo nominativo sia sul contrassegno della lista o di una delle liste collegate al candidato sindaco stesso. Anche in questo caso, esprime un voto valido sia per il candidato alla carica di sindaco sia per la lista collegata;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno solo sul rettangolo recante il relativo nominativo. In tal caso esprime un voto valido solo per il candidato sindaco e non anche per la lista o le liste a quest’ultimo collegate;
Per massimo due candidati alla carica di consigliere comunale (purché di sesso diverso) scrivendone il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e il nome nelle righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa. In tal caso, verrà espresso un voto valido anche per la lista cui appartengono i candidati votati e per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato, salvo che non si sia avvalso della facoltà di esprimere un voto disgiunto; tracciando un segno sul contrassegno di una lista, eventualmente indicando anche la preferenza per uno o due candidati alla carica di consigliere (purché di sesso diverso) appartenenti alla stessa lista, e tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco.
ATTUALITA'
Amalia Ercoli Finzi a Pantanello parla di Luna, Marte e parità di genere
LATINA – Amalia Ercoli Finzi a Latina, per un’iniziativa organizzata in collaborazione dagli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti della provincia di Latina con Aidia, l’associazione italiana delle donne ingegnere e architette e Fondazione Inarcassa, per presentare la seconda edizione del premio “Idee per un mondo che cambia”. Un premio destinato a valorizzare il lavoro di professioniste del campo tecnico che abbiano firmato (eventualmente anche con colleghi uomini) interventi (attuati e conclusi) rispondenti alle sfide contemporanee, o che abbiano compiuto percorsi professionali coraggiosi e creativi.
Ospiti a Pantanello della Fondazione Caetani, i relatori, illustrando il bando, hanno anche raccontato il mondo delle professioni tecniche oggi in Italia, dove le donne ancora affrontano un notevole gap.
A chiudere la serie degli interventi, molto attesa, la relazione dell’accademica che è stata anche la prima donna laureata in Italia in Ingegneria aeronautica, grande divulgatrice scientifica, divenuta una popstar come ospite fissa di Splendida Cornice il programma di Geppi Cucciari su Rai 2. Amalia Ercoli Finzi ha raccontato i progetti in corso di attuazione per la realizzazione di una casa sulla Luna e le altre sfide che riguardano Marte, sottolineando il contributo dato dalle donne alle missioni spaziali, e rimarcando la necessità di mantenere sempre vivo l’impegno per la parità di genere.
Ad accogliere gli ospiti, la presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Latina Teresa Alvino che ha anche annunciato l’apertura di una sezione Aidia a Latina e il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Enrico Ferracci.
“Sono profondamente emozionata anche per gli ospiti che siamo riusciti ad avere – ha detto la presidente dell’Ordine degli Architetti, Teresa Alvino – e quando li abbiamo invitati ci hanno subito detto di sì con estremo entusiasmo, quindi già solamente per questo siamo felicissimi. Ci tenevamo a creare questa giornata, e ci fa piacere che ci siano anche tanti uomini iscritti, abbiamo voluto il sottotitolo “Le idee non hanno genere” proprio per accentuare l’inclusività della giornata. Quello che ci interessa è far venire fuori le differenze, creare dibattito, vivacità culturale, anche la provocazione quando serve a creare un confronto attivo, vivo, che porti a delle idee nuove”.
A salutare gli ospiti il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio che ha parlato del grande contributo che le donne appartenenti alla famiglia Caetani hanno dato alla creazione del famoso Giardino di Ninfa, ma anche al mondo culturale, citando Ada Wilbraham, Marguerite Chapin, moglie di Roffredo e la loro figlia Lelia Caetani.
Nel suo incisivo intervento di saluto la vicepresidente di Aidia, l’ingegnera Annachiara Castagna, ha sottolineato la necessità che le donne vengano non “riconosciute”, ma “conosciute” perché il loro lavoro resta spesso dietro le quinte e che iniziative come il Premio Aidia servono proprio a valorizzare l’apporto che le donne offrono alle professioni: “Inoltre, firmare un progetto, un intervento – ha sottolineato in un passaggio – rappresenta anche una piena assunzione di responsabilità”.
Ad approfondire il premio illustrando finalità, categorie (Rigenerazione e riqualificazione, Miglioramento dell’ambiente, Sistemi digitali e Leadership manageriale femminile), il Premio Speciale Fondazione Inarcassa dedicato alle libere professioniste, e le modalità di partecipazione, è stata l’architetta Maria Acrivoulis, past president dell’associaizone e coordinatrice del Premio: “AIDIA intende riconoscere un’adeguata visibilità al lavoro delle Professioniste che hanno adottato soluzioni innovative e funzionali, interpretando le sfide contemporanee ed avviando un cambiamento positivo sulla qualità della vita, dei luoghi, delle organizzazioni e della comunità. Anche piccoli interventi – ha spiegato Acrivoulis, ma che abbiano innestato un cambiamento”. Raffaele De Rosa, consigliere di Fondazione Inarcassa ha poi illustrato i dati sulla composizione delle due categorie evidenziando lo squilibrio di presenza e il gap salariale e la volontà di Inarcassa di promuovere le pari opportunità e sostenere il cambiamento verso la parità di genere con azioni concrete.
