CRONACA
Latina, tre arresti per riciclaggio: sequestrati beni per oltre 1,3 milioni di euro
Tre persone residenti in provincia di Latina sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina. I tre sono gravemente indiziati di aver messo in piedi un articolato sistema di riciclaggio basato su false sponsorizzazioni sportive, per un valore complessivo di oltre un milione e 600mila euro.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Fondi, i tre avrebbero operato come legali rappresentanti o amministratori di fatto di due associazioni sportive dilettantistiche con sede nella provincia pontina. Attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, relative a contratti di sponsorizzazione fittizi, avrebbero fatto confluire ingenti somme di denaro in conti correnti poi movimentati con operazioni bancarie e finanziarie – tra cui bonifici, prelievi di contante e trasferimenti telematici – finalizzate a ostacolare la tracciabilità dei fondi e a mascherarne la reale provenienza.
L’attività investigativa, articolata in analisi documentali, accertamenti patrimoniali e indagini sul territorio, ha inoltre fatto emergere l’uso illecito di carte di credito e altri strumenti di pagamento intestati a terze persone, utilizzati per rendere ancora più difficile risalire ai flussi finanziari sospetti.
Alla luce degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Latina ha disposto per i tre indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di beni, conti correnti e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro, con finalità di confisca.
L’inchiesta si inserisce nel quadro delle azioni di contrasto al riciclaggio e all’illecita gestione di fondi pubblici o privati tramite l’utilizzo distorto dello sport dilettantistico, già da tempo sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori.
CRONACA
Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato
Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
CRONACA
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia
L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.
CRONACA
Cisterna, denunciata impresa per abbandono di rifiuti speciali
Controlli in materia ambientale a Cisterna di Latina, dove i Carabinieri Forestali hanno denunciato il legale rappresentante di un’impresa per gestione non autorizzata di rifiuti e acque reflue.
L’attività ispettiva, condotta nei giorni scorsi in un’azienda di produzione e confezionamento di detergenti in località via Grotte di Nottola, ha evidenziato irregolarità nella gestione delle acque di scarico. In particolare, parte delle acque reflue veniva trattata come acque di prima pioggia e convogliata in un impianto di raccolta e depurazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre rinvenuto nel piazzale dell’azienda rifiuti classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), considerati pericolosi. Il titolare, pur autorizzato alla gestione di rifiuti non pericolosi, non risultava abilitato al trattamento di questa tipologia.
Alla luce degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali portate avanti dall’Arma, con particolare attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue, elemento centrale per la tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.
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