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CULTURA

“UndiciMetri. Storie di Rigore”: ecco il libro dedicato alla massima punizione calcistica

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LATINA – Gli scrittori pontini Cristian Vitali e Maurizio Targa hanno pubblicato sessanta racconti in chiave di rigore: da Platini a Caraballo, da Gullit a Blissett, da Panenka a Totti, da Baggio a Beccalossi. Il volume «UndiciMetri. Storie di Rigore» (SensoInverso Edizioni, 292 Pagine, € 17,00) è un compendio di storia della massima punizione calcistica, già disponibile nei principali store online come IBS, Mondadori, Amazon, Feltrinelli. Cristian Vitali e Maurizio Targa insieme hanno racchiuso, in circa 300 pagine, un bel pezzo di storia calcistica: quella, appunto, dei fatidici undici metri, il tiro dal dischetto, raccontando con dovizia di particolari alcuni penalties passati alla storia. Come quelli della finale di Coppa Campioni della Roma con il Liverpool, quelli della straziante strage di Heysel, quelli, ahinoi, maledetti, della Coppa del Mondo: Serena a Italia 90, Baresi e Baggio a USA 94, Di Biagio a Francia 98. Ma c’è spazio anche per qualche gioia, come quella – indimenticabile – di Grosso all’appuntamento teutonico del 2006, quello più evocativo per gli italiani meno attempati.

Rigori per alcuni esemplari (si pensi a Shevchenko nella finale di Champions 2003 con la Juventus) altri decisamente indigesti, come la “zappata” di Costacurta nella finale Intercontinentale con il Boca Juniors dello stesso anno. Perché c’è sempre il rovescio della medaglia: ed infatti Cristian Vitali – fondatore del Blog satirico Calciobidoni.it – ci mette comunque una piccola firma del suo repertorio inserendo anche delle “chicche” dal dischetto sconosciute ai più, relative ad alcuni “bidoni”: si pensi a Blissett, il bombardiere nero del Milan, paragonato a Calloni; oppure a Caraballo, l’uruguagio del Pisa oggi tassista. Entrambi ciccarono un rigore in Coppa Italia al punto tale che la “ciabattata”, a detta di alcuni, finì addirittura fuori dallo stadio. Ma c’è spazio anche per il povero Toffoli e il famoso rigore al sapore di VAR nel derby con il Foggia. E ancora: il cucchiaio di Totti e la versione originale di Panenka, la famosa buca di Maspero, Beccalossi, Savicevic e addirittura… Michelangelo Rampulla. Così recita la sinossi inserita in quarta di copertina: «Dallo sconosciuto ma infallibile Giampiero Testa al trionfo di Berlino, passando per i tragici tiri mondiali di Baresi, Baggio e Di Biagio, il cucchiaio di Totti, la “buca” di Maspero, i sempreverdi Zico, Platini, Falcao e Gullit, gli errori macroscopici di gente come Caraballo e Luis Toffoli: sessanta racconti carichi di passione, incentrati sui più svariati tentativi di realizzazione dal dischetto. Storie, liti, drammi, atmosfere e leggende raccontate da un punto di osservazione molto particolare: quei fatidici e interminabili UndiciMetri».

Racconta Maurizio: «L’idea originale era di Cristian, un libro sui calci di rigore sbagliati. Parlandomene mi sono appassionato all’idea e ho iniziato a dargli una mano, tralasciando l’esclusiva di quelli sbagliati. Alla fine abbiamo fuso i nostri racconti, e abbiamo constatato quanto siamo “vicini” a scrivere: tirando le somme, ci siamo divisi bene il lavoro, e quando in alcuni casi abbiamo constatato di aver scritto dello stesso rigore entrambi – è capitato per Baggio e Di Biagio ai Mondiali – “fondere” le nostre versioni in un unico racconto è stato sorprendentemente facilissimo, praticamente non abbiamo dovuto tagliare quasi nulla l’uno dell’altro. Una sintonia felicissima, ve ne renderete conto». Gli fa eco Cristian: «Abbiamo lavorato alacremente per diversi anni per cercare di ottenere un prodotto di qualità, godibile, e crediamo di esserci riusciti. E’ stata particolarmente azzeccata l’idea della Copertina, realizzata al Francioni di Latina: io nella parte del portiere e Maurizio in quella dell’attaccante, con le maglie della Squadra di calcetto Calciobidoni F.C. che ho fondato nel 2016. Quante prove, quante “botte” ho preso in tuffo, quante parate e quanti gol quella calda mattinata di maggio. Ma non saprete mai se il tiro che abbiamo scelto per la cover è stato parato oppure no. E’ un po’ l’essenza di ogni tiro dagli undici metri, restare fino alla fine con il fiato sospeso». Il giornalista e scrittore Darwin Pastorin (ex Direttore di Tuttosport e di La7 Sport) ha curato la Prefazione, definendo il libro con queste eloquenti parole: «Una lunga, infinita collana di gioie e dolori, di errori madornali o di parate strepitose, di coppe e mondiali vinti o sfumati in quell’istante che tutto, nel bene e nel male, avvolge o stravolge. Un libro, decisamente, indispensabile per gli appassionati del pallone».

