SCUOLA
Sermoneta diventa laboratorio per gli studenti di Architettura
SERMONETA – Sermoneta diventa laboratorio per gli studenti di Architettura. L’8 marzo, con l’inizio del secondo semestre dell’anno accademico, si attiva infatti la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Sermoneta e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre “per promuovere attività di ricerca, di studio e di ipotesi progettuali mirate al recupero e al riuso del centro storico di Sermoneta”.
Con la firma dell’accordo quadro, della durata di tre anni, tra il sindaco Giuseppina Giovannoli e il Rettore dell’Università, partirà il “laboratorio Sermoneta” con il coinvolgimento di 25 studenti provenienti da Lazio, Umbria, Toscana, Piemonte e Abruzzo, insieme a docenti, ricercatori e studenti del corso di laurea specialistica in Architettura-Restauro, del master e del dottorato di ricerca.
Nei giorni scorsi – spiegano dal Comune di Sermoneta – sono stati definiti i dettagli del laboratorio, durante un incontro tra il sindaco Giovannoli, l’assessore all’urbanistica Gabriele Menossi e il responsabile dell’area urbanistica del Comune, Patrizia Marchetto, insieme alla delegazione del Dipartimento di Architettura con il prof. Michele Zampilli, responsabile scientifico del progetto, il prof. Andrea Filpa, il prof. Pierfrancesco Ungari, il prof. Marco Canciani, membri del Collegio Docenti e due laureandi.
LO STUDIO – Una prima fase di studio, dedicata agli studi preliminari sul centro storico e all’analisi del tessuto urbano, sarà seguita da una seconda fase in cui ci sarà l’elaborazione di progetti di recupero edilizio e conseguenti ipotesi di riuso, l’attivazione di laboratori didattici, rivolti a studenti e maestranze impegnati nell’attività di recupero, assistenza per piani e progetti di recupero di manufatti e spazi pubblici del centro storico. Saranno inoltre avviate iniziative promozionali e divulgative (mostre e convegni, seminari, laboratori didattici) e l’interazione con altre realtà già presenti sul territorio, come associazioni culturali, scuole, operatori turistici etc.
Grazie all’accordo, infine, l’Università fornirà anche assistenza tecnico scientifica nella redazione di progetti e per l’ottenimento di finanziamenti regionali, nazionali e comunitari.
«L’ampiezza e l’articolazione del progetto confermano la cura che l’Amministrazione Comunale riserva alla conservazione e alla corretta riutilizzazione del ricco patrimonio, non soltanto architettonico, di Sermoneta con il coinvolgimento di associazioni e cittadini, attraverso una capillare opera di sensibilizzazione che faccia di ogni abitante un protagonista dell’inesauribile vitalità che Sermoneta è capace di esprimere», spiegano il sindaco Giuseppina Giovannoli e l’assessore all’urbanistica Gabriele Menossi.
SCUOLA
Pronta l’Aula Magna dell’Iss Vittorio Veneto-Salvemini: inaugurazione martedì
LATINA – Martedì 13 ottobre 2026, dalle ore 10 alle ore 12:00, sarà inaugurata l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Veneto – Salvemini” di Viale Mazzini 4, a Latina. “La cerimonia segna la conclusione dei lavori di ristrutturazione e la restituzione ufficiale alla comunità scolastica di uno degli ambienti più rilevanti dello storico edificio. L’inaugurazione si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione dell’istituto, realizzato dalla Provincia di Latina con risorse proprie e fondi del PNRR, per migliorare la fruibilità, la sicurezza e la qualità degli ambienti destinati agli studenti”, si legge in una nota della scuola.
L’istituto, aperto nel 1936, è la prima scuola superiore nata a Latina, negli anni della fondazione della città. Il suo nome richiama, come quello di altri borghi dell’Agro Pontino, la battaglia di Vittorio Veneto del 1918. L’Aula Magna conserva un ciclo di affreschi di Rapanà e Ravaglia, testimonianza storica e artistica del periodo in cui fu realizzato.
Alla cerimonia parteciperanno il Presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale e le Autorità cittadine. L’evento sarà anche l’occasione per inaugurare l’anno scolastico.
FOTO
Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo
LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica), è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.
La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.
Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.
«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Solo cinque ore di sostegno a un alunno con disabilità, il Tribunale di Latina ordina al Comune di Aprilia di garantire le 15 necessarie
APRILIA – Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente firmato dal giudice Paolo Bertollini, ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque.
Lo rende noto Andrea Ragusa del M5S: “Una riduzione di dieci ore settimanali – commenta – non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente.
Ragusa ricorda che “il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata” e che ” le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.
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