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Giornate della Memoria, in 1700 per il ciclo di visite a Piana delle Orme

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LATINA  – Quasi 1700 studenti hanno visitato in questi giorni il Museo Storico di Piana delle Orme per conoscere la durezza con cui guerra ha colpito 80 anni fa anche la nostra provincia, per prepararsi a vivere più consapevolmente la Giornata della Memoria e a comprendere il valore della libertà.

 Si è concluso, venerdì 19 gennaio, il ciclo di visite organizzate dalla Provincia di Latina, in collaborazione con il Museo di borgo Faiti dal titolo “Giornate della Memoria” che rientra nel più ampio progetto “Scuola Aperta” nato per “ampliare  – dicono dall’Ente di Via Costa –  i confini delle aule didattiche, offrendo agli studenti la possibilità di visitare luoghi diversi dell’apprendimento. I 1647 studenti degli Istituti secondari di II grado della Provincia di Latina, accompagnati dalle guide del parco tematico, hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con la storia da un punto di vista privilegiato”. Otto sono state le giornate di visita “per sensibilizzare all’impatto che la guerra ha avuto nella quotidianità dei nostri luoghi”. In particolare la sezione “Deportazione e internamento” che racconta il trasferimento forzato di prigionieri e militari italiani oppositori del Regime.

“Ho voluto che le iniziative in occasione della “Giornata della Memoria” si condensassero in un luogo della Provincia perché è importante che i giovani sappiano che gli orrori della guerra possono accadere anche vicino a noi. – dichiara il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli – Spesso, abbiamo come l’impressione che gli eventi tragici accadano lontano, come cristallizzati in un “non luogo” che dalle televisioni rimbalza sui social. La storia, invece, si compie e si è compiuta anche qui ed è indispensabile che non si perda mai questo contatto con la realtà. Piana delle Orme, nel suo unicum espositivo, offre la possibilità di attraversare la storia, di scoprirla nella sua consistenza più autentica fatta di cose, suoni e storie. Viviamo un momento storico molto particolare, dove la normalità della quotidianità si alterna alla banalità del male dei conflitti in corso, in cui a soccombere sono i civili. Allora educhiamo alla storia, raccontiamola, contestualizziamola, diamogli luoghi reali perché la conoscenza è ancora lo strumento di prevenzione più forte che abbiamo. Credo che come comunità educante questo sia un dovere dal quale non possiamo esimerci. Ho voluto, inoltre, che questa iniziativa fosse immortalata in un corto che proietteremo in occasione dell’evento organizzato insieme al Prefetto di Latina, Maurizio Falco per la Giornata della Memoria. Non creiamo eventi isolati, ma percorsi per i cittadini di domani a cui spetterà il compito di non perpetrare gli errori del passato ed ergersi a difensori della libertà”.

La Cerimonia commemorativa, in memore omaggio delle vittime delle persecuzioni, avrà luogo al Museo di Piana delle Orme di Latina Sabato 27 Gennaio alle ore 10:30. Nel corso dell’evento saranno consegnate le medaglie d’onore ai familiari di alcuni cittadini della Provincia, deportati nei lager nazisti.

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80° Festa della Repubblica, l’omaggio della prefetta di Latina Ciaramella alle donne e alle Madri Costituenti

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LATINA – Un discorso dedicato principalmente alle donne, al contributo che le 21 Madri Costituenti, elette in seno all’Assemblea che scrisse la Costituzione, diedero nel predisporre le basi della partecipazione di tutte le donne alla vita sociale, economica e culturale del Paese, quello tenuto oggi in Piazza della Libertà dalla Prefetta di Latina Vittoria Ciaramella in occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana e degli 80 di voto alle donne.

“Non possiamo dimenticare che la nascita della Repubblica – ha esordito Ciaramella – coincide con una delle più grandi conquiste della democrazia del nostro Paese, il diritto di voto alle donne. Il 2 giugno 1946, per la prima volta, milioni di cittadine italiane parteciparono da protagoniste alla costruzione del futuro nazionale, contribuendo con il loro voto alla scelta repubblicana. Da allora, il cammino delle donne è stato un percorso di progressiva affermazione nella vita sociale, economica e istituzionale del Paese.  In quel giorno storico, il popolo italiano, chiamato a scegliere tra Repubblica e Monarchia, elesse anche i membri dell’assemblea costituente, segnata dalla presenza delle prime 21 donne passate alla storia come Madri costituenti”.

Onorare oggi l’ottantesimo anniversario significa rinnovare l’impegno ad abbattere ogni tipo di barriera e di stereotipo culturale, economico e sociale, affinché l’uguaglianza diventi reale e tangibile. In questo sforzo sinergico e collettivo, la Costituzione rimane la nostra bussola valoriale,  il punto di riferimento costante e immutabile per superare gli ostacoli e le derive dell’individualismo e dell’indifferenza”.

