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Covid-19, altri 354 casi a Latina e provincia. Quattro i pazienti deceduti

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LATINA – Latina conta oggi altri 354 nuovi casi di Covid, il secondo peggior dato di sempre. Quattro i decessi al Goretti di pazienti di Aprilia, Latina, Castelforte e Cisterna. Con i nuovi parametri più restrittivi fissati dal Governo centrale quanto a Rt e Prevalenza, se il conteggio fosse anche locale e non solo regionale, la provincia di Latina sarebbe senza esitazione zona rossa.

Quanto a contagi, oggi  sono i piccoli Comuni a preoccupare di più: Maenza 20, Sonnino 22, di nuovo elevato il dato di Sezze con 23, a Castelforte, 17.

COMUNE PER COMUNE – Aprilia 23, Bassiano 1, Castelforte 17, Cisterna 11, Cori 10, Fondi 18, Formia 21, Gaeta 11, Itri 1, Latina 44, Lenola 5, Maenza 20, Minturno 6, Monte San Biagio 3, Norma 2, Pontinia 16, Priverno 16, Prossedi 1,  Roccagorga 10, Roccasecca dei Volsci 1, Sabaudia 5, San Felice Circeo 11, Sermoneta 1, Sezze 23, Sonnino 22, Spigno Saturnia 1, Terracina 54.

I guariti sono stati 197.

Dedica un post agli operatori sanitari dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, Emiliano Coletta, medico  e figlio del sindaco di Latina Damiano Coletta,  impegnato nei reparti Covid dell’ospedale civile di Latina: “Un’esperienza tosta, specialmente all’inizio, ma che adesso, in virtù di un lavoro di squadra ben coordinato, è sicuramente meno complicata – scrive –  Non posso negare che a Marzo nei reparti c’era un clima di terrore, preoccupazione ed incertezza. Oggi invece si lavora diversamente, consapevoli di noi stessi e delle armi a nostra disposizione, con la capacità di donare un sorriso a chi in questo momento sta soffrendo”.

NEL LAZIO – Nel Lazio su oltre 13 mila tamponi (+3.373) son emersi 1.719 CASI POSITIVI (+385), 72 sono stati i decessi (+49)  e +1.416 i guariti. “Aumentano i casi, i decessi e i ricoveri, mentre diminuiscono le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è sempre al 13%. La curva tende ad aumentare e bisogna mantenere il massimo rigore”, è l’appello alla popolazione dell’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

Per la prima volta l’Unità di Crisi della Regione Lazio dà anche la percentuale positivi-tamponi includendo i test antigenici. In questo modo il dato scende dal 13 al 4,6%.

Le dosi di vaccino anti Covid somministrate ad oggi –  5 gennaio  – sono state  37149.

13 Comments

13 Comments

  1. Barbara Di Legge

    5 Gennaio 2021 at 15:41

    Eh si, abbiamo proprio tutti rispettato le regole.

  2. Rossana Rocci

    5 Gennaio 2021 at 16:47

    Quindi quello che hanno fatto fino ad ora è stata una stronzata

  3. Francesca Mancuso

    5 Gennaio 2021 at 17:09

    Rossana Rocci non è una stronzata!
    Ma io sono rimasta sola a capodanno.. Quanti come me?
    Non sono uscita durante le feste se non per lavoro… Quanti come me?
    So di storie un po ambigue..
    Per dirtene una. Una mia amica con la compagna si vedono co altri due amici per un saluto a casa loro..
    Tempo due giorni e uno della coppia ha i primi sintomi di covid..
    Così tutti e quattro positivi.

  4. Rossana Rocci

    5 Gennaio 2021 at 17:19

    Francesca Mancuso io intendevo che forse era il caso che facessero più controlli.
    Evidentemente quello che hanno fatto non è stato sufficiente.. Sempre detto ci vuole l’esercito che gira

  5. Francesca Mancuso

    5 Gennaio 2021 at 17:19

    Rossana Rocci aaaa ok. .esercito mi sembra tropopo.. Ma bho..

  6. Rossana Rocci

    5 Gennaio 2021 at 17:21

    Francesca Mancuso si doveva stare tutti chiusi in casa… Non dai la possibilità di andare a trovare gli amici.. Si sa come poi vanno queste cose.. Da un dito si prende tutto il braccio

  7. Marco Pinto

    5 Gennaio 2021 at 18:14

    Riccarda Emiliozzi ma chi sono questi imbecilli che continuano a fare quello che gli pare, me lo spiegate per favore ??!!! È un anno che ci hanno recluso, mascherine distanziamento, LOCK-DOWN, scuole a distanza, coprifuoco, bar chiusi, ristoranti chiusi, aziende fallite zona rossa, zona gialla, zona paonazzo e voi ancora a ripetere come pappagalli che è colpa nostra ??? !!! Ma veramente vi siete bruciati il cervello? Ma che cos’altro dovranno farvi prima che capiate le vere intenzioni di chi ha messo in piedi questa colossale farsa !!!!

