POLITICA
Riapertura del Teatro D’Annunzio, Caschera: “Fra due settimane avremo data certa su fine lavori”
LATINA – Sembrava fosse tutto pronto già durante le elezioni. Oggi, a distanza di tre mesi dall’avvio del nuovo mandato, ancora nessuna buona nuova sul fronte della riapertura del teatro D’Annunzio, solo la promessa che : «Entro due settimane avremo una data certa sul fine lavori». Lo ha spiegato in una nota l’assessore ai lavori pubblici Pietro Caschera che nei giorni successivi alla nomina nella seconda giunta Coletta aveva visitato la struttura per fare il punto sui lavori, dando poi imput ad altri atti necessari per il completamento del lunghissimo iter di messa in sicurezza.
“Stiamo lavorando per poter riaprire immediatamente il teatro D’Annunzio e restituirlo finalmente alla città. È un impegno costante che punta a un obiettivo ben preciso: l’Amministrazione, dopo decenni di mancata manutenzione straordinaria che ha determinato la situazione di questi ultimi anni, vuole essere certa che il D’Annunzio riapra in piena sicurezza e senza ulteriori sorprese – spiega Caschera – Detto questo, è opportuno chiarire che, per il solo teatro, di recente è stato necessario procedere con altre due determine dirigenziali, una relativa agli adeguamenti dell’impianto antincendio, per un importo di circa 11mila euro (piccoli interventi che sono per lo più terminati), l’altra per interventi finalizzati a eliminare infiltrazioni di acqua piovana provenienti dalla copertura e spese per pulizia del cantiere e per facchinaggio, per un importo di poco meno di 43mila euro. Questa seconda determina è in fase di pubblicazione in Albo Pretorio. Entro due settimane avremo una data certa sul fine lavori per il teatro D’Annunzio”.
Ed è proprio la copertura dell’intero complesso immobiliare (il Palacultura e non solo il Teatro Grande) a destare preoccupazione: ” Il Palazzo della Cultura, per tornare ad essere utilizzabile in tutte le sue componenti, ha bisogno di un intervento straordinario sull’intera copertura e di un efficientamento energetico che preveda la sostituzione di tutti gli impianti ormai obsoleti. Soltanto con un piano strutturale, al quale stiamo lavorando, l’intero immobile tornerà a disposizione della città. Nel frattempo, lavoriamo per riaprire il teatro D’Annunzio, che è una parte importante dell’intero Palazzo della Cultura. Lo vogliamo fare immediatamente perché questo bene comune è rimasto chiuso già troppo tempo”.
IN EVIDENZA
Elezioni comunali 2027 a Sezze, Andrea Campoli accetta la candidatura a sindaco: «Serve un nuovo modello di sviluppo per la città»
Si apre ufficialmente una nuova fase politica in vista delle elezioni comunali del 2027. Andrea Campoli ha annunciato la volontà di accettare la candidatura a sindaco proposta dalla coalizione civica “Unione per Sezze”, un progetto che riunisce sei liste e che punta a rappresentare un’alternativa all’attuale amministrazione comunale.
La presentazione è di oggi presso l’Auditorium San Michele Arcangelo. A sostenere il progetto politico sono le liste Setiam, Sezze Progetto Comune, Sezze Moderata, Tutti per Sezze, Campoli Sindaco e Progetto Sezze 2000. Nel corso di un’intervista rilasciata in vista dell’appuntamento, Campoli ha spiegato le ragioni della sua scelta e delineato le prime priorità del percorso politico che intende intraprendere.
«Questo pomeriggio accetterò la candidatura che mi è stata offerta da questa coalizione civica, che rappresenta una novità e una discontinuità rispetto al quadro politico e al governo attuale della città di Sezze», ha dichiarato.
Al centro della sua riflessione c’è soprattutto la necessità di restituire alla città un’identità e una prospettiva di crescita, partendo dalla valorizzazione della sua storia e delle sue potenzialità.
Campoli ha infatti chiarito che il progetto politico non si presenta ancora con un programma definitivo, ma intende costruirlo nei prossimi mesi attraverso il dialogo con i cittadini.
«Oggi è la presentazione di un’idea, di un progetto che in questi mesi dovrà essere sostanziato attraverso discussioni, attraverso il confronto con la città, attraverso dibattiti e incontri, fino ad arrivare alla definizione di un programma elettorale che sia il più possibile partecipato».
POLITICA
Colpo di scena in consiglio comunale: il sindaco Alberto Mosca si dimette
Terremoto politico a Sabaudia: il sindaco Alberto Mosca ha annunciato le dimissioni irrevocabili durante il Consiglio comunale, convocato per discutere importanti punti di Bilancio. La decisione è arrivata dopo l’uscita dall’aula del presidente del Consiglio, la dottoressa Sciamanna, e del consigliere di maggioranza Mazzali, in un nuovo momento di tensione interna alla coalizione. Tantissime le difficoltà incontrate da questa amministrazione, dalla vicenda dei bandi per i chioschi, alla revoca delle bandiere blu solo per citarne alcune. Il sindaco ha ringraziato cittadini, assessori e consiglieri che lo hanno sostenuto, escludendo una ricandidatura. Ora si delinea dunque l’ennesimo commissariamento per la città delle dune che il prossimo anno sarebbe comunque andata al voto per il rinnovo del consiglio comunale.
POLITICA
Latina, via libera alla definizione agevolata di Imu e Tari: chi si mette i regola non paga interessi e sanzioni
LATINA – Si potranno pagare senza sanzioni e senza interessi le imposte e i tributi comunali. Il consiglio comunale ha dato il via libera alla definizione agevolata di Imu e Tari. in relazione agli avvisi di accertamento del periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 giugno 2026.
“Questo provvedimento invia un messaggio chiaro – ha detto la sindaca Matilde Celentano – ricucire il patto di fiducia tra Comune e cittadini”.
I numeri sono stati illustrati dall’assessora al Bilancio Antonina Rodà che sull’Imu ha spiegato: “Dal punto di vista finanziario, l’analisi del magazzino crediti Imu dimostra la sostenibilità dell’intervento: a fronte di una rinuncia stimata di circa 300mila euro su sanzioni e interessi, registriamo un potenziale incremento della riscossione della sola imposta pari a circa 13 milioni di euro”.
Ampliata la rateizzazione. “Per i debiti fino a 2.000 euro si potrà pagare in un massimo di 12 rate mensili – spiega il consigliere di Fratelli D’0Italia Mario Faticoni che ha a lungo lavorato sulla proposta – Tra 2.000 e 30.000 euro le rate salgono fino a 24. Oltre i 30.000 euro si arriva a 36. Sono tempi che consentono a una famiglia di programmare le uscite e a una piccola impresa di mettersi in regola senza togliere liquidità all’attività.”
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