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Al Goretti, nel cuore del nuovo laboratorio analisi dove le provette viaggiano da sole
LATINA – L’ultimo pezzo è arrivato da alcune settimane a completare il Corelab del Goretti di Latina, al primo piano dove l’ospedale parla hi-tech. Siamo nel cuore del laboratorio analisi dove tremila provette di sangue raccolte ogni giorno nelle strutture del sistema sanitario di tutta la provincia di Latina vengono analizzate grazie ad una apparecchiatura costata circa due milioni di euro (che farà risparmiare 800 mila euro l’anno di costi di gestione). Vengono registrate, catalogate, lette, e refertate senza che ci sia manipolazione da parte del personale sanitario – che comunque sovrintende al lavoro della macchina – e fatta eccezione per la fase iniziale in cui le ampolle con il sangue centrifugato vengono letteralmente rovesciate con il loro codice a barre nel contenitore da cui saranno raccolte e immesse in una pista chiusa, ma trasparente, sorvegliate dal personale specializzato. Gli esami di routine saranno pronti in poche ore, a disposizione del paziente entro il primo pomeriggio della stessa giornata o pronti per essere inviati on line, a seconda della procedura prescelta.
TREMILA PROVETTE PER TRE MILIONI DI ESAMI – “E’ il primo del genere in una provincia del Lazio – spiega il Dg Giorgio Casati – Si tratta di un sistema centralizzato ad alta automazione, che rappresenta il cuore produttivo del laboratorio e prevede un complesso sistema di trasporto intelligente che, oltre a garantire la tracciabilità dei campioni lungo tutto il percorso, offre qualità e efficienza: l’ottimizzazione delle risorse umane impegnate, l’armonizzazione dei dati informatici e il monitoraggio delle perfomance, migliorando così anche gli aspetti di sicurezza sia per il personale sanitario che per l’ambiente”. Un laboratorio in grado di svolgere tre milioni di analisi l’anno: “Ma la potenzialità è superiore, fino a 7 milioni, se come è già in programma serviremo anche strutture pubbliche di fuori provincia” aggiunge il direttore generale della Asl Casati.
DA DOVE ARRIVANO LE PROVETTE – I campioni arrivano dagli ambulatori del territorio compresi tra Terracina ad Aprilia, ma anche dagli ospedali Fiorini, Dono Svizzero e San Giovanni di Dio: “Le richieste vengono accettate direttamente dai Reparti e dai diversi ambulatori e trasmesse on line al nuovo sistema informatico gestionale aziendale – spiega il dirigente Vincenzo Rossi – Tutto il processo di lavoro è organizzato e gestito da sistemi informatici che registrano ogni singola operazione effettuata dalle apparecchiature del sistema di automazione per ciascuno dei campioni biologici in carico con un margine di errore praticamente inesistente. I risultati vengono sottoposti ad una validazione clinica del personale e resi, quindi, visibili in via informatica, ai Reparti richiedenti e agli ambulatori. Inoltre i referti sono disponibili anche per gli utenti esterni che si sono avvalsi dei punti prelievi dislocati nel territorio aziendale”.
ASCOLTA il dirigente Vincenzo Rossi
ADDIO FRIGORIFERI – Addio anche ai vecchi frigoriferi per i reagenti che facevano da magazzino, sostituiti da un una camera frigo dove sono protetti da un sistema di raffreddamento a più motori. Un lettore ottico radar è anche in grado di verificarne in tempo reale la scorta presente e le quantità di utilizzo.
Alla presentazione del Corelab hanno preso parte anche il sindaco di Latina Damiano Coletta e il consigliere regionale Salvatore La Penna. “Sono orgoglioso di questa struttura come primo cittadino e anche come medico, consapevole del fatto che il laboratorio analisi è il motore di tutto l’ospedale”, ha detto Coletta.
Per il consigliere regionale del Pd La Penna “vengono compenetrate insieme l’esigenza di innovazione tecnologica con la qualità e la precisione del lavoro a tutela della salute, si riducono al minimo i margini di errore e si dota la sanità pontina di una struttura tecnologica e all’avanguardia con un personale molto qualificato. Veniamo da un periodo in cui c’è stato un grosso impegno di programmazione e progettualità per la sanità provinciale di Latina – ha aggiunto La Penna – ora bisogna dare concretezza a questa programmazione per poterne raccogliere i frutti”.
ATTUALITA'
In funzione la nuova paratoia sul Fiume Sisto, il Consorzio di Bonifica: “Qui colture d’eccellenza, opera fondamentale per l’irrigazione del comprensorio”
- da sx Sambucci, Corbo, Righini, Conti e Renna
- PARATOIA FIUME SISTO
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- PARATOIA FIUME SISTO
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LATINA – E’ stata inaugurata questa mattina dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest la nuova paratoia principale di sbarramento del Fiume Sisto, in località Crocetta, nel Comune di Terracina. La componente meccanica di quella precedente era stata infatti fortemente danneggiata dal maltempo di dicembre, con la conseguenza che in questi mesi è stato impossibile modulare i livelli idrici con elevato rischio per il comprensorio agricolo della zona, uno dei più importanti.
