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CRONACA

Nastro Rosa, Ricci: “Affidarsi ai percorsi istituzionalizzati”

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LATINA – Da sempre vicine alle donne colpite dal tumore al seno, istituzionalmente e come anche personalmente, sempre attive nel promuovere la diffusione della conoscenza della prevenzione. Hanno ricevuto un premio speciale da Europa Donna questa mattina in occasione della chiusura della campagna Nastro Rosa che si è svolta nella Palazzina direzionale dell’ospedale Goretti di Latina, il prefetto Maria Rosa Trio, il Questore Rosaria Amato, la comandante dei Vigili del fuoco di Latina Clara Modesto, Nadia Fontana Direttrice della Casa Circondariale di Latina, la sindaca di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e Nicoletta D’Erme Commissario Straordinario della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori (LILT)della provincia di Latina. Un riconoscimento importante da parte dell’Associazione nata nel 1994 a Milano da un’idea di Umberto Veronesi e diffusa in 47 Paesi per rispondere alle esigenze delle donne con tumore al seno, proponendosi come il principale movimento di opinione sul tema.

“Nastro Rosa è stata un successo  – ha detto il direttore clinico della Breat Unit dell’ospedale Goretti, Fabio Ricci – Trecento sono le mammografie in più eseguite durante il periodo della campagna. Ma quello che  tentiamo di più a dire e ribadire alle donne è di seguire percorsi di prevenzione istituzionalizzati, e partecipare agli screening”.

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Durante la cerimonia di chiusura della Campagna della Lilt, condotta dalla giornalista Maria Assunta D’Alessio, sono stati premiati da Europa Donna per il loro impegno umano e professionale, anche Alfredo Cecconi Responsabile regionale della LILT uno dei padri fondatori della LILT di Latina, artefice della creazione del Padiglione Porfiri;  Alessandro Novaga, responsabile da sempre per la LILT dell’organizzazione della campagna mondiale nastro rosa della provincia di Latina; Diego Ribuffo, Ordinario e Direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica Università Sapienza di Roma “che coniuga alla perizia tecnica, capacità didattiche indiscusse. Amato dalle sue pazienti per le sue doti umane”,;Giorgio Casati Direttore Generale della ASL di Latina. di recente insignito da Europa Donna, della onorificenza di “Donna ad Honorem” “un uomo con una visione già futura di Sanità…. sognatore, che rende possibile realizzare i nostri sogni di donne malate” e Carlo Della Rocca, Preside corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Università Sapienza di Roma  il cui “contributo è stato determinante per la creazione del Polo Universitario Pontino e che ha fortemente voluto la presenza
dell’Università all’interno della Breast Unit”.

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CRONACA

Morte di Daniele Bellisari, il cordoglio del sindaco Mantini

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CISTERNA – Il sindaco di Cisterna Valentino Mantini esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Daniele Bellisari, vittima di un incidente sul lavoro ad Ostia dove era impegnato nelle rifiniture esterne di una palazzina.

“A nome mio e dell’intera amministrazione comunale – sottolinea il sindaco – desidero esprimere le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli e a tutti i familiari, colpiti da questo gravissimo lutto. La perdita di una vita sul luogo di lavoro è una tragedia, un’altra esistenza spezzata che tocca profondamente l’intera comunità di Cisterna oltre che familiari e amici. Siamo vicini alla famiglia e ai colleghi in questo momento di dolore”.

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CRONACA

Si perdono sul Picco di Circe, salvati e sanzionati

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LATINA – Hanno affrontato un percorso vietato, sono stati sanzionati dopo essere stati soccorsi, due giovani escursionisti che si sono avventurati lungo il “Sentiero naturalistico Picco di Circe” sul Promontorio del Circeo. Una volta ricevuto l’allarme, sono scattate le attività di soccorso con la partecipazione di Vigili del Fuoco,  Polizia Locale del Comune di San Felice Circeo e personale sanitario del 118. Una volta localizzati, per i due si è reso  necessario per il recupero l’intervento del mezzo aereo dei Vigili del Fuoco.

