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intervista all'assessora Ciccarelli

Accoglienza sostenibile, lo Sprar di Latina diventa modello internazionale

Oggi la visita del sindaco di Clarkstone (Usa) in Comune e poi nella sede dell'Atelier Achantus

LATINA – Lavorare per un’accoglienza sostenibile e dignitosa tanto per i migranti che arrivano in Italia quanto per le comunità che le accolgono. Sembra cosa ovvia, ma l’obiettivo va conquistato passo dopo passo, come sta cercando di fare  il Comune di Latina con i progetti Sprar che cominciano ad essere modello di riferimento anche per gli Stati Uniti.  Emerge dopo un incontro che si è tenuto ieri all’Anci che sta mettendo in  rete le esperienze e gettando le basi per una collaborazione bilaterale tra amministratori locali italiani e americani sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione, a partire dall’esperienza di successo del modello di accoglienza diffusa. Un dibattito che ha voluto evidenziare e condividere le buone pratiche realizzate per  discutere delle sfide da affrontare nelle rispettive realtà locali.

Dicevamo, Latina modello. Infatti oggi gli osservatori d’oltreoceano hanno visitato oggi  il capoluogo pontino ( alle 11 ci sarà un incontro in Comune)  per verificare da vicino la strada percorsa dall’amministrazione che ha deciso di  ribaltare letteralmente la proporzione tra l’accoglienza emergenziale fatta dal Ministero degli Interni con i cosiddetti Cas a quella focalizzata sull’integrazione con progetti personalizzati, e fondi europei destinati ai Paesi in via di Sviluppo, realizzata dai servizi sociali con lo Sprar: “Oggi il rapporto è di 1 a 10, per una persona in accoglienza Sprar, dieci sono in accoglienza Cas, noi vogliamo che diventi l’esatto contrario e a rendere l’accoglienza di esclusiva gestione del Comune, avviando un percorso che non sarà rapidissimo, ma prevederà la chiusura di tutti i centri di assistenza straordinari”, dice Patrizia Ciccarelli, assessora alle politiche sociali del Comune di Latina.

Ted Terry, il Sindaco di Clarkston, città della Georgia dove oltre la metà dei residenti non è originaria americana, ha prima raccontato la propria esperienza: «Sono sindaco di una cittadina dove circa la metà della popolazione non è nativa degli Stati Uniti: accogliamo rifugiati provenienti da oltre quaranta paesi, i nostri abitanti parlano circa sessanta lingue diverse. Quello dell’immigrazione è un fenomeno complesso, una sfida che siamo chiamati ad affrontare  tutti, gli amministratori locali per primi. Noi lo facciamo da più di 35 anni, offrendo ai profughi che
accogliamo possibilità per integrarsi e rendersi autonomi ed organizzando eventi per creare appartenenza. Sono lieto di essere qui oggi e di avere l’opportunità di confrontarmi con voi colleghi sulle criticità comuni con l’obiettivo condiviso di favorire l’accoglienza e l’inclusione nelle nostre città».
Il Sindaco americano ha voluto poi conoscere l’esperienza del capoluogo pontino, e tra i progetti di integrazione fiore all’occhiello realizzati a Latina quello dell’Atelier Achantus di Astrolabio, un laboratorio sartoriale, in cui si ritrovano migranti e persone disagiate che vogliano professionalizzarsi ed è il passo ulteriore rispetto allo Sprar. Il punto con l’assessora ai servizi sociali del Comune di Latina, Patrizia Ciccarelli

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Oltre all’esperienza di inclusione attraverso l’artigianato sociale rappresentata da Acanthus, l’Assessora ha citato tra le iniziative intraprese nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con la Prefettura i tirocini formativi con i rifugiati ospiti dei CAS impegnati volontariamente in attività di manutenzione del verde cittadino o nel riuso di libri di testo.

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