  8. Marco Pinto

    5 Gennaio 2021 at 18:20

    Francesca Mancuso i sintomi da “covid” ? Non potrebbero essere sintomi di influenza comune come avviene ogni anno ? Tutte le altre malattie sono sparite !! ora esiste solo il Covid perché in tv così vi hanno detto !! Ma perché non mettete in moto il cervello ogni tanto ?

  9. Marco Pinto

    5 Gennaio 2021 at 18:26

    Francesca Mancuso …e poi, è rimasta sola a capodanno ? Allora per coerenza deve rimanere sola anche tutti gli altri 364 giorni, ossia non andare al lavoro, non prendere mezzi pubblici, non andare nei centri commerciali, non andare alle poste, negli uffici ecc ecc !!! Si chiuda in casa per sempre perché tra quegli “untori” che lei accusa ci potrebbe finire anche lei !!!

  10. Marco Pinto

    5 Gennaio 2021 at 18:27

    Barbara Di Legge Hai verificato tu di persona, oppure parli per sentito dire alla tv ?

  11. Francesca Mancuso

    5 Gennaio 2021 at 18:52

    Marco Pinto signor marco.. Metta in moto il suo di cervello.

  12. Francesca Mancuso

    5 Gennaio 2021 at 18:54

    Marco Pinto 1. Perché lei non sa nulla di me ma manco devo darle spiegazioni.
    2. Sono perfettamente a conoscenza che esistano altre malattie oltre il covid
    3. C avete sempre da criticare. Ha una soluzione lei?! Può permettersi di promuoverla e presentarla e attuarla?

  13. Riccarda Emiliozzi

    5 Gennaio 2021 at 19:25

    Marco Pinto prima di tutto modera i termini il moo cervello è ben funzionante….tutta queste persone corrette io non le vedo forse da te non è così … hanno chiuso bar e pub e la gente si riunisce in casa o anche per il paese basta guardare l’immondizia per strada bottiglie cartoni di piazza ecc…. i supermercati sono pieni di gente sempre… e le scuole sono state aperte fino al 22 dicembre (primarie) la dad non è per tutti..se non credi al Covid sei fortunato è forse perché non è morto nessuno di tua conoscenza, o non hai nessun conoscente ricoverato, o nessuno che ti possa raccontare quel che accade negli ospedali…. io purtroppo ho paura mi tutelo indossando mascherine e cercando di evitare di stare in mezzo alla gente… ma purtroppo in tanti ancora credono che sia un invenzione beh peccato non è cosi… si sta male anzi malissimo…

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SANITA'

La Radiologia Interventistica del Santa Maria Goretti riferimento in Europa

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LATINA – L’Unità Operativa Complessa di Radiologia Interventistica dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina si conferma riferimento a livello nazionale ed internazionale. Il Dott. Giuseppe Pelle è intervenuto al Cirse Annual Congress 2026, il meeting più autorevole in Europa, per relazionare sulla esperienza nelle innovative procedure CARTO/PARTO per il trattamento delle varici gastriche in pazienti cirrotici, che si caratterizzano per un elevatissimo rischio emorragico e mortalità elevata.

La UOC di Radiologia Interventistica del Goretti è stata tra le prime nel Vecchio Continente ad aver eseguito questo tipo di interventi mini invasivi in anestesia locale, che nella maggior parte dei casi garantisce la guarigione completa. A confermare il ruolo di capofila nell’applicazione delle CARTO/PARTO, i medici del presidio ospedaliero pontino sono stati i primi in Europa a pubblicare uno studio su una rivista internazionale, Gastrointestinal Disorders.

Sempre allo stesso congresso internazionale, tenutosi a Copenaghen alla presenza di oltre 1500 operatori sanitari, il Dott. Flavio Andresciani, assistente della Radiologia interventistica del Goretti, ha ricevuto il premio come revisore della rivista europea “Cvir Endovascular” della Cardiovascular and Interventional Radiological Society of Europe.

La Radiologia Interventistica del Goretti, Hub neurovascolare di primo livello, è inoltre al vertice in Italia – con oltre 100 casi all’anno – nell’applicazione delle SIRT, procedure endovascolari per il trattamento di tumori epatici mediante radioisotopi.

