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CRONACA

Hiv, funziona il vaccino messo a punto dalla ricercatrice di Latina Barbara Ensoli

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LATINA – Sono stati pubblicati su Frontiers in Immunology i risultati di 8 anni di sperimentazione del vaccino Tat contro l’Hiv messo a punto dal team guidato dalla ricercatrice di Latina Barbara Ensoli. E i dati della sperimentazione che inizialmente  è stata condotta anche su un gruppo di pazienti in cura al Goretti di Latina, sono molto incoraggianti. La terapia antiretrovirale (cART) infatti è in grado di “ridurre drasticamente – del 90% dopo 8 anni dalla vaccinazione – il serbatoio di virus latente, inattaccabile dalla sola terapia” (che pure funziona bene).

Secondo la direttrice pontina del Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità  “i risultati  aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali”.  L’opportunità è intuibile soprattutto nei pazienti giovani e giovanissimi, che si preparano ad affrontare terapie a vita. Per loro si riduce la tossicità associata ai farmaci e si migliora la qualità di vita. “L’obiettivo, in prospettiva – dice la Ensoli – è giungere all’eradicazione del virus”.

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10 Comments

10 Comments

  1. Giuseppe Leonardo Paniccia

    13 Febbraio 2019 at 19:55

    Bella notizia! Ma scusate, che centra la foto della stazione dei carabinieri?

  2. Adele Adriana Carabot

    13 Febbraio 2019 at 20:44

    Infatti

  3. Adele Adriana Carabot

    13 Febbraio 2019 at 20:49

    Infatti che c’entrano i carabinieri ?

  4. Francesca Patriarca

    13 Febbraio 2019 at 20:58

    Roberto Santucci

  5. Chicco Contin

    14 Febbraio 2019 at 0:05

    L’alfettone ci sta sempre!

  6. Pipppo

    14 Febbraio 2019 at 3:41

    È una balla, sono 10 anni che la Ensoli dice che è vicina al vaccino .
    Deve bussare a denari …

  7. Patfizia

    14 Febbraio 2019 at 7:37

    Vorrei saperne saperne di più e vorrei sapere chi contattare per non solo avere info ma anche per aiutare come posso per andare avanti. U a notizia meravigliosa anche se è con i carabinieri. So che se ne sono dette tante ma se questo è un piccolo passo avanti io gioio immensamente per tutte quelle persone che da anni subiscono gli effetti collaboratori dei farmaci e per i loro familiari

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  10. fabio

    14 Febbraio 2019 at 15:33

    commento da Italiano medio.

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CRONACA

Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta

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Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta. Decisivo un errore commesso dai malfattori, che ha permesso agli agenti di risalire rapidamente alla vittima. Il 30 marzo, durante un controllo, gli agenti hanno fermato un’auto con a bordo due uomini, entrambi residenti nel napoletano, che hanno mostrato un atteggiamento sospetto. Gli accertamenti hanno permesso di collegarli a una truffa appena consumata ad Aprilia ai danni di un’anziana, raggirata con il classico stratagemma del “finto parente in difficoltà”. Determinante è stato un errore dei due: insieme al denaro e ai preziosi sottratti, avevano utilizzato materiale cartaceo riconducibile alla vittima. Un elemento che ha consentito agli agenti di identificarla e contattarla immediatamente. La donna ha confermato di essere stata truffata poche ore prima, raccontando di aver consegnato soldi e gioielli a un giovane presentatosi come un familiare in difficoltà. Non aveva ancora avuto il tempo di sporgere denuncia. Nel corso della perquisizione, la Polizia ha recuperato il denaro e i preziosi sottratti. I due uomini sono stati arrestati in flagranza per truffa aggravata e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’episodio conferma l’attenzione delle forze dell’ordine su un fenomeno particolarmente diffuso e rinnova l’invito, soprattutto agli anziani, a diffidare da richieste improvvise di denaro e a contattare subito la Polizia in caso di dubbi.

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CRONACA

Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia, dieci anni all’infermiera di Latina e al suo complice di Velletri

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LATINA – Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia ai danni di un 14 enne. Si è concluso con la condanna a 10 anni di reclusione, per questi reati,  il processo con rito abbreviato a una donna, operatrice sanitaria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e all’uomo che la istigò facendosi inviare i video degli abusi sul ragazzo che veniva narcotizzato. Il giudice ha anche stabilito la decadenza della donna dalla potestà genitoriale e l’obbligo per entrambi gli imputati di risarcire il minore e suo padre con somma da quantificare in sede civile.  L’accusa aveva chiesto 16 anni al termine della requisitoria durante la quale la Pm Maria Perna aveva ricostruito il disegno criminoso dei due amanti.

L’indagine era nata quasi per caso. Dopo la separazione della donna dal marito e l’inizio della nuova relazione con quello che sarebbe diventato il suo complice e coimputato, un geometra di Velletri, i colleghi di lei avevano notato che qualcosa non andava e sospettando che la stimata collega potesse essere vittima di maltrattamenti, avevamo riferito i dubbi all’ex marito. L’uomo a quel punto aveva presentato una denuncia, visto che il figlio conviveva con la madre. Di qui, l’agghiacciante scoperta di video e foto a contenuto pedopornografico.

La difesa della donna, che ha sostenuto l’esistenza di uno stato di totale assoggettamento, ha già annunciato appello.

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CRONACA

Anziano trovato morto nel suo podere sulla Migliara 48, sul corpo ferite: disposta l’autopsia

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PONTINIA – Un anziano di Latina, Giuseppe Pirani, è stato trovato privo di vita martedì pomeriggio nel podere di famiglia sulla Migliara 48 a Pontinia, un luogo dove svolgeva abitualmente lavori e dove  – secondo quanto si apprende – si era recato in mattinata. A fare la scoperta è stato il figlio che ha dato immediatamente l’allarme. Il corpo dell’ottantenne presentava diverse ferite da arma da taglio una delle quali potrebbe essere stata quella letale, al collo.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Latina e del Nucleo investigativo che hanno avviato  le indagini. L’ipotesi di reato è quella di omicidio.  La scientifica ha svolto i rilievi e repertato un oggetto appuntito che potrebbe essere stato l’arma utilizzata per il delitto. La salma è stata poi trasferita in obitorio per l’esame medico legale che sarà disposto dalla Procura. Ascoltato per primo e a lungo, come persona informata sui fatti, il figlio dell’uomo che ne ha scoperto il cadavere e ora si prosegue con gli altri familiari, residenti nella zona e chiunque possa avere informazioni utili per ricostruire il contesto in cui il delitto è maturato e trovare il responsabile.

Pirani era tra i fondatori dell’associazione «Ferraresi pontini» ed era molto conosciuto a Pontinia dove il padre era stato sindaco negli anni ’50.

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