visibile il 18, 19 e 20 gennaio

Massimo Ferrari racconta il Rione Sanità dove l’inevitabile è stato sconfitto dall’imprevedibile

Un premio Oscar per la fotografia e tra i pontini Enrico De Divitiis e Maga Production

LATINA – “Una storia vera, che ha dell’incredibile”. Proprio come si addice a questi tempi. Così  Massimo Ferrari racconta il docufilm Rione Sanità, La certezza dei sogni (prodotto da Sky Arte HD, Mad Entertainment, Big Sur),  suo ultimo lavoro che sarà visibile il 18, 19 e 20 gennaio sulla piattaforma Io resto in sala, fuori concorso al 38° Film Festival di Torino.

“Se 15 anni fa, fosse stato chiesto a uno sceneggiatore di scrivere una storia su uno dei quartiere più pericolosi e difficili di Napoli, non avrebbe avuto tutta la capacità di immaginazione che ha avuto un parroco”, racconta il regista di Latina.  Il sogno realizzato da padre Antonio Loffredo parte dalla  Chiesa di Santa Maria della Sanità e trova la sua forza nella fiducia verso i giovani, nell’arte e nella cultura. Il sacerdote persegue un progetto ambizioso e lo realizza: rivaluta i misconosciuti tesori del rione, riaprendone alcuni, e li affida ragazzi del quartiere trasformati in guide turistiche che hanno portato in visita 160mila visitatori nel solo 2019.

“Una storia di rinascita alla quale io mi sono avvicinato quando il direttore di Sky Arte mi ha chiesto di raccontarla. Ho avuto poi la possibilità di incontrare il coproduttore che è di Napoli e c’è stato subito un feeling anche sul modo in cui raccontarla”.

“Le riprese iniziate nel 2019 sono andate avanti nel 2020 anche nel periodo del lockdown”, racconta Massimo Ferrari che ha definito il racconto un controcanto a Gomorra.

 “Controcanto  – spiega – perché mi sembra importante raccontare anche come si possa reagire a partire dalle reali difficoltà vissute da quel quartiere, che è stato anche luogo di attentati di camorra. I ragazzi hanno saputo costruirsi un destino nuovo, diverso da quello che sembrava scritto per loro e il compito di chi fa il mio lavoro è anche uscire dal luogo comune e trovare persone e storie che incarnano appunto dei controcanti alle cose che ci vengono raccontate magari dai giornali e dalle news”.

Al docufilm che porta la firma di un grande direttore della fotografia, il premio Oscar Blasco Giurato, ha collaborato come operatore di ripresa, il fotografo di Latina Enrico De Divitiis. La post-produzione è stata curata dalla pontina Maga Production.

“Padre Antonio Loffredo dice: nel Rione Sanità l’inevitabile è stato sconfitto dall’imprevedibile. I ragazzi si sono riscritti il proprio destino. Quello che viene da questa storia è una grande energia”, conclude Ferrari .

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