Cristian Vitali, lo ricordiamo, è un Ispettore della Guardia di Finanza in servizio a Roma, ma vanta esperienze pregresse in qualità di giornalista (presso il fu “Il Territorio”), telecronista (è stata la voce ufficiale del Priverno Calcio), e conduttore radiofonico (Radio6 a Roma, insieme a Francesca Bonfanti). Nel 2006 ha creato Calciobidoni.it, Blog dedicato ai “bidoni” e alle “meteore” straniere del calcio italiano, cui nel 2009 ha fatto seguito il lancio del Calciobidone, di cui scrive sul sito del Guerin Sportivo e su Fantagazzetta (oggi Fantacalcio.it). E’ datato 2010 il suo primo libro, «Calciobidoni. Non comprate quello straniero», trasposizione su carta del sito, che vince il titolo di «Blog dell’Anno» 2016, e premiato da Ugo Russo, ex telecronista di «Tutto il calcio minuto per minuto».

Maurizio Targa, Funzionario Direttivo della Regione Lazio, appassionato di calcio e musica, è giornalista e scrittore, ma il suo primo, indimenticato amore è la radio. Autore di tre libri, «Cette Italie qui m’en chante» (un saggio pubblicato in Francia nel 2005), «L’importante è proibire» (2011), «Ciao amici ciao» (2013), dal 1998 è tra gli autori del portale musicale «Hit Parade Italia», e collabora con Raidue quale autore di numerosi programmi a carattere musicale (tra cui «Speciale Pop» e «Sanremo Segreta»).

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Appia week, a Cisterna apertura straordinaria dell’area archeologica di Tres Tabernae

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CISTERNA – La Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina e il Comune di Cisterna organizzano per domenica 7 giugno, in occasione dell’Appia Week, un’apertura straordinaria dell’area archeologica di Tres Tabernae, situata lungo la Via Appia al km 58,100.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato tra la Soprintendenza, la Diocesi di Latina-Terracina Sezze-Priverno, la Fondazione Roffredo Caetani e il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, nonché nell’ambito della Cabina di Regia della Provincia di Latina per la valorizzazione del sito UNESCO “Via Appia. Regina Viarum”.

L’apertura di domenica 7 giugno 2026 prevede visite guidate gratuite senza prenotazione con partenze alle ore 9:30, 10:30 e 14:45.

Sarà inoltre disponibile un servizio di bus navetta gratuito dalla stazione ferroviaria di Cisterna di Latina, con partenze alle ore 9:15, 10:15 e 11:30 e successivo servizio di ritorno.

Per informazioni: 0773 473610.

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APPUNTAMENTI

Via Appia Regina Viarum, la Fondazione Caetani apre la sede di Tor Tre Ponti

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LATINA – Un viaggio tra storia, architettura e memoria lungo l’antico tracciato della Via Appia. La Fondazione Roffredo Caetani, in collaborazione con la Provincia di Latina, promuove il progetto “Sulle tracce della Regina Viarum: la Via Appia e Tor Tre Ponti”, un ciclo di aperture straordinarie del Complesso Monumentale di Tor Tre Ponti, sede amministrativa della Fondazione, inserito nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione della Via Appia Regina Viarum e realizzato grazie al contributo della Provincia di Latina.
Tre gli appuntamenti in programma: 6 giugno, 11 luglio e 26 settembre 2026, giornate durante le quali il complesso sarà eccezionalmente aperto al pubblico dalle ore 9 alle 17 con visite guidate dedicate alla scoperta della storia del sito e del suo profondo legame con la Via Appia.
Il progetto  – spiegano dalla Fondazione in una nota – nasce con l’obiettivo di valorizzare la Via Appia come patrimonio storico, culturale e paesaggistico, promuovendo al tempo stesso la conoscenza del  complesso monumentale di Tor Tre Ponti e della sua funzione storica nel sistema dei collegamenti tra Roma e il Sud Italia.