All’arrivo a terra, però, constatate dopo la visita medica le buone condizioni di salute, i Carabinieri Forestali hanno sanzionato entrambi i ragazzi per aver percorso il sentiero naturalistico in violazione della Ordinanza n. 22/2024 del Comune di San Felice Circeo che lo ha dichiarato interdetto per dissesto idrogeologico.

“I militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Circeo, con vincolo di dipendenza funzionale dall’Ente Parco Nazionale del Circeo – si legge in una nota – , proseguono nelle loro attività di prevenzione ambientale, in linea con la mission ambientale dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri, anche sensibilizzando le persone a non avventurarsi lungo i sentieri naturalistici non conosciuti ed esortando a effettuare le escursioni maggiormente impegnative in gruppi organizzati ed equipaggiati secondo le regole previste”.

I militari ricordano anche che “all’interno dell’area protetta “Parco Nazionale del Circeo” non tutti i sentieri sono percorribili e che vigono le Ordinanze Sindacali n. 22/2024 e n.30/2026 del Comune di San Felice Circeo” e “incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità – anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 dei Carabinieri Forestali – eventuali comportamenti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno all’ecosistema e alla incolumità della cittadinanza all’interno dell’area protetta “Parco Nazionale del Circeo”.

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CRONACA

Operaio di Cisterna morto sul lavoro, Diego Piccoli (Fillea Cgil Roma e Lazio): “Cantiere gravemente carente”

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LATINA –  Il cantiere in cui ha perso la vita sul lavoro Daniele Bellisario, l’operaio 46enne di Cisterna, “era carente delle condizioni di sicurezza”. E’ quanto dichiara in una nota la Fillea Cgil di Roma e Lazio che ieri con i suoi rappresentanti si è recata sul posto, a Ostia.

“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. La sicurezza continua a mancare e nei cantieri si continua a morire”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale del sindacato chiedendo agli inquirenti di verificare tutto. “Da anni la Fillea chiede che i controlli non si limitino ai dispositivi di protezione individuale indossati dagli operai, ma riguardino anche macchine, gru, cestelli elevatori e ogni mezzo utilizzato. Un’imbracatura non basta se il macchinario che sostiene il lavoratore non è sicuro, verificato e sottoposto a manutenzione”.

Dai primi accertamenti Bellisario e il suo collega lavoravano alla facciata di un palazzo su un cestello meccanico che ha ceduto di schianto facendo precipitare l’operaio di Cisterna da un’altezza di cinque metri. Il suo collega invece  si è miracolosamente salvato aggrappandosi alla ringhiera di un balcone. Entrambi  – sempre secondo i primi accertamenti   – non indossavano i dispositivi di protezione, imbragatura e caschetti.

Mentre Carabinieri e Spresal stanno accertando dinamica e cause dell’incidente, la Fillea spiega di aver trovato un cantiere privato, allestito presso un palazzo anch’esso di proprietà privata, con lavori affidati in subappalto. Dal sopralluogo effettuato dai rappresentanti sindacali è emerso un quadro che fa pensare ad alcune carenze importanti: il cantiere sarebbe risultato privo degli accorgimenti necessari a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. La sicurezza continua a mancare e nei cantieri si continua a morire”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL di Roma e Lazio. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e tutta la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi compagni di lavoro. Le cause precise saranno stabilite dalle indagini, ma una cosa è già evidente: Da quanto abbiamo potuto constatare – almeno a prima vista – il cantiere era gravemente carente, ma per ora non abbiamo certezze e chiediamo agli inquirenti di verificare tutto”, prosegue Piccoli.

“La manutenzione costa poco, pochissimo rispetto al valore di una vita. Chiediamo che sia fatta piena luce, che vengano accertate tutte le responsabilità e che siano intensificati controlli e verifiche nei cantieri. Mettere in sicurezza il lavoro significa proteggere le persone, ma anche controllare i mezzi sui quali sono costrette a lavorare. Non possiamo continuare a intervenire dopo le tragedie: il lavoro non può continuare a uccidere”, conclude Piccoli.

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