Ha relazionato l’architetta Carmen Andriani, docente di Progettazione Architettonica e Urbana, esperta di rigenerazione, che ha dedicato un passaggio proprio all’importanza di pensare interventi “per sottrazione”, di “lavorare sui vuoti” per rispondere alle esigenze poste dalle condizioni di oggi.
La presentazione del Premio Aidia “Idee per un mondo che cambia” si è conclusa con la visita al tramonto del Giardino di Ninfa.
AUDIO
La figlia di Wladislaw in piazza con i sindacati: “Mio padre era un grande lavoratore, ma bisogna imparare a dire no se la richiesta va contro i diritti”
- Luigi Garullo Uil
- Giuseppe Massafra Cgil
- Roberto Cecere Cisl
- Sciopero edili
- la figlia di Wlasdislaw
LATINA – C’è anche la figlia di Wladislaw, il 64enne operaio edile morto a Latina mentre lavorava dopo pranzo in una giornata di caldo asfissiante, contrassegnata da bollino rosso. La ragazza manifesta sotto la Prefettura con i sindacati di Cgil Cisl e Uil in occasione dello sciopero unitario della categoria proclamato dai sindacati all’indomani di questa tragedia e dell’altra che si è consumata il giorno successivo a Borgo Santa Maria. “Erano le 14,40, i lavoratori devono imparare a dire no quando le richieste mettono a rischio la loro vita”, ha detto a Gr Latina al microfono di Antonella Melito.
“Nessuna famiglia dovrebbe ricevere questo tipo di chiamate e non dovrebbe mai vivere questo momento di non vedere i propri cari tornare a casa dopo il lavoro. Se esistono delle normative è importante che avvengano i giusti accertamenti e le giuste verifiche affinché queste cose non succedano. Papà era un grande lavoratore – ha aggiunto – . Qualsiasi cosa necessaria per il lavoro lui correva e la faceva, forse anche troppo, non avrebbe dovuto. Secondo me è anche importante dire di no quando le richieste superano i diritti dei lavoratori. In questo caso erano le 2.40 di pomeriggio, non avrebbe dovuto lavorare papà. È importante che anche i lavoratori imparino a dire di no quando non è un loro dovere”.
“Non si può morire di caldo – ha detto Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio -. Noi siamo qui per chiedere alle istituzioni di fare la loro parte, di fare applicare l’ordinanza, ma di fare in modo che in tutte le aziende ci sia la contrattazione per evitare che i fenomeni legati al cambiamento climatico colpiscano le lavoratrici e i lavoratori. Siamo qui in piazza per dare solidarietà alle famiglie che hanno perso un loro caro e per dire mai più. Basta morti sul lavoro, è una tragedia che va fermata, già ci sono tanti problemi, dobbiamo risolvere anche quelli che riguardano il caldo”. Di Cola ha anche ricordato che “le categorie degli edili hanno fatto un importante accordo che integra il salario e quindi permette di utilizzare la cassa integrazione aiutando sia le imprese che i lavoratori” e che “c’è la contrattazione, si possono riorganizzare i tempi e le modalità in cui si lavora”. “Purtroppo – ha concluso il sindacalista – in tanti casi avviene sempre dopo una tragedia, ma è fondamentale adesso agire per fare in modo che non ci siano più altri morti (0:46) perché l’ondata di calore non è finita e i prossimi anni saranno peggiori anche di quella attuale”.
LE RICHIESTE AL PREFETTO – Durante la manifestazione, una delegazione è stata ricevuta dalla prefetta Vittoria Ciaramella. Il punto con Roberto Cecere segretario provinciale della Cisl di Latina: “C’è bisogno di sensibilizzare l’0etica del lavoro, le norme non bastano. Chi vuole fare impresa lo deve fare con dignità, con rispetto per la vita e la salute dei dipendenti. I lavoratori spesso sono vittime, perché se si lamentano vanno a casa, ma con l’ordinanza della Regione Lazio devono essere i datori di lavoro a fermare i lavoratori nelle ore in cui è vietato lavorare con il caldo estremo. Bisogna cominciare a parlare di doveri”.
“Dobbiamo garantire il diritto dei lavoratori di tornare a casa, c’è un tema etico che bisogna riaffermare e il rispetto della legge che già esiste”, ha aggiunto Giuseppe Massafra Segretario generale della Cgil Frosinone Latina
Nella delegazione era presente anche il segretario Uil Luigi Garullo: “La situazione è insostenibile eil caldo estremo non è occasionale, servono rimedi effettivi ed efficaci. Nell’immediato servono controlli”.
