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SCUOLA

L’accorpamento che nessuno vuole

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LATINA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del Liceo Classico di Latina sulla delibera che prevede l’accorpamento della storica scuola con l’altrettanto storico Vittorio Veneto. Perché,  mentre la politica tira dritta e si prepara a votare l’unione nell’ambito del nuovo piano provinciale scolastico, con il sostegno certo di Pd e FI, gli studenti reclamano attenzione e dicono: FERMIAMOCI… “per parlare, confrontarsi, condividere problemi e pensare collettivamente soluzioni”.

“Invitiamo gli studenti ad incontrarsi per organizzarsi, per elaborare, per informarsi e per mostrare il proprio dissenso, non come frutto di un malessere indefinito e sconclusionato, bensì come risultato di una disamina e di un’analisi vera e reale della scuola che viviamo e di quella che vorremmo vivere.Questo, attraverso comitati, assemblee, presidii, mobilitazioni”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA –    Fermiamoci un secondo, giusto un attimo. Ce ne prendiamo sempre meno, specie per pensare, nel ritmo frenetico e concitato degli impegni scolastici e della sua didattica. Attenti allo svolgersi delle lezioni e delle attività scolastiche stiamo perdendo un importante strumento della nostra crescita come studenti e come cittadini, il più citato dalle nostre parti ma il meno applicato allo stesso tempo: il senso critico. E’ come se, d’un tratto, fossimo spettatori immobili della realtà che si esprime e si concretizza, o attori con sempre meno “caratteri” e con caratteristiche sempre più simili e opache. Eppure è proprio in questo momento di stagnazione che, per un attimo, abbiamo pensato di fermarci. Fermarci per elaborare, confrontarci, fare analisi. Da qualche parte bisognerà pur cominciare; se poi pensiamo alla storia della componente studentesca e di questa scuola, e di questo Paese, potremmo dire che da qualche parte si dovrà pur ri-cominciare. Sì, ripartire. Rimetterci in cammino.

Oggi che il mondo ci scivola addosso e le scuole ci cadono sulla testa. Oggi, che il Ministero dell’Istruzione pensa e disegna una scuola sempre più lontana dalle caratteristiche delle ragazze e dei ragazzi, sempre più miope di fronte le reali esigenze degli edifici e della comunità, sempre più distaccata dal ruolo civile e paradigmatico che la scuola dovrebbe ricoprire nella società, specie se essa è in continua evoluzione, è in movimento e pone di fronte a nuovi sfide della modernità. Oggi, che il Ministero contribuisce ad una spaccatura sociale tra gli Istituti tecnico-industriali e i Licei, e talvolta pensa di accorparli mediante improbabili correlazioni tra culture diverse, programmi distanti nella loro didattica, approccio allo studio differente, affinità (quasi) inesistenti. Oggi, che il Ministero dichiara “sicure” le scuole in cui intervengono i corpi di Polizia nella ricerca di sostanze stupefacenti e giovani venditori, ma non concepisce la necessità di scuole che dovrebbero essere sicure a livello strutturale, ove i riscaldamenti funzionanti sarebbero la normalità, ove l’intonaco non crollerebbe, ove non pioverebbe nelle aule o negli spazi della scuola (laboratori, palestre..), ove avverrebbe una costante manutenzione degli edifici, ove i ragazzi con disabilità usufruirebbero di importanti mezzi di supporto e assistenza, tornando così ad essere, la scuola, un luogo accogliente e di socialità. Non solo un luogo di apprendimento frontale e controproducente. Oggi, che il Ministero propone un’unica ora di storia negli istituti tecnici, nel momento in cui le classi dirigenti giocano la partita più importante a suon di “tweet” e slogan, facendo gioco-forza sull’ignoranza, la superficialità e l’incapacità interpretativa dei giovani e degli individui, o anzi, ancor meglio, di grandi gruppi che vivono in malessere e in difficoltà, affermando la propria posizione allontanando dunque la possibilità di conoscere la storia e quindi di conoscere il mondo e noi stessi.

