le indagini

Reddito di cittadinanza ai Di Silvio, denunciate dai carabinieri due donne del clan

Beneficio ottenuto in frode e evadendo dagli arresti domiciliari

LATINA – Hanno chiesto e ottenuto il reddito di Cittadinanza 2019 attraverso il patronato Enac. Sono state scoperte e denunciate due donne  del clan rom dei Di Silvio, stanziale a Latina. Sono Sara e Angela, figlia e nuora del capostipite Armando detto Lallà, entrambe indagate nell’inchiesta Alba Pontina. Sono stati i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, nel corso degli accertamenti svolti sui beneficiari del Reddito di Cittadinanza a scoprire che le due, al momento di presentare la richiesta erano agli arresti domiciliari e dunque non avrebbero dovuto uscire dal proprio domicilio, cosa che invece hanno fatto per svolgere di persona la pratica. Sono dunque evase.

In particolare per Angela Di Silvio i carabinieri hanno accertato che cinque persone della famiglia della donna erano sottoposte a misure cautelari in carcere, mentre altre quattro donne erano agli arresti domiciliari e nonostante questo, l’istituto di previdenza ha concesso il reddito di cittadinanza dall’ottobre 2019. Per quanto riguarda Genoveffa Sara, il 20 settembre 2019, la donna presentava domanda per il proprio nucleo familiare, composto da altre tre persone fra cui  il  marito detenuto in carcere, sempre per Alba Pontina e anche in questo caso l’istituto ha ammesso il nucleo al sussidio.

FRODE – “Entrambe le domande di reddito – spiegano ora i carabinieri –  venivano avviate e concesse in frode al D.L. 28 gennaio 2019 nr. 4, coordinato con la Legge di conversione 28 marzo 2019 nr. 26, recante “disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, che all’art. 7, comma 1°, prevede che «salvo se il fatto non costituisca più grave reato, chiunque rende o utilizzare dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, ottenendo indebitamente il reddito di cittadinanza, è punito con la reclusione da due a sei anni»”.

Le due donne sono accusate anche di evasione.

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