CRONACA
Gestione migranti, a giudizio Marie Therese Mukamitsindo, Liliane Murekatete e altri due indagati
LATINA – Si è conclusa con quattro rinvii a giudizio l’udienza preliminare per l’inchiesta della Procura della Repubblica di Latina sulla cooperativa Karibu e sul consorzio Aid, come chiesto dal pm Andrea D’Angeli. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone ha disposto il processo per Marie Therese Mukamitsindo e Liliane Murekatete, moglie e suocera del deputato Aboubakar Soumahoro, del figlio di Marie Therese, Michel Rukundo, e di e Ada Ndongo, una collaboratrice delle coop, tutti accusati di reati fiscali, mancati versamenti e false fatture nella gestione delle coop che si occupavano dell’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo. Il processo comincerà il 24 gennaio 2024 alle 9 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Disposte anche nuove ricerche per gli imputati irreperibili, Mutangana e Kabukoma con rinvio al 26 aprile 2024.
“Inizia così il processo a carico di tutto il consiglio di amministrazione della Coop Karibu e del Consorzio Aid la cui mala gestio è emersa grazie alle denunce del sindacato UilTucs di Latina e del segretario del sindacato Gianfranco Cartisano che ha assistito i lavori dipendenti della cooperativa e del consorzio rimasti per mesi senza retribuzione”, dicono gli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Agresti – Nel corso del processo – aggiungono – il sindacato UilTucs di Latina e i singoli lavoratori, costituitisi parti civili, avranno modo di dimostrare il danno patrimoniale e non, conseguente ai reati tributari contestati agli odierni imputati”.
CRONACA
Sabaudia, maxi parcheggio abusivo nel Parco del Circeo: denunciato un uomo
SABAUDIA – Ha realizzato su un lotto privato ricadente nel Parco nazionale del Circeo, un parcheggio di circa 2.700 metri quadrati realizzato senza alcun titolo autorizzativo, nella fascia retrodunale del tratto di lungomare che ricade nel comune di Sabaudia in una zona dunque a Protezione speciale e soggetta a vincolo paesaggistico. Da questa area, attraverso un sentiero pedonale che attraversa la macchia mediterranea, si accede direttamente alla strada del lungomare e all’arenile. I carabinieri hanno denunciato l’uomo che aveva in comodato il terreno con l’accusa oltre che di cambio di destinazione d’uso, di distruzione e deterioramento dell’habitat naturale di un’area protetta. A carico del soggetto è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa che potrà arrivare a 10mila euro.
CRONACA
Latina, spaccio in Via Don Morosini, dosi di hashish sotto le foglie morte
LATINA – Dosi di hashish nascoste sotto lo strato di foglie morte in Via Don Morosini. Le hanno trovate i poliziotti della Questura di Latina nel corso di controlli straordinari che hanno avuto come obiettivo le aree a maggiore rischio del centro cittadino di Latina e i luoghi della movida.
L’attività, svolta dalle pattuglie della Squadra Volante con il supporto della Polizia Stradale e di un’unità cinofila della Polizia di stato, ha interessato in particolare le aree segnalate dai cittadini e ha portato all’identificazione di 31 persone.
In via Don Morosini, dove è nato il Comitato “Basta degrado Centro Storico”, una segnalazione relativa a un presunto punto di spaccio ha portato gli agenti a controllare un cittadino tunisino di 27 anni. Il cane antidroga della Polizia di Stato ha segnalato con precisione lo zaino del giovane e successivamente un’area adiacente alla panchina sulla quale sostava. Nello zaino è stato trovato un involucro contenente hashish mentre sette involucri della stessa sostanza erano nascosti sotto il fogliame nelle immediate vicinanze.
Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e, al termine degli accertamenti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
CRONACA
Fanno esplodere il bancomat a Salto di Fondi, ma fuggono a mani vuote
FONDI – Il bancomat della Banca Popolare di Fondi è stato fatto esplodere nella notte in via Covino sul litorale della città. Ad agire quattro persone travisate che – secondo quanto ricostruito dai carabinieri intervenuti – avrebbero utilizzato un ordigno esplosivo rudimentale, provocando un’esplosione che ha danneggiato oltre allo sportello anche l’edificio. I quattro sono poi fuggiti a mani vuote. Le successive verifiche svolte dai militari hanno infatti permesso di trovare le banconote contenute nell’ATM, nel locale di sicurezza attiguo.
Sul posto la scientifica ha effettuato i rilievi tecnici. Sono tuttora in corso le indagini da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Terracina.
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