In piazza della Libertà, dopo gli onori e l’alzabandiera, la cerimonia è proseguita con la lettura di un emozionante brano di Pietro Calamandrei sull’importanza di agire per preservare i valori garantiti dalla Costituzione, interpretato dall’attore e doppiatore Luca Ceccherelli.

La prefetta si è rivolta anche ai giovani richiamandoli al dovere di conoscere e difendere i valori della Carta Costituzionale. “A voi giovani spetta il compito più nobile e difficile difendere e far vivere i valori costituzionali attraverso la partecipazione, lo studio e rispetto dell’altro e la legalità. Esorto quindi a non essere spettatori passivi del tempo in cui vivete, ma cittadini attivi, critici e partecipi della vita della nostra comunità. La Repubblica ha bisogno della vostra energia, della vostra freschezza  e della vostra sete di giustizia. Per rendere concreto e simbolico questo passaggio di testimone tra generazioni, tra poco  – ha poi anticipato nel suo discorso – verrà consegnata una coppia della Costituzione italiana a tre giovani della nostra provincia che proprio oggi compiono il diciottesimo anno di età entrando a pieno titolo nella comunità dei cittadini”.

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80° Festa della Repubblica, Celentano: “Latina ricorda anche l’80° del nostro primo sindaco”

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LATINA – “Oggi abbiamo celebrato il giorno in cui l’Italia, 80 anni fa, scelse la democrazia, la libertà e la partecipazione. Il 2 Giugno rappresenta il motore vivo della nostra identità nazionale. Questo è il giorno in cui le donne votarono per la prima volta su scala nazionale in occasione del referendum istituzionale e per l’elezione dell’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946. Per Latina, questa festa ha un significato ancora più profondo, che s’intreccia con le radici stesse della nostra democrazia cittadina”. Lo ha  detto la sindaca Matilde Celentano dopo aver preso parte alla Festa della Repubblica che si è svolta in Piazza della Libertà ricordando che “proprio quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del primo Consiglio Comunale democratico di Latina e dell’elezione del nostro primo Sindaco, Fernando Bassoli. In quel lontano 1946, mentre l’Italia intera si avviava a diventare una Repubblica, Latina – ferita profondamente dal conflitto bellico – trovava la forza di rialzarsi grazie a quaranta consiglieri eletti dal popolo e alla guida illuminata di Bassoli, uomo del dialogo e della ricostruzione”.

“Celebrare la Repubblica  – conclude la prima cittadina – significa onorare quel seme di libertà piantato ottant’anni fa. Significa amministrare Latina con spirito di servizio ed equilibrio.
Un ringraziamento profondo va alle Forze dell’Ordine, alle Forze Armate e a tutti i cittadini che quotidianamente tutelano e onorano la nostra comunità e il nostro territorio. Buona Festa della Repubblica a tutti i cittadini di Latina. Viva l’Italia, viva la Repubblica”.

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Apiario devastato a Latina, distrutte 25 arnie: indagini su un gesto che ha causato la morte di migliaia di api

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Sono in corso accertamenti per fare luce su quanto accaduto in un apiario di strada Piano Rosso, a Latina, dove un grave episodio ha provocato la morte di migliaia di api e la distruzione di 25 arnie. A denunciare l’accaduto è stato il giovane apicoltore Giammatteo, che ha raccontato pubblicamente quanto scoperto all’interno dell’allevamento. Secondo la ricostruzione fornita, ignoti avrebbero sigillato le arnie con schiuma espansa e successivamente utilizzato zolfo, causando la morte delle colonie presenti. Un episodio che ha suscitato forte indignazione non solo nel mondo dell’apicoltura, ma anche tra chi si occupa di tutela ambientale. Le api svolgono infatti un ruolo fondamentale per l’impollinazione e per il mantenimento della biodiversità, rappresentando una risorsa essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi e per molte produzioni agricole.

«Quello che è successo è un atto infame e vigliacco», ha dichiarato l’apicoltore. «È stato distrutto il lavoro di intere stagioni, costruito con sacrifici, dedizione e notti insonni».

Oltre al danno economico, particolarmente rilevante per l’attività, resta la perdita di migliaia di insetti impollinatori, con conseguenze che vanno ben oltre il singolo allevamento. Nonostante quanto accaduto, il titolare dell’apiario ha assicurato la volontà di proseguire il proprio lavoro. «Hanno distrutto le nostre arnie e ucciso le nostre api, ma non la nostra passione e la nostra determinazione ad andare avanti con onestà», ha affermato.

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