la strada interrotta

Voragine sulla Pontina, tra le ipotesi quella di un ponte provvisorio

L'alternativa emersa in sede di Commissione Governo del Territorio

LATINA  – Un ponte provvisorio se non dovesse essere possibile procedere con i lavori. E’ l’ultima  novità emersa sulla voragine al km 74,400 della Pontina. Dopo i rilievi e i sondaggi effettuati sul punto del cratere dove un’auto è stata inghiottita il 25 novembre scorso e dove è sparito per sempre Valter Donà l’imprenditore di Terracina il cui corpo non è mai stato trovato, è quasi pronto lo studio geologico preliminare alla riparazione del tratto interrotto nella zona di  San Vito a Terracina. E’ quanto emerge dalla seduta della commissione Tutela del Territorio aggiungendo che se i geologi daranno l’ok, si procederà ai lavori secondo il progetto già pronto, altrimenti sarà realizzato un ponte in prossimità della zona come viabilità temporanea alternativa.

“Da quanto emerso in Commissione – spiega la consigliera pontina dei Cinquestelle, Gaia Pernarella – è prossima alla conclusione la necessaria fase di studio sulle condizioni geologiche del tratto crollato della Pontina che qualora avranno esito positivo, daranno via al progetto già elaborato da Anas con la collaborazione tecnica di Astral, che il 21 Gennaio ha ceduto la Pontina ad Anas nell’ambito di un accordo siglato nel Febbraio dello scorso anno. Viceversa, qualora le analisi dessero esito negativo, verrà predisposta entro marzo una viabilità alternativa con il posizionamento di un ponte temporaneo a ridosso del tratto interrotto”.

Nel corso della seduta il consigliere regionale di Fi Giuseppe Simeone ha chiesto che venga attivata una ‘task force’ fra Regione, Provincia e Anas per manutenzione delle arterie stradali ricordando che “la Pontina tutt’ora interrotta impone interventi ormai improcrastinabili per la messa in sicurezza innanzitutto della SR 148”, ma che non bisogna dimenticare la 156 e la 630, come pure sulle arterie provinciali sempre più dissestate.

 “Quello che in particolare ci allarma – aggiunge Pernarella sono le carenze, messe nere su bianco dal Consorzio di Bonifica, relativamente al sistema delle idrovore, funzionanti non a pieno regime causa la loro vetustà: alcune si apprestano a compiere cento anni di servizio”.

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