3 luglio

Festival Pontino, nelle Scuderie del Castello di Sermoneta suona il Trio Eidos

E' il secondo appuntamento della storica rassegna musicale del Campus di Musica di Latina

SERMONETA – Domenica 3 luglio (ore 19) nelle Scuderie del Castello Caetani di Sermoneta il Festival Pontino di Musica accoglie per il suo secondo appuntamento il Trio Eidos, con Ivos Margoni al violino, Stefano Bruno al violoncello e Giulia Loperfido al pianoforte.

Giovane formazione che sta emergendo rapidamente nel panorama musicale nazionale, e che il Campus ha già ospitato in stagione in uno dei suoi primi concerti, il Trio Eidos nasce nel 2020 e nel giro di due anni ha già avviato collaborazioni con importanti istituzioni musicali e rassegne del nostro paese, come l’Accademia Filarmonica Romana, l’Associazione Amici della Musica di Firenze, la Fondazione W. Walton a Ischia, il Festival “Classiche Forme” a Lecce. Nel 2021 è vincitore assoluto della XXV edizione del Concorso strumentistico “Città di Giussano”, del Concorso nazionale “Borsa di studio Trio Pakosky” a Piacenza, e del contest “Mu.Vi. 2021” indetto dalla Società dei Concerti di Parma.

Il programma che il Trio Eidos propone al Pontino presenta nella prima parte due trii del repertorio classico, il Trio in mi maggiore op. 86 n. 2 di Franz Joseph Haydn e il Trio in do minore op. 1 n. 3 di Ludwig van Beethoven. Il primo, composto intorno al 1797, nel pieno della maturità di Haydn, mantiene una scrittura fedele alla tradizione per questa formazione: la parte pianistica è preponderante e i due strumenti ad arco raddoppiano il canto o giocano con l’armonia, una scrittura facile e piacevole, destinata ai musicisti amatori e dilettanti che animavano la corte del castello di Esterhazy per cui venne composta. Risale al 1794-95, dunque precedente a quello di Haydn di pochi anni, il Trio in do minore op. 1 n. 3 di un giovane Beethoven appena ventiquattrenne, arrivato da poco a Vienna, che dà alle stampe la sua prima opera. A differenza della scrittura haydniana, i tre strumenti hanno qui tutti un ruolo paritario, un dialogo, appunto, “alla pari” che all’epoca, per il pubblico di dilettanti cui era destinato, dovette apparire anticonvenzionale se non avveniristico, come molta musica a venire del genio di Bonn.

Nella seconda parte di programma il Trio n. 2 in re minore che il compositore ceco Bohuslav Martinů scrisse nel 1950 durante il suo lungo soggiorno negli Stati Uniti. L’accostamento dei tre trii evidenzia una delle caratteristiche del festival che sarà quella di affiancare al repertorio classico una pagina di musica del Novecento o contemporanea.

Tutto il programma del Festival su campusmusica.it

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