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Nel Golfo di Gaeta all’opera il battello spazzamare elettrico per la raccolta di plastiche e schiume

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FORMIA  –  E’ stato presentato questa mattina presso il Comune di Formia il progetto ‘Patto del Grande Blue’, iniziativa con la quale la Provincia, a fronte degli obiettivi di qualità dettati dal Piano di Tutela Acque Regionali, insieme ai Comuni di Formia, Gaeta e Minturno, ha individuato il Golfo di Gaeta quale area pilota per lo sviluppo di progetti connessi alla blue economy.
Il progetto prevede la presenza di un battello spazzamare elettrico che avrà l’obiettivo di raccogliere le plastiche, le schiume e monitorare la presenza sui fondali di cumuli di rifiuti nei mesi di luglio e agosto.
“Quello di oggi – ha sottolineato il presidente Stefanelli – è il primo passo Patto del Grande Blu mettiamo in campo un protocollo intesa per salvaguardare mare alcune azioni in linea con gli obiettivi europei. La prima barca elettrica al mondo è entrata in azione nelle acque del golfo di Gaeta. A questo si aggiunge l’analisi della qualità delle acque in tempo reale. Abbiamo voluto raccogliere il grido di allarme di cittadini e associazioni e avviare il progetto in maniera sperimentale, progetto che porterà benefici all’intero sistema economico dell’area in interessate. Da settembre faremo partire fiumi plastic free per intercettare rifiuti plastica che dai canali finiscono in mare: tale azione va effettuata su tutti corsi d’acqua in linea con le caratteristiche dei corsi acqua quindi il nostro obiettivo è dotare entro il prossimo anno di dotare dei filtri i corsi d’acqua”.

L’assessora all’ambiente di Formia Zangrillo ha sottolineato l’importanza di questo “nuovo step nel percorso tutela acque del golfo nostro territorio lavora in sinergia questa la nostra forza”. Il sindaco di Gaeta Leccese ha evidenziato come la Provincia abbia messo in campo un’azione che punta a dare concretezza all’obiettivo della salvaguardia ambiente e alla tutela delle acque in un lavoro che coinvolge l’intero comprensorio. “Grazie alla Capitaneria di Porto e alla società che mette a disposizione il mezzo spazzamare – ha aggiunto – oggi con questo protocollo mettiamo in campo politiche concrete che intendiamo portare avanti per salvaguardare il nostro patrimonio più importante”.

Il responsabile di Area vasta della Provincia Marina Chiota ha ricordato il percorso intrapreso con la proposta ai sindaci di una serie di azioni sulle coste e per la tutela delle acque attraverso il recupero della plastica. “C’è in itinere anche un progetto che prevede azioni coordinate con coinvolgimento Cnr e quello del recupero delle cicche di sigarette, rifiuto molto difficile da gestire.
L’obiettivo da raggiungere appartiene all’intera comunità”. “Garbage Group sbarca nella provincia di Latina – ha sottolineato Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group – e lo fa con la sua unità navale più nuova e innovativa: l’E-Pelikan. Un battello full electric che per 2 mesi dal 10 luglio al 10 settembre presterà servizio operativo nelle acque di Minturno Formia e Gaeta. L’E-Pelikan è la prima imbarcazione nel suo genere al mondo dotata di propulsione elettrica, figlia di anni di ricerca e sviluppo fatta dall’azienda in collaborazione con università e centri di ricerca. Un esempio concreto dei processi di decarbonizzazione nel settore marittimo e cantieristico. Droni per la per la sorveglianza e la rilevazione di rifiuti galleggianti in mare, ROV sottomarino per scannerizzare i fondali e geo referenziare i rifiuti e kit antinquinamento per schiume, idrocarburi, sostanze grasse e oleose in superficie e semi sommerse fanno del natante unvero e proprio “Sistema Pelikan” che permette di raccogliere ogni genere di rifiuti in mare in  particolare la plastica. L’azione messa in campo va nel senso giusto. I risultati dei primi interventi di questa mattina sulle scie sono ottimi. Il tema delle microplastiche è la vera sfida dei prossimi anni”.
Il comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta Napolitano ha ricordato il ruolo svolto soprattutto durante la stagione estiva. “Riceviamo numerose segnalazioni sull’inquinamento delle acque – ha spiegato – visto che tra le nostre competenze c’è anche la tutela ambientale. E’ partita in questi giorni l’operazione ‘Mare sicuro’ a tutela bagnanti, diportisti e difesa dell’ambiente marino”.

