CRONACA
Saluto in forma privata per Nikky Guelfi, moglie dell’assessore regionale Paolo Orneli
Un saluto in forma strettamente privata a casa e niente funerali come aveva chiesto lei. E’ l’addio dell’assessore regionale allo sviluppo economico, industria, artigianato e start up, Paolo Orneli alla moglie Nicoletta Guelfi dopo una lunga battaglia contro il tumore al polmone che l’aveva colpita.
Ringraziando per le centinaia di messaggi ricevuti Orneli ha voluto lanciare un messaggio: “La vera distanza non si misura in metri di separazione fisica ma in relazione alla nostra minore o maggiore capacità di amare e di essere una comunità. A questo credeva la nostra Nikki ed è quello che dobbiamo provare a fare”,
Ricordando la compagna scomparsa all’età di 49 anni, Orneli ha scritto ieri un toccante post che è anche un tributo alla donna e alla combattente: “Alla fine, hai smesso di soffrire e sei andata via in una sera d’estate, alla vigilia di quel viaggio che tanto desideravamo fare non te ne sei neanche accorta. Il tuo cuore ha ceduto e ti sei addormentata così, senza parole né lacrime. Non ti dirò bugie: non ero pronto per questo momento, avevamo ancora troppe cose da dirci e da vivere insieme. Con te se ne va la parte migliore di noi due. Forse avrei dovuto essere più forte, più paziente, più capace di aiutarti e amarti come meritavi. Ora non posso più farlo amore mio. Posso solo dirti che mi prenderò cura di nostra figlia con tutto me stesso, portandoti sempre con me e raccontandole la donna straordinaria che sei stata e che un male infame ci ha portato via».
Nicoletta Guelfi, per tutti Nikky aveva raccolto dalla nonna Marcella l’eredità dell’impegno sociale e politico, della lotta per le donne che aveva voluto trasmettere alla figlia Melania oggi 14enne. “Bisogna costruire nuovi modelli di sviluppo – diceva – non possiamo farlo da sole noi che rimaniamo le più preoccupate per la situazione che ci circonda. Mia figlia Melania, che mi segue sempre, mi ha chiesto: “Mamma perchè in Italia ancora non c’è stato un presidente della Repubblica donna?” Devo continuare perchè ci sia presto una risposta concreta e positiva alla sua legittima domanda”. La storia di Nikki Guelfi è stata raccontata da Valeria Scafetta nel libro La Zampata della Tigre.
All’assessore Orneli le condoglianze sentite di tutto il Gruppo radiofonico Mondo Radio di Latina e della redazione di questo giornale.
CRONACA
Grotta Guattari e Terme Romane: il Consiglio Comunale compatto a difesa dei siti archeologici
SAN FELICE CIRCEO – Grotta Guattari e Terme Romane devono rimanere alla gestione del Comune di San Felice Circeo. Maggioranza e opposizione sono d’accordo e hanno votato all’unanimità in Consiglio la mozione a difesa dei due siti archeologici che ricadono nel territorio comunale. La proposta, presentata dal consigliere Giuseppe Schiboni, dà mandato alla sindaca Monia Di Cosimo “di difendere le prerogative istituzionali del Comune in ogni sede opportuna”. Succede dopo l’accordo di valorizzazione in corso di definizione tra il Ministero della Cultura e il Comune di Terracina, già approvato dalla giunta di Terracina (con deliberazione n. 57 del 23 aprile 2026), che assegna alla Fondazione “Città di Terracina” anche la gestione dei due beni del Circeo.
Alla sindaca non basta la disponibilità mostrata dal collega Francesco Giannetti che ha scritto al Ministero della Cultura chiedendo lo stralcio dei siti di San Felice Circeo e Sabaudia dall’accordo. Un segnale che il Sindaco ha accolto con favore, ma che ha ritenuto non sufficiente a chiudere la vicenda. “Questa Amministrazione – ha precisato la prima cittadina in aula – non potrà considerare la questione risolta finché l’ accordo non verrà formalmente revocato o modificato con l’esclusione esplicita dei siti di San Felice Circeo”.
Il voto unanime del Consiglio Comunale, maggioranza e minoranza compatte, testimonia – si legge in una nota dell’Ente – che la difesa del patrimonio archeologico della comunità non è una questione di parte, ma un impegno
condiviso dall’intera rappresentanza civica di San Felice Circeo.