“La struttura messa in funzione questa mattina è lunga 13 metri e alta 3 metri, con travi in acciaio e specifici trattamenti protettivi per garantire la durabilità anche in ambienti marini”, è stato spiegato. Con il direttore generale Natalino Corbo e il presidente del Consorzio di Bonifica Lino Conti, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini, il direttore generale di Anbi Lazio Andrea Renna, il presidente della commissione regionale attività produttive, Vittorio Sambucci e il sindaco di Terracina Francesco Giannetti.
Corbo – che ha seguito il progetto anche dal punto di vista tecnico – ha spiegato che la paratoia “è fondamentale per l’irrigazione di tutto il comprensorio, perché consente di innalzare il livello del corso d’acqua e garantire la presa di tutte le aziende”. Il direttore del Consorzio ha anche rivolto un ringraziamento particolare alle squadre che hanno lavorato con temperature proibitive per raggiungere il risultato di oggi.
Il presidente Conti ha parlato di “un’opera strategica” per garantire sicurezza e acqua a un territorio a forte vocazione agricola con colture d’eccellenza. “Per garantire la continuità del servizio irriguo e tutelare una delle aree agricole più produttive del Lazio, – dichiara – il Consorzio di Bonifica ha avviato misure urgenti e indifferibili, che gli eventi imprevedibili e calamitosi, come quello registrato a dicembre, impongono di eseguire affidando i lavori ad un’impresa specializzata e richiedendo, contestualmente, un finanziamento per il ripristino dell’opera idraulica danneggiata. Abbiamo programmato i lavori – continua Conti – in modo da limitare al massimo i disagi durante la stagione irrigua, senza interrompere l’erogazione dell’acqua alle aziende agricole. Anche perché, ricordo, che l’area servita comprende produzioni agricole specializzate e di pregio, con numerose colture DOP, IGP, di agricoltura biologica (principalmente ortofrutticola, vivaistica e casearia) e della filiera della IV gamma”.
L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio (con la Determinazione n. G07348 del 28 maggio 2026): “Continuiamo a sostenere – ha detto l’assessore Righini – convintamente le tante iniziative dei Consorzi di bonifica. Il fiume Sisto è un riferimento assoluto per l’irrigazione dell’agro pontino. Questo intervento realizzato in pochissime settimane dà l’idea di quanto siano efficienti i nostri consorzi di bonifica che continuano ad essere un’autentica eccellenza nella conservazione del territorio, nell’approvvigionamento idrico delle aziende agricole e continuano quindi a produrre, a metterci nelle condizioni di guardare con ottimismo al futuro. Siamo evidentemente in un’epoca di cambiamenti climatici, nonostante il caldo torrido di questa estate del 2026, le nostre aziende agricole non hanno sofferto particolarmente proprio grazie agli investimenti che abbiamo avviato già da tre anni e che portano il Lazio ad essere una delle regioni più efficienti e efficaci da questo punto di vista”.
Al Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest anche il plauso del consigliere regionale Vittorio Sambucci
Soddisfatto il sindaco di Terracina Francesco Giannetti: “Il 23 dicembre – ha detto – eravamo qui, temendo il peggio, oggi guardiamo con soddisfazione a questo risultato”
ATTUALITA'
Damme Du Lame e Levate: Kikò Nalli si racconta dalla Sabaudia degli anni ’70 alla carriera internazionale
Dalla Sabaudia degli anni ’70 ai palcoscenici internazionali dell’hairstyling, passando per Milano, Roma e New York. Quella di Kikò Nalli è una storia fatta di talento, sacrifici, cadute e ripartenze, ma soprattutto di una continua voglia di mettersi alla prova. L’hairstylist ha scelto di raccontare il suo percorso in Damme du lame e levate, il libro edito da Lab DFG, già ai vertici delle classifiche tra le novità più vendute su Amazon. Un racconto che parte dalle sue radici, da quella Sabaudia che è rimasta una presenza importante nella sua vita, e arriva alla costruzione di un’identità professionale e artistica riconosciuta anche a livello internazionale.
Su Radio Immagine abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del libro, della sua terra, del suo percorso e, soprattutto, di quello che sta costruendo oggi:
APPUNTAMENTI
A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”
- The Great Gatsby
- The Great Gatsby
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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).
“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra sogno, illusione e realtà.
Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.
“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.
Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.
Info e prenotazioni 3925407500
https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra
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