oggi zero contagi

La Regione annuncia lo stop ai pazienti Covid al Goretti e la Asl fa il punto. Latina e Priverno preoccupano ancora

Casati: "Indice di prevalenza al 9,39". Visconti: "Cambiati dal virus, ma più forti". Sabatucci:"La prevenzione fondamentale"

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LATINA  – E’ un bollettino anomalo quello di oggi. A parte il dato positivo di zero nuovi contagi a Latina e provincia, la Asl  fa il punto, “depurando” le cifre per offrire un quadro statisticamente più pulito di quello tracciato nell’emergenza. Il nuovo bilancio annuncia anche la ripartenza, anzi il  ritorno alla normalità.

LE CIFRE – Da oggi il conteggio diventa ancora più centrato sulla provincia, separando i contagiati che non sono residenti in provincia ma che per varie ragioni si trovavano sul territorio e qui sono stati diagnosticati; mentre “tornano a casa” i pazienti che pur essendo residenti, sono stati di fatto fuori dal radar, perché curati in strutture ospedaliere esterne al territorio aziendale. Il nuovo bilancio si discosta in parte da quello che abbiamo fin qui riferito, ma la sostanza resta la stessa: 582 casi totali di cui 540 sono domiciliati o residenti nella Asl di Latina. Di questi  372 sono  guariti, 30 deceduti, 138 sono positivi, l’indice di prevalenza ad oggi è di 9,39.  37 pazienti sono residenti fuori dalla provincia, ma sempre nel Lazio, e 5 persone provengono da fuori regione.

I COMUNI – Ventiquattro comuni sono liberi dal Covid, sette hanno avuto casi recenti e sono oggi moderatamente attenzionati, mentre due comuni, Latina e Priverno destano preoccupazione e si è in attesa di capire quanto le nuove infezioni registrate possano generare nuovi cluster.

In tutto il periodo sono stati eseguiti 13590 tamponi; 11757 persone sono state poste in isolamento fiduciario e oggi i sorvegliati sono 591 dei quali circa 300 ad alto rischio di aver contratto l’infezione. Duecento pazienti sono stati seguiti a casa con gli strumenti della telemedicina.

Sono 20 gli operatori della Asl che sono risultati positivi, 4 medici, 11 infermieri, 2 tecnici di radiologia, 2 Oss e un centralinista: “Un dato molto più basso rispetto ad altre aziende ospedaliere”, ci tiene a rimarcare il direttore generale Giorgio Casati. 1300 i test sierologici eseguiti, troppo pochi ancora per dire se e come il virus ha circolato oltre i numeri già detti.

IL RITORNO ALLA NORMALITA’ – Il nuovo bilancio annuncia anche la ripartenza, anzi il  ritorno alla normalità dopo le indicazioni arrivate a voce dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato: stop ai Covid a Latina, riprende l’attività ambulatoriale e quella di elezione. “Entro fine mese tornerà al Goretti la chirurgia e da domani le prestazioni specialistiche (mentre le attività di screening sono già ripartite). Cinquantamila sono state le prestazioni non urgenti sospese, da recuperare – ha spiegato il direttore sanitario aziendale Giuseppe Visconti – Si va verso il ripristino delle attività dell’ospedale di Latina e torna alla rete dell’emergenza la Medicina D’urgenza che si è letteralmente immolata in questo periodo”.

LA PREVENZIONE – Uno studio  vuole indagare il ruolo avuto dalle co-morbilità nei 30 pazienti pontini deceduti  (35 considerando anche i fuori provincia e regione), ma non sarà l’unica pubblicazione post Covid. “Questo virus si batte sul territorio anche  aumentando le difese immunitarie con stili di vita sani e mantenendo il distanziamento sociale. Dobbiamo unire le forze e ognuno deve fare la propria parte, perché non è finita. La prevenzione è fondamentale e quello che abbiamo visto con le aggregazioni di persone non ci piace”, ha sottolineato Antonio Sabatucci, direttore del Dipartimento di Prevenzione.

I prossimi 15 giorni sono considerati fondamentali per capire se sono scongiurati nuovi cluster.

Poche cose sono certe: il Covid non è sconfitto e può tornare; ha lasciato segni nelle persone che lo hanno contratto e lutti nelle famiglie che hanno perso i loro cari (10 a Fondi, 5 ad Aprilia e altrettante a Latina, 2 a Sperlonga); ha dato una grande lezione alla sanità, ma anche a chi la considerava alla deriva. “Ne usciremo cambiati, ma rafforzati. E’ un’esperienza unica – conclude Visconti – e ci lascia l’indicazione che solo un lavoro multidisciplinare come quello che abbiamo svolto in questo periodo di emergenza può portarci a raggiungere obiettivi più alti anche quando torneremo alla normalità”.

 

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