ATTUALITA'
Da Latina, Berna e Torino, il quartetto Cellacchi suona a distanza
LATINA – Due sono già professionisti della musica, e sono di stanza a Torino e a Berna. I più piccoli, ma molto promettenti cugini, invece vivono e studiano a Latina e fanno concorsi internazionali. Quando possono però, i quattro (due coppie di fratelli), suonano insieme. Sono il Quartetto Cellacchi che ha deciso di mettere in pratica il motto distanti-ma-vicini. In questi tempi di coronavirus, insieme eseguono un arrangiamento di Andrea Cellacchi, primo fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, della colonna sonora del film “Jurassic Park” scritta da John Williams. “Berna, Torino e Latina non sono mai state così vicine”, assicurano Riccardo, Giulia, Davide e Andrea.
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Cancelli a Palazzo M, il no di Calandrini (FdI): “L’apertura alla città va preservata”
LATINA – Anche il senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia Latina entra nel dibattito che si sta sviluppando intorno al progetto di chiudere la piazza di Palazzo M con dei cancelli. “L’avvio del progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M rappresenta una notizia importante per Latina – scrive in una nota che qui sintetizziano – … ma nutro infatti perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre cancellate ai varchi di accesso, una soluzione che rischia di alterare il rapporto tra l’edificio e la città senza necessariamente rappresentare la risposta più adeguata alle esigenze di sicurezza”.
“Palazzo M ospita già funzioni strategiche e presidi permanenti delle istituzioni, dalla Questura alla Guardia di Finanza, che garantiscono quotidianamente controllo e presenza sul territorio. La sicurezza è un valore imprescindibile, ma non può essere ridotta esclusivamente a una barriera fisica. L’ampia prospettiva che si apre verso l’edificio e la piena fruibilità dell’area non sono elementi casuali, ma caratteristiche che appartengono alla sua identità architettonica e urbanistica”, aggiunge Calandrini che annuncia l’intenzione di avviare “un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, che svolge il ruolo di stazione appaltante dell’intervento. Sono certo che vi sia la massima disponibilità a valutare ogni aspetto dell’opera e a confrontarsi sulle soluzioni previste, con l’obiettivo comune di valorizzare Palazzo M, rafforzarne la sicurezza e al tempo stesso preservarne quelle caratteristiche architettoniche e identitarie che lo rendono un luogo unico e riconoscibile per tutta la comunità pontina”
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Palazzo M, i cancelli diventano un caso. Celentano e Muzio: “Chiederemo un confronto”
LATINA – Con la buona notizia della ristrutturazione di Palazzo M, arriva quella meno buona, dell’intenzione di chiudere l’accesso ai giardini con tre cancelli che cambierebbero il volto ma soprattutto la funzione sociale allo spazio antistante lo storico edificio di fondazione. (l’immagine pubblicata alcuni giorni fa da uno dei progettisti del Master Plan del centro storico di Latina, l’ingegnere Emilio Ranieri)
“L’amministrazione comunale guarda con favore al progetto di recupero e valorizzazione di Palazzo M, un immobile di grande rilevanza storica e architettonica, che rappresenta uno dei luoghi identitari della nostra città progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti”, ha commentato la sindaca Matilde Celentano in merito ai bandi di gara dall’importo complessivo di 30 milioni di euro, pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite il Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche, per la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’adeguamento funzionale dell’edificio denominato Palazzo M nel Comune di Latina, situato in corso della Repubblica 241.
“La riqualificazione di Palazzo M è una notizia estremamente positiva per la città – aggiunge la prima cittadina –. Parliamo di un immobile di fondazione e di un edificio di grande valore identitario, ad oggi utilizzato dalla Guardia di Finanza e dalla Questura, la cui significativa valorizzazione e messa in sicurezza può contribuire ulteriormente alla crescita e all’attrattività del territorio. Quando il progetto entrerà nelle fasi che richiedono il contributo del Comune di Latina, ente non proprietario dell’immobile, porteremo le nostre valutazioni e osservazioni nell’interesse della città. Anche sul tema della possibile chiusura dei giardini, che ha già suscitato un ampio dibattito tra cittadini e realtà del territorio, riteniamo indispensabile avviare un confronto con tutte le parti coinvolte per individuare soluzioni condivise che sappiano conciliare le esigenze di sicurezza e funzionalità con la fruibilità pubblica degli spazi. L’amministrazione comunale conferma, sin da ora, la piena disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti affinché il percorso di valorizzazione di Palazzo M possa coniugare le esigenze funzionali dell’immobile con il suo ruolo di luogo rappresentativo e aperto alla città”.
