AMBIENTE
Erosione, allarme duna: mancano 400mila metri cubi di sabbia. Serve il Recovery Fund
SABAUDIA – La duna costiera tra Latina e Sabaudia ha perso 400mila metri cubi di sabbia. Tanti ne mancano a un patrimonio collettivo unico, che unisce alla straordinaria bellezza, una funzione di difesa della costa che nessuna opera umana è in grado di sostituire. Una quantità enorme di sabbia portata via dalle mareggiate che stanno erodendo pezzo a pezzo il nostro litorale, in maniera sempre più feroce e rapida.
La sindaca di Sabaudia Giada Gervasi e l’assessore all’Ambiente Pio Tacconi hanno preso – come si dice – il toro per le corna e indetto una conferenza che si è tenuta questa mattina con la partecipazione di Enea, Parco Nazionale del Circeo, Provincia e Sib e in genere di tutti gli attori coinvolti, a partire dalla Regione Lazio proprietaria di questa meraviglia naturale. L’obiettivo: mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità, partendo da una necessaria panoramica sul fenomeno e sul suo aggravamento sul territorio provinciale, sugli interventi in corso di realizzazione, sulle proposte operative e sinergie già attivate tra le diverse istituzioni locali e regionali e sulle progettualità relative ai possibili sistemi di contrasto dell’erosione e contenimento della duna e alle opportunità di accesso ai Fondi europei o di altre fonti.
“Ci vuole un versamento di sabbia periodico altrimenti si va in deficit e ormai il deficit è diventato significativo”, ha sottolineato Sergio Cappucci ricercatore del Laboratorio di Tecnologie per la Dinamica delle Strutture e la Prevenzione del rischio sismico e idrogeologico dell’Enea, ricordando anche il ruolo importante che possono avere in chiave di protezione del sistema, le biomasse spiaggiate. “C’è poi un secondo livello che nel nostro Paese manca: la manutenzione, ovvero la capacità delle Amministrazioni di spostare la sabbia, dalle aree in cui si accumula a quelle in cui manca. E’ il fulcro di tutto, senza questo, anche gli interventi strutturali rischiano di non essere mantenuti nel tempo”. Cappucci ha anche rimarcato la necessità di un’azione di sensibilizzazione che coinvolga la popolazione: “La sabbia è una risorsa. Le spiagge hanno una densità di 500-1000 utenti per ettaro, dieci volte in più rispetto alla neve, ma nessuno si preoccupa della spesa elevatissima per innevare artificialmente una pista che a primavera chiude. Non dobbiamo stupirci se bisogna spendere risorse per mantenere la spiaggia”.
Durissimo l’intervento di Nello Ialongo, geologo, da sempre studioso della duna, che ha letto la valutazione che l’Ispra ha fatto del ripascimento rigido a Foceverde considerato responsabile dell’erosione a valle. Criticati tutti gli interventi rigidi operati negli anni dalla Regione Lazio che “dimostra di non credere nell’ingegneria naturalistica”. L’esperto ha concluso lanciando l’appello all’utilizzo del Recovery Fund per salvare la duna: “Ma non presentiamoci con interventi del tipo barriere soffolte o pennelli, perché l’Europa ci riderebbe dietro”.
“Sull’erosione arriveranno risorse importanti dalla programmazione europea”, ha detto il consigliere regionale Enrico Forte spiegando che è necessario fare un intervento che “metta al sicuro e al riparo un patrimonio così importante, cominciando a ragionare anche sul fatto che il tratto deve essere reso non accessibile alle auto”. “Dobbiamo fare in modo che intorno alla tutela della costa si sviluppi un modello di sviluppo economico”.
“Abbiamo bisogno di accelerare, c’è necessità che al di là dei progetti già presentati dalla Regione sul Recovery Fund, e anche sui fondi Sviluppo e coesione, la necessità di agganciarsi alle linee nazionali sugli investimenti che riguardano il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera delicatezza della questione mette. Politica, tecnici e enti locali, attori istituzionali e operatori economici locali, devono disegnare una strategia di collaborazione, in una stagione di risorse inedita come quella attuale, per poter provare a mettere in campo gli interventi necessari”, ha sottolineato nel suo intervento il consigliere regionale pontino Salvatore La Penna.
Sulla necessità di una progettazione che coinvolga tutti si è soffermato anche il Presidente della Provincia di Latina Carlo Medici ricordando – a proposito di cambiamenti climatici e dell’importanza di contrastarli – le canoe nella sua città, Pontinia, con l’alluvione del 2018.
“Vorrei ringraziare tutti i partecipanti per aver condiviso la necessità di fare squadra, unica strada percorribile per arginare e debellare un fenomeno tanto ampio quanto complesso. La necessità di una strategia unica e globale diviene oggi più che mai un punto focale dell’agenda amministrativa, in particolare per un territorio che trova nella green e blue economy una valorizzazione dell’intero tessuto socio-economico. Non si dimentichi il percorso virtuoso che Sabaudia ha intrapreso fin dal 2017 nel settore sportivo, divenendo teatro di competizioni internazionali che vedono il mare e le nostre coste protagonisti anche dal punto di vista turistico e produttivo: a tal riguardo si citano i
mondali di surfcasting disputati sul litorale e i mondiali 2023 di coastal rowing e beach sprint che hanno permesso altresì di avviare il processo di destagionalizzazione”, il commento del sindaco Giada Gervasi.
L’evento, moderato da Ennio Zaottini, già assessore all’Ambiente del Comune di Sabaudia, è stato trasmesso in streaming sulla piattaforma comunale al fine di consentire la partecipazione della cittadinanza.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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