di e con Angela Iantosca

I “Giardinetti” di Latina: il superamento del limite

L'incapacità di capire quando si sta esagerando

LATINA – Il limite è il grande problema del nostro tempo. Non c’è limite nella violenza. Nelle ingiurie. Negli attacchi. Nelle strumentalizzazioni. Non c’è limite all’ipocrisia, alla falsità, alla corruzione, alle ingiustizie. Ma ciò che mi fa più paura è la non capacità di capire quando si sta esagerando. Quando si sta affrontando una questione non con raziocinio ma con pregiudizio e per il puro gusto di ferire un ‘avversario’ politico o per eliminarlo, destabilizzarlo, isolarlo. Non sto parlando del caso Insinna-Striscia (altro esempio di superamento del limite da entrambi i fronti). Ma della nostra città.

Nei giorni passati a Latina non si è fatto altro che parlare dei Giardinetti, quelli della polemica sulle panchine (vi ricordate la petizione per non togliere la panchina su cui Tiziano Ferro scrisse perdono?). Quelli che quando ero ragazza era meglio evitare la sera.
Quelli in cui si va a mangiare il gelato e a pattinare I giardinetti… Come li abbiamo sempre chiamati. Perché questo è il loro nome. Anche per volere del potestà che negli anni Quaranta aveva già deciso di togliere quella dicitura che oggi sembra intoccabile per alcuni (ma quanti di voi qualche giorno fa sapevano chi fosse il signor Mussolini Arnaldo?).
Siamo una piccola città e le polemiche ci stanno anche sulle piccole cose. Ma non vi sembra che si sia superato il limite?
Si può trasformare la proposta di un Sindaco di intitolare il Parco a Falcone e Borsellino, idea poi trasformata dal consigliere Antoci in Commissione Toponomastica come una proposta “antimafia” a cui aggiungere luoghi dedicati a Peppino Impastato e Don Boschin, in una occasione per esprimere i propri sentimenti più bassi, per attaccare e minacciare le persone? Si minacciare… Perché mentre vi divertite ad occupare il vostro tempo con queste inezie, qualcuno pensa che le persone per questa proposta vadano anche minacciate…  Non vi sembra ridicolo tutto questo?
Concentrarsi su una questione inesistente e distrarsi da altre cose molto più importanti di cui sembra non si parli più? Ma perché non impegnare il tempo in modo più costruttivo?
C’è un limite a tutto. E in questo caso è stato abbondantemente superato.
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