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Il supercalcolatore quantistico realizzato nei laboratori della Sapienza a Cisterna polverizza il record mondiale di velocità

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CISTERNA – Il computer quantistico fotonico della QuantHum Edge supera i 9.900 qubit e per l’Italia è un nuovo record. I  risultati di laboratorio e delle simulazioni multiphysics del quantum computer “made in Italy” sviluppato in collaborazione con “Sapienza Università di Roma” sono stati effettuati a Cisterna di Latina e  sono stati resi pubblici in questi giorni: «Si tratta di dati conservativi, frutto di analisi riproducibili”, afferma il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli, ordinario di Ingegneria dell’Informazione alla Sapienza e Responsabile Scientifico di QuantHum Edge. “Dimostriamo che l’Italia non solo compete, ma può guidare il passo».

Il progetto era stato lanciato a luglio dall’azienda impegnata nello sviluppo di tecnologie quantistiche, che aveva dato ufficialmente il via alla sperimentazione per realizzare il primo prototipo del suo rivoluzionario supercomputer quantistico, un calcolatore quantistico in grado di processare calcoli complessi in frazioni di secondo, là dove i supercomputer tradizionali impiegano anni.

La “scatola” è simile per dimensioni a un forno a microonde e il suo “cervello” compie operazioni a 2 qubit in meno di 3 nanosecondi, un progresso che eclissa  – si legge in una nota  – il record mondiale precedente di 25 nanosecondi raggiunto dall’Università di Oxford a marzo. «In un settore dove ogni nanosecondo è cruciale, è come passare da una carrozza a un jet supersonico», osserva Frattale Mascioli. Accanto alla velocità c’è la qualità del calcolo: le prove riportano una fidelity media del 99,86%, con una traiettoria di miglioramento già tracciata verso valori ≥99,99% nelle prossime iterazioni. Per i non addetti ai lavori, ciò significa due cose semplici: risposte quasi istantanee e risultati affidabili.

Le aree di impatto indicate dal team comprendono sanità, farmaceutica, scienza dei materiali, cybersecurity, intelligenza artificiale, telecomunicazioni, energia, mobilità, finanza, infrastrutture critiche e strategiche.

Questi risultati sono il frutto di un’ “alleanza tra imprenditoria e accademia”. La partnership con l’Università Sapienza di Roma e un accordo di collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

«Abbiamo nelle mani un vantaggio netto», sottolinea il Direttore Operativo Fabio Pennacchi sottolineando che “questi risultati rappresentano il “minimo prudente” e che  l’orizzonte che si apre è sicuramente più ampio”.

La QuantHum Edge lancia la sfida: “La linea di partenza della nuova corsa quantistica passa dall’Italia”.

 

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CRONACA

Cisterna, trovato borsone abbandonato contenente cocaina, indagini in corso

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Un quantitativo di cocaina è stato sequestrato dalla Polizia di Stato a Cisterna di Latina durante un’attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, circa 214 grammi di cocaina, è stata recuperata all’interno di un borsone abbandonato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la borsa sarebbe stata lanciata da un’auto in corsa che si è poi allontanata dalla zona, senza però sfuggire ai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Dopo la segnalazione, gli agenti del commissariato di Cisterna di Latina si sono recati sul posto indicato e, al termine delle ricerche, hanno rinvenuto il borsone con all’interno alcune buste impregnate di una sostanza oleosa e con un forte odore di caffè, probabilmente utilizzato per coprire l’odore dello stupefacente. I test qualitativi effettuati sul posto hanno confermato che si trattava di cocaina per un peso complessivo di circa 214 grammi. La sostanza è stata sequestrata a carico di ignoti. Sono ora in corso le indagini per risalire ai responsabili e ricostruire la provenienza della droga.

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Minturno, la giunta approva il progetto per il restauro delle stanze e della corte del Castello Baronale

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castello di minturno

La giunta comunale di Minturno ha approvato il progetto per il restauro e la rifunzionalizzazione di alcune stanze e della corte del Castello Baronale Caracciolo Carafa. L’obiettivo è partecipare all’avviso pubblico della Regione Lazio dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico locale. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 340 mila euro. In caso di ammissione al finanziamento, la Regione coprirebbe l’80% della spesa, pari a circa 272 mila euro, mentre la restante quota del 20%, circa 68 mila euro, sarebbe a carico del Comune. Il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Elisa Venturo ha spiegato che l’intervento si inserisce nel percorso di valorizzazione del castello e del centro storico. L’obiettivo è recuperare spazi oggi non pienamente utilizzati per favorire una maggiore fruizione culturale e turistica del complesso.

Il progetto interessa una superficie complessiva di circa 540 metri quadrati: 80 metri quadrati di stanze interne e 460 metri quadrati della corte. Sono previsti interventi di restauro conservativo delle strutture murarie e degli elementi di pregio, con il ripristino degli intonaci storici, il consolidamento delle pavimentazioni e il riassetto delle pendenze per garantire il corretto deflusso delle acque. Tra le opere previste anche la rifunzionalizzazione degli spazi interni con impianti a norma, l’adeguamento alle normative di sicurezza e accessibilità, la realizzazione di un impianto di illuminazione dedicato e la sistemazione delle aree esterne. L’obiettivo è creare ambienti polifunzionali destinati a mostre, eventi culturali e attività didattiche. Con la delibera di giunta numero 38 del 2 marzo è stato inoltre approvato il quadro esigenziale dell’intervento, inserito nel programma triennale dei lavori pubblici. L’amministrazione punta ora alla redazione del progetto esecutivo entro la scadenza del bando prevista per aprile, requisito che permetterebbe di ottenere un punteggio più alto nella graduatoria regionale.

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Disagio sanitario a Ponza e Ventotene, il Consiglio Provinciale approva la proposta di legge

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Le Isole Pontine al centro dell’attenzione del Consiglio Provinciale di Latina, che nella seduta del 3 marzo ha approvato all’unanimità la proposta di legge per il riconoscimento del disagio del personale sanitario operante a Ponza e Ventotene. Con la deliberazione, la Provincia esercita l’iniziativa legislativa prevista dallo Statuto regionale, trasmettendo alla Regione Lazio il testo recante disposizioni per il riconoscimento del disagio insulare e per il rafforzamento della continuità assistenziale nei presidi sanitari delle due isole.

Il provvedimento nasce da una proposta dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Latina, che aveva sollecitato un intervento normativo per affrontare le criticità legate all’isolamento geografico e alle difficoltà strutturali che incidono sull’organizzazione dei servizi sanitari. La proposta prevede l’introduzione di un’indennità di disagio insulare, misure di sostegno per alloggio e trasporti, incentivi per garantire la copertura continuativa dei servizi, in particolare nei mesi invernali, programmi di telemedicina e l’istituzione di un fondo regionale dedicato. Un modello che richiama l’esperienza già adottata dalla Regione Campania per le proprie isole minori.

Nel corso della seduta è intervenuto il presidente dell’OPI Latina, Ivano Giuliani, che ha sottolineato come il riconoscimento del disagio insulare rappresenti uno strumento per tutelare sia i professionisti sia il diritto alla salute delle comunità residenti. Il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, ha parlato di un atto concreto di responsabilità verso Ponza e Ventotene, evidenziando la necessità di dotare il territorio di uno strumento normativo stabile e strutturale.

La deliberazione sarà ora trasmessa formalmente alla Regione Lazio per l’avvio dell’iter legislativo. L’approvazione unanime segna un passaggio istituzionale rilevante nel percorso di rafforzamento dei servizi sanitari nelle isole pontine.

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