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CRONACA

Latina, firmato in Comune il Patto Educativo Permanente

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Unire le forze per garantire la tutela dei diritti dei minori e rispondere in modo coordinato ai loro bisogni educativi, sociali e relazionali: è questo l’obiettivo del Patto Educativo Permanente, il protocollo d’intesa firmato questa mattina a Latina tra il Comune, la Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza Monica Sansoni e l’Ufficio scolastico provinciale, rappresentato da Laura Superchi per conto della direttrice regionale Anna Paola Sabatini.

Un passo importante, frutto delle deliberazioni della giunta municipale, che segna l’avvio di un lavoro sinergico tra enti istituzionali e realtà del territorio. A sottoscrivere l’intesa, nella sala consiliare del Comune, il sindaco Matilde Celentano, affiancata dall’assessore alla Pubblica istruzione Francesca Tesone, dal presidente della commissione Pubblica istruzione Mauro Anzaloni, dalla consigliera comunale Pina Cochi, e dalle delegate del sindaco Francesca Pagano (Consiglio comunale delle bambine e dei bambini) e Valentina Colonna (rapporti con Unicef).

«Con il Patto educativo permanente – ha dichiarato il sindaco Celentano – intendiamo creare una rete che coinvolga tutti i soggetti educativi per affrontare in maniera condivisa le esigenze dei minori e rafforzare le azioni di prevenzione e prossimità». Il protocollo si ispira ai principi della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989 e alla normativa italiana e regionale in materia di tutela dei minori.

Il documento stabilisce ruoli precisi per ciascun attore coinvolto. Il Comune sarà responsabile dell’organizzazione dei servizi educativi e sociali, il Garante vigilerà sull’applicazione delle norme a tutela dell’infanzia e l’Ufficio scolastico coordinerà le attività educative nelle scuole, promuovendo iniziative coerenti con gli obiettivi del Patto.

Elemento centrale dell’accordo sarà la creazione di un tavolo paritetico, coordinato dall’assessorato all’Istruzione del Comune, che si riunirà periodicamente per monitorare la situazione dei minori sul territorio, proporre interventi e valutarne i risultati. Faranno parte del tavolo anche rappresentanti delle forze dell’ordine, della Asl – in particolare del Dipartimento di Salute Mentale – e di altre realtà del terzo settore, comprese le associazioni giovanili e sportive.

1 Comment

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  1. Iannaccone

    26 Giugno 2025 at 19:41

    Basta con queste firme questi patti non se ne può più. Incominciamo ad asfaltare le strade potare gli alberi che in alcuni punti coprono la visibilità dei semafori. Basta patti inutili ma cose concrete.

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CRONACA

Infortuni sul lavoro, lo studio Uil: “Latina tra i territori a più alto rischio”

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LATINA – La provincia di Latina si conferma tra i territori a più alto rischio per lavoratrici e lavoratori con un dato nettamente superiore sia alla media regionale (3,7) sia a quella nazionale (4,5). L’analisi, su dati Eures, è della Uil Latina.

Il segretario provinciale Luigi Garullo spiega che “con un indice di 6 infortuni mortali ogni 100mila occupati, il territorio pontino si è posizionato subito dopo Frosinone (6,3) e prima di Rieti (5,1), Viterbo (4) e Roma (3,1)”.

“L’approfondimento del sindacato   – spiega Garullo – sviluppa l’indicatore del rischio rapportando il numero dei casi denunciati a quello degli occupati per permettere un confronto omogeneo tra i diversi territori laziali, indipendentemente dalla loro dimensione occupazionale. Sul piano dei numeri assoluti dal dossier emerge che lo scorso anno nella provincia di Latina ci sono state 3.519 denunce di infortunio sul lavoro, 13 con esito mortale. Nei primi sei mesi del 2026 le denunce hanno già raggiunto quota 1.864, quattro invece gli incidenti mortali. Un bilancio che non comprende ancora i due lavoratori morti per il caldo nel mese di luglio e che rende – ad oggi – il quadro ancora più drammatico”, conclude Garullo

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A Ponza intere zone senza acqua, il sindaco si rivolge a Prefetto e Acqualatina: “Ora pompe di rilancio riparate e quarta nave cisterna”

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PONZA – Dopo giorni di disagi, malcontento e proteste per la carenza idrica che ha interessato diverse zone di Ponza nel pieno della stagione più calda, che è anche quella turistica, il sindaco Francesco Ambrosino si aggiunge alla lista di sindaci pontini che si sono lamentati del servizio con il gestore Acqualatina, ma annuncia che sono state adottate soluzioni.

