di e con Angela Iantosca

Adotta un vivo

Appello per gli eroi del quotidiano

 

Ci penso da anni e l’ho spesso proposto ai ragazzi che incontro nelle scuole.
Che senso ha ospitare scrittori, giornalisti, giudici, lasciandoli poi andare via nella loro solitudine?
Quando parliamo delle mafie, della lotta alle mafie, parliamo sempre dei morti. Ricordiamo Falcone, Borsellino, Peppino Impastato, Dalla Chiesa… Ricordiamo le stragi, il dolore, la follia omicida, la tracotanza di chi può concepire tanto male.

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Sappiamo che la memoria è importante. Fondamentale.
Anzi dovrebbe essere una materia di studio a scuola: “Storia di chi ha fatto la storia degli ultimi trent’anni in Italia, di chi ha perso la vita senza un motivo, di chi ci ha creduto, di chi suo malgrado si è trovato a fare i conti con le mafie”.
Dovremmo conoscere a memoria la storia di tutte quelle quasi 1000 vittime che vengono ricordate in un elenco straziante il 21 marzo di ogni anno nelle piazze italiane.
Ma chi si occupa dei vivi?
Forse ce ne dovremmo occupare noi. Forse se ne dovrebbero occupare i ragazzi, i bambini, adottando idealmente i vivi, eroi del quotidiano, facendo sentire che loro ci sono, che il loro interessamento è capace di tessere un mantello che protegge chi lotta, che i lottatori, quando se ne vanno, lasciano alle loro spalle un esercito di bene che li continuerà a cercare.
Informatevi su di loro, seguiteli, raggiungeteli, scrivete loro, sosteneteli. Sosteneteci.
L’antimafia è questo: un moto contagioso fatto da gente viva, più viva di chi è morto per difendere noi, più viva dei mafiosi che sono solo morti portatori di morte.

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