Foto, video (sui social) e interviste sono state curate da Antonella Melito
ATTUALITA'
La Famiglia Zamboni dona lo storico locale della Gbc di Via Neghelli alla Diaphorà: “Sogno che si avvera”
- targa di ringraziamento
- Le sorelle Zamboni
- I coniugi Zamboni
- Paolo Maria Magli
- Brindisi dopo la firma dell’atto
LATINA – “Un sogno che diventa realtà”. L’Associazione Diaphorà di Latina ha ricevuto, grazie a un gesto di grande generosità della famiglia Zamboni, lo storico locale commerciale in Via Neghelli dove Ferruccio e Maria Teresa Zamboni aprirono uno dei primi negozi di elettronica della città: la Gbc. L’associazione era da tempo alla ricerca di uno spazio in cui far crescere nuovi progetti e questa donazione inattesa ha già aperto nuovi scenari.
«Siamo felici e profondamente emozionate di potere, con questa donazione contribuire alla realizzazione di un progetto della Diaphorà e allo stesso tempo ricordare i nostri genitori con lo spirito che li ha animati nella loro vita”, dicono Cristina e Stefania Zamboni che sono andate dal notaio con il presidente di Diaphorà Paolo Maria Magli dando concretezza alla loro idea. «Ricevere questo dono – commenta Magli – significa sentire tutta la responsabilità di custodire una storia importante e trasformarla in un bene per l’intera comunità».
Con la firma dell’atto, lo scorso 16 luglio, prende così vita un progetto che va ben oltre il trasferimento di un immobile. “Quel luogo – dicono dall’Associazione in una nota – continuerà a essere un
punto di riferimento per la città, ma con una nuova missione: diventare uno spazio di lavoro, crescita, formazione e inclusione per giovani con disabilità”. Il nuovo locale rappresenterà un tassello fondamentale nel percorso già avviato con l’impresa sociale Etikey, nata dall’incontro tra Diaphorà e Centro Donna Lilith per creare opportunità lavorative concrete e percorsi di autonomia per persone che affrontano percorsi di riscatto e vulnerabilità. Qui nascerà un progetto innovativo dedicato proprio all’inclusione lavorativa, pensato per offrire ai giovani con disabilità un luogo in cui sviluppare competenze, costruire autonomia e mettere in valore i propri talenti.
«Cristina e Stefania non hanno donato semplicemente un immobile: hanno affidato alla nostra associazione un luogo che custodisce la memoria della loro famiglia e di tanti cittadini di Latina. Questa scelta ci emoziona profondamente perché rappresenta anche un riconoscimento del lavoro che Diaphorà porta avanti da oltre vent’anni insieme alle famiglie, costruendo ogni giorno percorsi di autonomia, inclusione e dignità. Qui nascerà un progetto innovativo: sarà un luogo di lavoro, di crescita e di opportunità, ma soprattutto uno spazio aperto alla città. L’inclusione non è un compito che riguarda soltanto chi opera nel sociale: è una responsabilità collettiva e una ricchezza che appartiene a tutta la comunità. Questo straordinario gesto ci ricorda che quando un bene privato diventa un bene comune nascono opportunità capaci di cambiare davvero la vita delle persone», commenta Paolo Magli.
«I nostri genitori, Ferruccio e Maria Teresa, hanno sempre amato profondamente Latina e vissuto il loro lavoro come un servizio alle persone e alla città – spiegano le sorelle Zamboni – Siamo felici e profondamente emozionate di poter contribuire alla realizzazione di questo progetto. Dopo la loro scomparsa, avvenuta a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, abbiamo sentito il desiderio che questo luogo continuasse a vivere, restando fedele ai valori che ci hanno trasmesso. Quando abbiamo conosciuto l’Associazione Diaphorà abbiamo capito che quello spazio avrebbe potuto avere una nuova vita. Donarlo significa affidarlo a chi saprà trasformarlo in un luogo di opportunità, crescita e futuro per tanti giovani. Nostro padre ha sempre creduto nei ragazzi: nei loro occhi ritrovava l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di costruire il domani che hanno accompagnato tutta la sua vita. Sapere che proprio qui altri giovani potranno trovare un’occasione di lavoro, autonomia e realizzazione personale è il modo più bello che conosciamo per custodire la memoria dei nostri genitori. È il nostro contributo per una comunità sempre più inclusiva.»
Determinante è stato il ruolo di Franco Martin Scaldaferri dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Latina Ovest, che, conoscendo le esigenze di Diaphorà e offrendo la propria disponibilità a titolo gratuito, ha accompagnato con sensibilità e convinzione il percorso che ha reso possibile questo incontro. E c’è poi una suggestiva coincidenza che lega ancora di più la famiglia Zamboni a Diaphorà: la sede dell’associazione sorge infatti alle porte del Lago di Fogliano, lo stesso luogo al quale era profondamente legata Maria Teresa Zamboni, che proprio lì aveva studiato e dove suo padre lavorava come pescatore.
“Ci sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano il destino delle persone. Gesti compiuti con naturalezza, quasi in punta di piedi, che raccontano il significato più autentico della parola comunità”, dicono da Diaphorà che è già in moto per costruire una nuova opportunità per i più fragili.
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