“In questi ultimi giorni  – spiega in una nota – la carenza idrica è diventata un enorme problema per Ponza, con intere zone dell’isola rimaste senza servizio. Le cause, diverse tra loro, possono essere ricondotte principalmente a due criticità: il malfunzionamento delle pompe di rilancio a Cala Inferno e, soprattutto, l’insufficiente apporto garantito dall’utilizzo di tre sole navi cisterna”. Poi, puntualizza che  “Ponza ha un gestore del servizio idrico e, pertanto, il Comune non aveva contezza preventiva di queste situazioni”.

Anche Ambrosino come altri suoi colleghi si è dovuto rivolgere al Prefetto di Latina, e ha avuto “interlocuzioni serrate” con l’Amministratore Delegato e il Presidente di Acqualatina, oltre che con i vari funzionari e tecnici coinvolti. “Dopo aver compreso la gravità della situazione, tutti si sono attivati per intervenire sulle disfunzioni – racconta il primo cittadino dlel’isola – Le pompe di rilancio sono state riparate e, da oggi, sulla linea abbiamo anche la quarta nave cisterna, la “Cesare”. Questo dovrebbe garantire un maggiore apporto d’acqua e, soprattutto, una pressione più costante, consentendo di raggiungere anche le zone più alte dell’isola. Continueremo a seguire la situazione con la massima attenzione, affinché il servizio torni pienamente alla normalità e affinché una criticità di questa portata non debba più ripetersi.”

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Trasporto pubblico, le riserve di Ugl sull’accordo: “Troppo pochi gli autisti in servizio”

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LATINA – L’accordo trovato tra azienda e sindacati per fare ripartire il servizio di trasporto pubblico urbano a Latina non risolve del tutto le criticità. Lo sciopero selvaggio (che non ha avuto conseguenze sul piano delle sanzioni), ha congelato fino a fine settembre la procedura di licenziamento collettivo aperta dalla Csc Mobilità, ma non ha portato alla sua revoca, con la conseguenza che il personale, soprattutto in questo periodo di ferie, è sottodimensionato e non sono garantite tutte le corse. A contestare il risultato, a pochi giorni dalle concitate riunioni che si sono susseguite in Comune martedì scorso, è Giuliano Errico di Ugl Autoferro: “Decisioni-ponte che non portano a nulla”, afferma.

“Le criticità che restano sono importanti perché c’è una carenza di personale che unita a un parco mezzi che non è più efficiente ed efficace come dovrebbe essere, non potrà garantire, secondo noi, per questa estate, un servizio eccellente. E siamo anche preoccupati per l’inizio della stagione scolastica, quando andrà garantito agli studenti il diritto alla mobilità che è sacrosanto”.

Per il sindacalista, che martedì sedeva al tavolo con altre due sigle, Cgil e Uil, ci sono due motivi fondamentali: “Se non si revoca la procedura o si chiude con un esito positivo la procedura di licenziamento collettivo, diventa un problema assumere, e qui serve assumere. Inoltre, se non si fanno interventi usando, in attesa delle risorse della Regione Lazio, i ricavi da traffico che sono in positivo e sono aumentati negli ultimi tre anni con una media importante, per ottemperare al danno economico, al gap economico che i lavoratori stanno subendo, se non si utilizzano almeno queste due strade non credo che ci sia una via d’uscita sul futuro del trasporto pubblico”, dice Errico.

Il servizio in città, intanto, prosegue tra corse si e corse no. “I disagi stanno continuando, ma non per colpa dei lavoratori, per colpa di decisioni che non portano da nessuna parte. Qui, la toppa è peggio del danno. Capiamo che sono in ritardo i contributi regionali che devono arrivare, ma stiamo parlando di un’azienda che appartiene a un gruppo importante che ha sempre investito in maniera ottimale in tutte le zone dove ha lavorato, quindi ci sorprende che a Latina si vada in controtendenza”.

Dunque nuovi scioperi in vista?

“Cercheremo in tutte le sedi di farci sentire, ma abbiamo sempre utilizzato gli strumenti di legge. È ovvio che qualora una situazione del genere dovesse continuare, aprire le procedure di raffreddamento e conciliazione sarebbe un passo ipotizzabile”.

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