CRONACA
Mensa ospedale Goretti di Latina chiusa, il Sindacato CLAS: “Dalla Regione un primo impegno, ma ora servono garanzie concrete per i lavoratori”
LATINA – Il Sindacato CLAS accoglie con attenzione l’esito dell’incontro tenutosi giovedì presso la Commissione Lavoro della Regione Lazio, convocata per affrontare la delicata vertenza occupazionale legata alla chiusura delle cucine presso la ASL di Latina e al futuro dei lavoratori impiegati nel servizio mense dell’ospedale Goretti.
Una vicenda che CLAS segue da tempo e che continua a destare forte preoccupazione tra i dipendenti, alla luce della progressiva dismissione delle cucine interne e dello spostamento della produzione dei pasti. Una scelta che rischia di avere pesanti ricadute occupazionali e reddituali sui lavoratori coinvolti.
Nel corso della seduta, alla presenza del presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio, Angelo Tripodi, non sono ancora emerse soluzioni operative immediate, ma è stato assunto l’impegno di portare la vertenza all’attenzione del presidente del Consiglio regionale, delle istituzioni provinciali e del presidente della Provincia, con l’obiettivo di aprire un confronto più ampio sulla tutela dei livelli occupazionali.
Per il Sindacato CLAS resta fondamentale garantire continuità lavorativa e stabilità economica ai dipendenti interessati, considerando che gran parte del personale delle mense è composto da donne e da lavoratrici monoreddito. Forte preoccupazione riguarda inoltre il possibile coinvolgimento futuro anche dell’appalto relativo all’ospedale di Terracina, dove potrebbe essere avviato lo stesso percorso di esternalizzazione e trasferimento dell’impianto di cottura.
“L’occupazione deve essere garantita e va posta grande attenzione sulla tenuta reddituale dei lavoratori. Il coinvolgimento della Regione è necessario per la ricerca di soluzioni condivise. Un incontro quello odierno che possiamo considerare positivo, stante l’assunzione di impegno da parte della Commissione”, dichiara il Segretario Generale del Sindacato CLAS, Davide Favero.
CRONACA
Ispezioni del Nas di Latina in bar, panifici e ristoranti: due attività sospese a Latina
LATINA – Una raffica di ispezioni dei Carabinieri del NAS di Latina in esercizi commerciali di somministrazione di alimenti e bevande hanno portato alla contestazione di sanzioni amministrative per un valore di 14.000 euro e al sequestro di 100 chilogrammi di prodotti alimentari non conformi. Le evidenze più gravi in due attività commerciali del capoluogo che sono state sospese. Si tratta di un caffè del centro di Latina dove sono state rilevate muffe diffuse sulle pareti, assenza di acqua calda, mancanza di areazione forzata e un deposito alimentare in pessime condizioni igieniche con prodotti scaduti e non tracciati. La Asl ha disposto l’immediata sospensione dell’attività e sanzioni amministrative per 3.000 euro. Scenario analogo in un altro bar del capoluogo, dove i Carabinieri del NAS e della Stazione locale hanno riscontrato gravi criticità di natura logistica, nello specifico sono state riscontrate rotture strutturali nelle pedane del bancone e una diffusa presenza di ragnatele sia nei bagni del personale che nel deposito alimenti, dove le pareti apparivano visibilmente annerite. Anche in questo caso la ASL, ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività. In un’altra caffetteria del capoluogo sono stati rinvenuti 5 kg di formaggio congelato arbitrariamente, violazione che ha portato a una sanzione di 2.000 euro e al contestuale smaltimento degli alimenti.
L’attività di controllo ha preso il via in un Comune dell’area nord della provincia, dove i militari del NAS con i colleghi della Stazione Carabinieri, hanno passato al setaccio attività di panificazione. In un esercizio è stata accertata la totale mancanza di formazione del personale in merito ai protocolli H.A.C.C.P., motivo per cui il titolare è stato multato con una sanzione di 1.000 euro, mentre presso un secondo punto vendita, nel corso dell’ispezione sono stati rinvenuti 80 kg di prodotti privi di tracciabilità, con conseguente immediato smaltimento ed è stata elevata una multa di 1.500 euro a carico del titolare. Sempre nella medesima area, il controllo presso un bar tavola calda ha rivelato l’assenza di procedure per la rintracciabilità e la mancata indicazione degli ingredienti degli alimenti esposti alla vendita, comportando sanzioni per 2.166 euro.
Nell’ambito della medesima operazione, in un altro centro della provincia, i Carabinieri hanno sanzionato il titolare di un ristorante, con una multa di 2.000 euro, per carenze nelle modalità di produzione e conservazione, mentre il titolare di un bar della medesima zona ha ricevuto una multa di 1.334 euro per la mancata indicazione degli allergeni nel menù.
I controlli si sono svolti durante le Giornate di Azione EMPACT – Action Days dell’UE.
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