l'intervista

“Latina curi i suoi giovani, poco l’impegno anche della Chiesa. Con loro dobbiamo risintonizzarci”. Don Gianni Checchinato saluta la sua città

Il sacerdote diventa vescovo a San Severo, la celebrazione al Sacro Cuore: "Sono emozionato e curioso, ma preparato"

LATINA –  “I giovani hanno voglia di fare un’esperienza spirituale qualificante, hanno sete di Dio, forse però abbiamo bisogno di risintonizzarci con loro. Noi (la Chiesa) parliamo un linguaggio un po’ vecchio che fanno fatica a comprendere e io li capisco. Il mio impegno in questi mesi, da quando sono tornato a Latina, è stato proprio questo, provare ad offrire delle risposte ai giovani, perché se non investiamo su di loro annaspiamo in un presente sempre più problematico”.

Si congeda così da Latina dopo un anno e mezzo da parroco trascorso prima a SS Pietro e Paolo e poi a Santa Rita, Don Gianni Checchinato che sarà ordinato vescovo domenica 23 aprile alle 16.30 nella chiesa del Sacro Cuore. E’ il primo sacerdote nato e cresciuto nel capoluogo pontino a ricevere la Pastorale. Lo abbiamo raggiunto alla vigilia della celebrazione che precede di due settimane l’ingresso nella nuova Diocesi di San Severo in provincia di Foggia, in programma il 6 maggio.

I tre vescovi ordinanti sono stati scelti, sono: Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, ordinante principale; Lucio Angelo Renna, amministratore apostolico di San Severo, co-ordinante principale; e l’amico Felice Accrocca, originario di Cori da poco nominato arcivescovo metropolita di Benevento, co-ordinante principale. Il motto episcopale scelto da mons. Checchinato è Veritas liberabit, che si riferisce a un versetto del Vangelo di Giovanni. Lo stemma araldico è anche un omaggio a Latina, sua città natale.

“Sono sereno e curioso, emozionato, ma sono preparato a questo momento”,  ci ha detto Don Gianni che lascia Latina con una raccomandazione: “Curate i giovani, è troppo poco rispetto al passato l’impegno per loro. E’ un messaggio trasversale che rivolgo a tutti coloro che devono farsi carico del futuro: alla chiesa, all’amministrazione, alla scuola, alle formazioni sociali e culturali. Tornare a investire intelligentemente sul futuro dei giovani è  vincente”.

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