Al progetto, teso alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile del nostro territorio, hanno aderito tra gli altri, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera di Formia e la Capitaneria di Porto di Gaeta. Alla presentazione del protocollo di intesa che sancisce l’avvio del progetto erano presenti il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, il sindaco di Gaeta Cristian Leccese, l’assessore all’ambiente del Comune di Formia Eleonora Zangrillo, il responsabile della Capitaneria di Porto di Gaeta Angelo Napolitano, il dirigente della Provincia Massimo Monaccelli e la responsabile Area Vasta Marina Chiota.

 

1 Comment

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  1. ANTONIO

    13 Luglio 2023 at 9:01

    Bene per la cura dell’effetto, ma la causa della malattia?

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L’invasione delle tartarughe aliene in Parco San Marco, la Commissione: “Attivare la Regione”

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LATINA – Si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina per affrontare la problematica legata alla presenza, nel laghetto di Parco San Marco, di numerosi esemplari di tartarughe aliene invasive, che letteralmente “divorano” i piccoli di germano reale presenti nello specchio d’acqua, con ogni probabilità frutto di abbandoni da parte di privati cittadini inconsapevoli delle conseguenze della loro azione. Alla seduta hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Michele Nasso, le funzionarie del Servizio Ambiente del Comune di Latina, Consilia Alfarano e Barbara Trombetta, e ha esposto le criticità Oriana Ciaccio,  cittadina firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco.

Dalle informazioni raccolte  – spiega in una nota la consigliere Simona Mulè, presidente della Commissione Attività Produttive – emerge la presenza di circa trenta esemplari appartenenti prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta (testuggine dalle guance gialle), oltre ad alcuni esemplari di Trachemys scripta elegans (guance rosse) e della famiglia Kinosternidae. Si tratta di specie alloctone invasive che, secondo il Piano Nazionale ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, rappresentano una minaccia per la biodiversità e per gli ecosistemi acquatici, essendo in grado di predare numerose specie animali e di competere con la fauna autoctona. Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua, nidificare e deporre le uova negli spazi verdi circostanti può favorire l’espansione della popolazione presente nel laghetto.

“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, dichiarano i Presidenti Mulè e Porzi. “Abbiamo apprezzato la pronta risposta dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Servizio Ambiente e l’Assessore Nasso, ha illustrato le iniziative prossime e dato lettura della nota predisposta per la Regione Lazio, finalizzata a richiamare l’attenzione sull’area di Parco San Marco e a richiedere supporto tecnico-operativo per le attività di monitoraggio e per gli eventuali interventi previsti dalla normativa vigente.”

Nel corso della seduta è stato infatti evidenziato come il Piano ISPRA attribuisca alle Regioni un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento delle specie esotiche invasive, prevedendo specifiche azioni di controllo per il territorio laziale. Per questo motivo su mandato della Commissione sarà coinvolta formalmente la Regione Lazio affinché Parco San Marco possa essere inserito nei percorsi di monitoraggio e valutazione previsti dalla normativa di settore.

“L’Amministrazione Celentano ha dimostrato ancora una volta attenzione alle istanze provenienti dal territorio”, proseguono i Presidenti. “L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città.”

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Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”

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LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta  – commenta  –  dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.

Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo,  riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.

In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.

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Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza

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LATINA – Sono 137  le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del  Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.

Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici.  Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.

“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”

Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.

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