AMBIENTE
Dieci subacquei al lavoro per rimuovere le reti dai mari del Circeo
SAN FELICE CIRCEO – I volontari di Marevivo Onlus hanno avviato una importante operazione di bonifica dalle reti fantasma partendo dal porto turistico di San Felice Circeo. A supporto anche il personale dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, la Capitaneria di Porto di Terracina e San Felice Circeo e con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo. “Grazie alla fondamentale collaborazione tra Associazioni ed Enti sono stati recuperati più di 400 metri di attrezzi da pesca abbandonati sul fondale, azione indispensabile per la tutela degli habitat sottomarini quali le praterie di Posidonia oceanica. L’azione, infatti, è avvenuta all’interno della ZSC marina IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” gestita dall’Ente Parco Nazionale del Circeo“, spiega l’Ente in una nota.
Ad immergersi una squadra composta da dieci subacquei nell’ambito della campagna “Replant – Dona ossigeno al pianeta”, che ha l’obiettivo di proteggere e ripopolare le foreste marine minacciate dalle attività umane. La Posidonia oceanica – ricordano gli esperti di Marevivo in una nota – è una pianta marina che ha un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno. Si stima che ogni metro quadrato di prateria in buona salute possa arrivare a liberare fino a 14-16 litri di ossigeno al giorno, rappresentando un vero e proprio polmone blu del nostro mare. Contribuisce, inoltre, alla salvaguardia dei litorali, smorzando l’effetto del moto ondoso ed è fondamentale nella difesa di fondali e coste dall’erosione.
Dopo un primo sopralluogo per analizzare le condizioni dell’area e le modalità meno invasive di intervento, i subacquei si sono immersi a una profondità di oltre 30 metri, rimuovendo una rete strascicante lunga circa 450 metri, del peso di circa 500 kg. Tra le maglie sono state rinvenute numerose forme di vita tra cui stelle marine e una murena, prontamente liberate in mare.
«Si tratta di un altro importante traguardo raggiunto da Marevivo che conduce ogni anno, dal 2003, operazioni di recupero di reti abbandonate in numerose località italiane. Ad oggi abbiamo rimosso oltre 10.000 metri di reti. – spiega Massimiliano Falleri, Responsabile Divisione Sub Marevivo – Quest’ultima operazione, tecnicamente impegnativa, ci ha permesso di rimuovere una rete pesante ma relativamente “giovane”, abbandonata, secondo le nostre stime, da circa quattro anni. L’intervento ci ha permesso non solo di limitare i danni che la rete avrebbe potuto arrecare ma soprattutto di liberare la Posidonia, tornando a far respirare il nostro mare.»
«Vedere i risultati dell’operazione ci rende orgogliosi di essere parte di questo meraviglioso progetto ormai da ben due anni. – ha affermato l’Amministratore Delegato di Zignago Vetro, Roberto Cardini – La collaborazione con Marevivo rappresenta un’importante sinergia che ci consente, da un lato, di attuare le politiche ESG dell’azienda, con un particolare focus sull’acqua e sugli oceani, dall’altro di realizzare il nostro obiettivo più ambizioso: essere parte di un cambiamento positivo nel mondo. Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento, a nome di tutta l’azienda, ai professionisti che hanno reso possibile questa e molte altre operazioni. Noi ci auguriamo di poterli supportare ancora per moltissimo tempo.»
Ha ringraziato per l’intervento la sindaca di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo: «Ringraziamo Marevivo, associazione con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare anche in passato, per l’attività svolta, che ha consentito di rimuovere dai nostri fondali una rete strascicante che rappresentava una minaccia per la fauna marina e un possibile danno anche per la flora. Come Comune, siamo ben felici di sposare iniziative come questa, che puntano a sensibilizzare noi tutti sulla necessità di tutelare i nostri mari e più in generale l’ambiente in cui viviamo.»
Un ringraziamento particolare va, infine, a Umberto Natoli, un affezionato della zona che proprio durante una delle sue immersioni ha scoperto questa situazione così delicata che metteva a rischio la vita marina.
L’operazione è stata realizzata grazie al supporto di Zignago Vetro, alla collaborazione con il Comune di San Felice Circeo, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa e si occuperà dello smaltimento, e all’aiuto della Capitaneria di Porto.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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