“Chiederemo agli enti coinvolti di avviare un confronto volto a valutare soluzioni alternative ai cancelli, capaci di garantire la migliore integrazione possibile tra il complesso e il tessuto urbano, coniugando esigenze di sicurezza, funzionalità e apertura alla città”, assicura l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio che chiarisce il ruolo dell’Ente di Piazza del Popolo: “Quando saranno presentati gli atti e la documentazione urbanistico-edilizia necessari all’attuazione dell’intervento – afferma – il Comune, attraverso gli uffici del servizio Urbanistica e del Sue, potrà formulare le proprie osservazioni sugli aspetti di competenza nell’ambito di un tavolo di confronto. Un contributo che si inserirà nel solco degli indirizzi delineati dal Piano Città degli Immobili Pubblici, sottoscritto dal Comune di Latina e dall’Agenzia del Demanio, e degli obiettivi contenuti nel Masterplan del centro storico, il piano di rigenerazione urbana che punta a valorizzare l’identità della città di fondazione adeguandola ai moderni standard di vivibilità. Un percorso particolarmente significativo alla vigilia del centenario di Latina, che guarda a una città sempre più accessibile e alla massima fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Preciso che nella relazione del MIT si ‘ipotizza’ la chiusura dei cancelli su proposta della Guardia di Finanza, pertanto ritengo assolutamente possibile ancora poter interloquire su un progetto che riteniamo di grande valore, così come ritengo che sull’ipotesi dei cancelli gli enti coinvolti dovranno ottenere parere favorevole del Ministero della cultura anche sugli spazi esterni”.
Dieci anni fa si era parlato di una destinazione per l’immobile dove intere generazioni sono andate a scuola e che dieci anni fa, l’allora sindaco Vincenzo Zaccheo, aveva proposto di dare all’università come Rettorato proponendo per la Guardia di Finanza che lo occupa, l’ex Icos, oggi abbattuto.
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Tre cancelli a Palazzo M, Campagna e Majocchi (Pd): “Quale idea di città c’è dietro questo intervento?”
LATINA – “Quale idea di città c’è dietro questo intervento?” Se lo chiedono i consiglieri del Pd Valeria Campagna e Leonardo Majocchi del Pd in merito all’ipotesi di chiudere Palazzo M con tre cancelli che impedirebbero l’accesso dei cittadini alla piazza che si trova sotto lo storico edificio. “Nessuno mette in discussione la necessità di intervenire per garantire sicurezza, efficienza energetica e adeguamento degli impianti – dicono – Ma, Palazzo M, non è un edificio qualsiasi, ma uno dei luoghi che raccontano la storia urbana di Latina. Eppure, il progetto conferma una destinazione quasi esclusivamente amministrativa e istituzionale, senza che emerga alcuna riflessione sul possibile utilizzo culturale, civico o pubblico di almeno una parte di questo grande patrimonio. Anzi, dagli elaborati emerge anche la previsione di nuovi cancelli sul fronte dell’edificio, con l’obiettivo di limitare l’accesso nelle ore notturne, così come richiesto dalla Guardia di Finanza. Una scelta che rischia di accentuare ulteriormente la separazione tra uno dei luoghi più rappresentativi della città e la comunità che lo circonda. Noi riteniamo che il tema non
possa essere considerato una semplice questione tecnica. È una scelta che riguarda il futuro urbano e simbolico di Latina”.
I consiglieri chiedono dunque al Comune di intervenire e chiarire, cosa che hanno poi in parte fatto la sindaca Celentano e l’assessora Muzio in una nota congiunta.
Le domande poste dal gruppo di opposizione erano le seguenti: “Il Comune di Latina cosa pensa di questo progetto? Ha tentato di esprimere un indirizzo politico? Ritiene che la destinazione esclusivamente istituzionale di Palazzo M sia la soluzione migliore per il futuro di uno degli edifici più importanti della città? Condivide l’idea di una progressiva chiusura di questi spazi o ritiene che debbano essere valorizzati anche attraverso funzioni aperte alla cittadinanza?”.
Evidenziano poi le contraddizioni: ” Sono anni che assistiamo ad appelli accorati sulla riscoperta dell’identità della città, sul recupero del nucleo di fondazione, sulla valorizzazione dei suoi edifici simbolo. Ricordiamo dichiarazioni, convegni, iniziative pubbliche e, in ultimo, persino la visita dell’allora Ministro della Cultura Sangiuliano – qualcuno se lo ricorda? – che immaginava per Palazzo M funzioni universitarie e culturali (non il primo, ovviamente). Ricordiamo, poi, prese di posizione di esponenti della maggioranza che indicavano proprio in questo edificio uno dei luoghi strategici per il futuro della città. E allora viene da chiedersi: tutto qui? Di fronte a un progetto che ne conferma integralmente la destinazione a uffici e ne prevede perfino una maggiore chiusura verso la città, nessuno ha nulla da dire?”.
Il Pd chiama anche in causa la Fondazione Latina 2032: “Riteniamo che debba esprimere una valutazione. Il dibattito sul patrimonio architettonico della città non può limitarsi alle ricorrenze o alle iniziative culturali. Riguarda anche le scelte concrete che vengono compiute sugli edifici simbolo di Latina. Cosa ne pensa, ad esempio, il suo Presidente? La questione, in fondo, non è se Palazzo M debba continuare ad ospitare funzioni istituzionali. La questione è se uno degli edifici più importanti della città debba limitarsi a questo”.
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