CRONACA
Via al processo Tiberio, il pm esprime parere favorevole ai domiciliari per Cusani
LATINA – Si è aperto in Tribunale a Latina il processo immediato cautelare che vede imputati l’ex presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, sindaco di Sperlonga oggi sospeso dalle sue funzioni e altri 7 dei nove indagati totali nell’inchiesta Tiberio, svolta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Latina.
I giudici hanno ammesso la costituzione di parte civile dei Comuni di Prossedi e Priverno , di quattro consiglieri comunali di Sperlonga che lamentano un danno di immagine, di Carmine Tursi e dell’associazione antimafia Antonino Caponnetto. Non sono state autorizzate in aula riprese audio e fotografie. Il pm Valerio De Luca ha anche espresso parere favorevole alla richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali di Cusani. Adesso dovrà decidere il Tribunale.
GLI IMPUTATI – L’esponente di Forza Italia (tutt’ora in carcere come il dipendente della Provincia ed ex dirigente del comune costiero, Isidoro Masi, originario di Maenza e l’imprenditore Nicola Volpe, 46 anni, di Priverno) non sarà in aula. Deve rispondere di corruzione in relazione alla nota vicenda dell’hotel Grotte di Tiberio di sua proprietà dove, pur in presenza di sentenza di condanna in appello per abusivismo edilizio, non sono stati demoliti gli ampliamenti fuorilegge. Secondo il sostituto procuratore Valerio De Luca che ha coordinato l’inchiesta, proprio Cusani faceva pressione perché il Comune di cui era primo cittadino non emettesse l’ordinanza di demolizione, che era invece un atto dovuto. L’altra accusa è turbata libertà degli incanti, in merito all’appalto per il parco Archeologico di Sperlonga. La difesa ha affilato le armi e presenterà una lista di oltre 50 testi.
Gli stessi reati, in alcuni casi però con l’aggravante del vincolo associativo, dunque turbativa d’asta e corruzione sono contestati agli altri imputati oggi in aula, 7 dei 9 indagati totali. Stralciata la posizione di Alessandra Bianchi.
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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Germano Buonamano Mancaniello
16 Maggio 2017 at 11:07
Dopo il processo “Operazione Anni 90” questo è un altro processo che resta nella storia della cronaca nera, questo è peggio perché sul banco degli imputati ancora una volta vi ci siede un Sindaco che si è permesso il lusso di costruire la ove non si doveva devastando l’immagine di Sperlonga. Mi dimentico sempre un particolare doveroso ricordare
“Salvatore Piccolo”
Ucciso nel suo studio legale in quel di Formia l’unico Uomo che nel Sud Pontino si è sempre battuto in prima linea per la legalità e la giustizia.
Germano Buonamano Mancaniello
16 Maggio 2017 at 11:07
Cusani io è meglio che non vengo in Tribunale mi viene il vomito solo che ti guardo a te e tutti i tuoi complici.