AMBIENTE
Parte il viaggio sul Sentiero di Circe: 26 tappe tra natura e arti visive
LATINA – Inizia il viaggio di Circe alla (ri)scoperta del Parco Nazionale del Circeo. Si terrà infatti a Latina, sabato 5 febbraio, il primo appuntamento di una serie, lungo un itinerario che porta dal capoluogo a San Felice, attraverso luoghi bellissimi da scolpire nella mente attraverso le arti visive e dunque il disegno, ma anche altre arti o passioni.
“Un itinerario sperimentale che consiste in un vero e proprio viaggio emotivo – spiega Jessica Brighenti presidente dell’associazione dall’Aps Circe che ha avuto l’idea e la sta sperimentando già da settembre – Un percorso attualmente già percorribile in bici e a piedi, che sarà presto anche tracciato grazie all’impegno del Parco Nazionale del Circeo che ci è sempre stato vicino, e che interconnette tutte le aree del Parco : circa 60 km a piedi e 90 km per l’anello in bici, che parte dal Museo Civico Duilio Cambellotti di Latina e culmina al Promontorio del Circeo, estendendosi principalmente su percorsi protetti e su sentieri esistenti”.
Un viaggio in 26 tappe che comincerà sabato dal cuore della città di Latina, il Museo Civico Duilio Cambellotti e proseguirà con un incontro al mese: “Un luogo di cultura e creatività condivisa: il laboratorio del sapere della Città di Latina. Attraverso lo sguardo simbolico e mitologico dell’artista romano, siamo tutti invitati ad animare il Polo culturale con una sessione di disegno dal vero. Schizzi, progetti, incisioni, bozzetti: l’attività multidisciplinare di Duilio Cambellotti racconta parte della storia del nostro territorio con gli occhi dell’arte, stimolandoci verso una visione creativa e personale”.
Un viaggio che anche chi non sa disegnare potrà sperimentare: “L’idea non è quella fare una lezione di disegno per creare un’opera d’arte, ma quella di imprimere emozioni e ricordi e chiunque lo può fare”, aggiunge Brighenti che si è rivolta ad alcuni bravissimi sketcher pontini.
Da qui a un anno, tappa dopo tappa, artisti e curiosi saranno chiamati a percorrere Il Sentiero attraverso incontri itineranti di disegno en plein air, da Latina verso i Circeo, per raggiungere la grande maga dormiente.
Ne abbiamo parlato con Jessica Brighenti su Radio Immagine
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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