Durante le giornate di apertura, i visitatori saranno accompagnati da guide specializzate attraverso un percorso che approfondirà la storia della Regina Viarum, il sistema delle stazioni di posta lungo l’antica strada consolare, l’evoluzione architettonica del sito e il ruolo che questo luogo ha avuto nel territorio pontino nel corso dei secoli. Particolarmente significativo sarà l’appuntamento del 26 settembre, che vedrà anche la partecipazione di esperti e studiosi impegnati in un incontro divulgativo dedicato alla storia del complesso monumentale, al rapporto con la Via Appia e alle antiche stazioni di posta che scandivano il percorso della grande arteria romana.

“Con questo progetto – afferma il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio – vogliamo restituire attenzione e centralità a un luogo profondamente legato alla storia della Via Appia e del nostro territorio. Tor Tre Ponti rappresenta un patrimonio culturale di grande valore, spesso poco conosciuto, che merita di essere raccontato e vissuto. Queste aperture straordinarie nascono proprio con l’obiettivo di offrire al pubblico un’occasione concreta per entrare in contatto con la storia del complesso monumentale e con il ruolo che questo luogo ha avuto lungo uno dei percorsi più importanti dell’antichità. È un’iniziativa che unisce tutela, divulgazione e valorizzazione culturale”.
“L’apertura straordinaria del Complesso Monumentale di Tor Tre Ponti – afferma il presidente della Provincia, Federico Carnevale – rappresenta un’importante occasione per continuare il percorso di valorizzazione della Via Appia Regina Viarum che la Provincia di Latina sta portando avanti con convinzione insieme ai territori, alle istituzioni culturali e alle realtà locali. Luoghi come Tor Tre Ponti custodiscono una parte fondamentale della nostra memoria storica e raccontano il ruolo strategico che la Via Appia ha avuto nei secoli come asse di connessione tra comunità, culture e territori. Valorizzare questo patrimonio significa oggi investire nella cultura, nella conoscenza e in una visione di sviluppo sostenibile capace di mettere in rete identità, turismo e territorio”.
Gli appuntamenti si svolgeranno il 6 giugno, l’11 luglio e il 26 settembre 2026, con apertura straordinaria del Complesso Monumentale di Tor Tre Ponti (Via Appia km 66,400 a Latina) dalle ore 9 alle ore 17. Ingresso gratuito.

 

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ATTUALITA'

Gaeta, mezzo secolo di declino: persi oltre 3.000 residenti mentre la provincia cresce

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Gaeta vive da decenni una lenta ma costante crisi demografica. Dai 23.379 abitanti del 1981, anno del massimo storico, la popolazione è scesa a 19.137 residenti nel 2024, con una perdita superiore al 12%. Un dato che contrasta con l’andamento della Provincia di Latina, cresciuta nello stesso periodo di oltre il 50%, e con quello dei vicini comuni di Formia e Minturno, entrambi aumentati di circa il 29%.

Sono i dati del Report presentato dall’ambientalista Beniamino Gallinaro

Alla base del declino, spiega nel Report Gallinaro, c’è soprattutto la progressiva scomparsa del tessuto industriale locale. La chiusura della vetreria AVIR nel 1981, seguita da quella di altre realtà produttive come Italcraft, Panapesca e il deposito ENI, ha lasciato un vuoto occupazionale mai colmato. Oggi l’economia cittadina si regge prevalentemente sul turismo stagionale e sui servizi, incapaci però di trattenere le giovani generazioni.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno degli aspetti più critici. Nel 2025 si contano 314 anziani ogni 100 giovani, contro i 137 del 2002. L’età media ha raggiunto i 50 anni e le nascite sono crollate a 82 nel 2024, il minimo storico, mentre i decessi sono stati 245.

Anche i flussi migratori confermano la difficoltà della città ad attrarre nuovi residenti. Tra il 2019 e il 2025 il saldo migratorio interno è stato negativo, con molti cittadini che si sono trasferiti altrove per motivi di studio e lavoro. L’immigrazione straniera, che in altri territori ha compensato il calo demografico, a Gaeta resta limitata e rappresenta appena il 4,4% della popolazione.

A rendere ancora più evidente il paradosso cittadino è il patrimonio immobiliare: il 41% delle abitazioni risulta non occupato da residenti. Migliaia di case restano seconde abitazioni o immobili inutilizzati, mentre la popolazione continua a diminuire.

Nel frattempo il consumo di suolo è aumentato. Oggi oltre il 18% del territorio comunale è impermeabilizzato, uno dei valori più elevati della costa pontina. Una crescita edilizia che non ha prodotto un aumento dei residenti e che ha contribuito alla trasformazione del paesaggio.

I numeri descrivono quindi una città che perde abitanti, invecchia rapidamente e fatica a creare opportunità economiche stabili. Una crisi non improvvisa, ma il risultato di decenni di cambiamenti economici e sociali che hanno progressivamente ridotto la capacità di Gaeta di attrarre e trattenere popolazione.

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