L’Unità operativa diretta dal Dott. Cesare Ambrogi si distingue inoltre per la pratica di embolizzazione endovascolare, tecnica innovativa che offre risultati eccellenti nel trattamento del dolore da osteoartrosi resistente a terapia medica.

La Radiologia interventistica dell’ospedale di Latina, con una attività h24, tratta in media ogni anno oltre 100 casi di ictus e 40 di aneurismi celebrali. Gli oltre 2000 casi trattati annualmente, in proficua e sinergica collaborazione con le Unità Operative Complesse di Cardiologia, Chirurgia Vascolare e Gastroenterologia, riguardano anche delicate patologie toraco-addominali e vascolari.

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Infarto, il Goretti di Latina protagonista in un nuovo studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine. Novità per i pazienti

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LATINA – E’ stato pubblicato in questi giorni sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo, uno studio che apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto e che presentano malattia coronarica multivasale. Allo studio, che ha coinvolto 21 centri in Italia e in Pakistan, ha contribuito attivamente proprio la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti che ha arruolato una significativa parte dei 1.823 pazienti. tra gli autori, il Prof. Francesco Versaci, Primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale di Latina.

“Dopo il trattamento mediante angioplastica dell’arteria responsabile dell’infarto – spiegano dalla Uoc guidata dal professor Versaci -, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due differenti strategie per decidere quali ulteriori restringimenti coronarici trattare: una basata sulla coronarografia convenzionale e l’altra sulla coronarografia funzionale, una metodica che permette di stimare direttamente dalle immagini angiografiche se una stenosi limita effettivamente il flusso sanguigno”. E proprio l’uso di quest’ultimo strumento diagnostico ha dato risultati importanti consentendo di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento.

“Il problema affrontato dallo studio è molto concreto – spiega Versaci – . Nei pazienti con STEMI non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari – aggiunge il primario – , l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati”.

Dunque, uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale che utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci. Questo consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento.

«Il messaggio dello studio  – conclude Versaci – non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti.»

La partecipazione del Santa Maria Goretti, terzo centro per arruolamento nell’intero studio, conferma il ruolo della Cardiologia di Latina nella ricerca clinica e la possibilità di coniugare l’attività quotidiana di cura dell’infarto con la produzione di evidenze scientifiche di rilevanza internazionale.

 

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Aprilia, i Progressisti chiedono alla Regione il rifinanziamento della terza alla della Casa della Salute: il sit in

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APRILIA- Mentre si inaugurano le quattro nuove casi della comunità della Asl di Latina (a Sperlonga, Terracina, Circeo e Sabaudia), Aprilia lamenta il definanziamento della terza ala della sua Casa della Salute. Lo fanno gli aderenti alla Coalizione Progressista (Aprilia Domani – Progetto Civico Italia, Europa Verde, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico) che hanno organizzato un volantinaggio informativo per chiedere “il rifinanziamento della terza ala della Casa della Salute e un rafforzamento complessivo dei servizi sanitari di Aprilia”.

L’iniziativa è per martedì 8 settembre alle ore 8.30, davanti alla Casa della Salute. Al termine del presidio interverranno i referenti provinciali e regionali delle forze della Coalizione.

«Sulla terza ala siamo stati chiari fin dall’inizio. L’opera era finanziata con 2,65 milioni di euro e la Giunta Rocca ha cancellato quelle risorse. Da allora abbiamo assistito ad annunci, rassicurazioni e al tentativo di far gravare quasi 4 milioni sul bilancio della ASL di Latina. Il risultato della cosiddetta filiera di governo del centrodestra, ad oggi, è molto semplice: Aprilia ha perso un finanziamento già disponibile e la terza ala ancora non c’è».

La Coalizione ribadisce quindi la necessità di restituire all’opera una copertura finanziaria certa e strutturale. Sul tema è stata nuovamente portata in Consiglio regionale, attraverso il consigliere PD Salvatore La Penna, la richiesta di finanziare l’ampliamento e il potenziamento della Casa della Salute con risorse regionali dedicate.

«Il volantinaggio informativo di martedì serve a ribadire una richiesta che portiamo avanti da tempo: rifinanziare l’ampliamento e dare ad Aprilia una struttura sanitaria adeguata alle dimensioni e ai bisogni del territorio. Servono spazi, personale, specialisti e servizi territoriali più forti».

«La sanità apriliana – prosegue la nota della Coalizione – non può vivere di promesse. Chiediamo alla Giunta Rocca atti concreti, risorse certe e tempi definiti. Aprilia non può più aspettare».

 

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