Il nostro Liceo Classico sta andando incontro ad un possibile accorpamento con l’Istituto Tecnico Vittorio Veneto. Come si legge sopra, da ambo le parti è chiara l’impossibilità di tale operazione e l’incompatibilità dei nostri percorsi. Saremmo certo più lieti di veder promuovere attività di scambio reciproco, di confronto tra diverse realtà, di ampio dialogo, non certo con l’intrecciarsi di indirizzi e – dunque – universi lontani, solo perché dettati da logiche economiche e tecniche. Le nostre particolarità vogliamo preservarle, senza snaturarci, rivalorizzando i nostri spazi, le nostre materie, le nostre attività organizzate dagli studenti e dai professori, percorsi di condivisione e di conquista in materia di competenze e cittadinanza.

Nella Provincia altri Istituti sono in grave stato. L’Istituto Agrario San Benedetto e il Liceo Artistico più di tutti. Esprimiamo massima solidarietà nei loro confronti e li invitiamo a sederci assieme intorno a questo tavolo del cambiamento, del rinnovamento e delle idee. Anche per questo, insieme, FERMIAMOCI.

Il maltempo ha messo in ginocchio l’intero Paese e ha messo a rischio centinaia e centinaia di studentesse e studenti, evidenziando l’inadeguatezza delle nostre strutture, mettendo in risalto le illegalità in campo edilizio, con edifici e spazi non a norma, pericolosi oltre che pericolanti. Sì certo in un particolare caso d’emergenza maltempo, quasi nuovo rispetto agli ultimi tempi, ma non per questo da sottovalutare in tal modo. Tutt’altro, poiché di fronte a grandi problemi, chiediamo grandi risposte. Per questo diciamo, ancora, di FERMARCI.

Chiediamo una scuola che torni a parlarsi, a confrontarsi, a condividere problemi e a pensare collettivamente soluzioni. Invitiamo gli studenti ad incontrarsi per organizzarsi, per elaborare, per informarsi e per mostrare il proprio dissenso, non come frutto di un malessere indefinito e sconclusionato, bensì come risultato di una disamina e di un’analisi vera e reale della scuola che viviamo e di quella che vorremmo vivere.

Questo, attraverso comitati, assemblee, presidii, mobilitazioni.

FERMIAMOCI. Solo così rimetteremo in moto la macchina.

Giù le mani dalla Scuola.

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SCUOLA

Pronta l’Aula Magna dell’Iss Vittorio Veneto-Salvemini: inaugurazione martedì

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LATINA – Martedì 13 ottobre 2026, dalle ore 10 alle ore 12:00, sarà inaugurata l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Veneto – Salvemini” di Viale Mazzini 4, a Latina. “La cerimonia segna la conclusione dei lavori di ristrutturazione e la restituzione ufficiale alla comunità scolastica di uno degli ambienti più rilevanti dello storico edificio. L’inaugurazione si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione dell’istituto, realizzato dalla Provincia di Latina con risorse proprie e fondi del PNRR, per migliorare la fruibilità, la sicurezza e la qualità degli ambienti destinati agli studenti”, si legge in una nota della scuola.
L’istituto, aperto nel 1936, è la prima scuola superiore nata a Latina, negli anni della fondazione della città. Il suo nome richiama, come quello di altri borghi dell’Agro Pontino, la battaglia di Vittorio Veneto del 1918. L’Aula Magna conserva un ciclo di affreschi di Rapanà e Ravaglia, testimonianza storica e artistica del periodo in cui fu realizzato.

Alla cerimonia parteciperanno il Presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale e le Autorità cittadine. L’evento sarà anche l’occasione per inaugurare l’anno scolastico.

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Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo

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LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola  – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica),  è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.

La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.

Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.

«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.

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Solo cinque ore di sostegno a un alunno con disabilità, il Tribunale di Latina ordina al Comune di Aprilia di garantire le 15 necessarie

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APRILIA – Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente firmato dal giudice Paolo Bertollini, ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque.

Lo rende noto Andrea Ragusa del M5S: “Una riduzione di dieci ore settimanali  – commenta – non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente.

Ragusa ricorda  che “il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata” e che ” le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.

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