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Diritti umani e libertà, a Ventotene arrivano Julija Navalnaya e tre donne premiate con il Nobel per la Pace

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VENTOTENE – Julija Navalnaya, vedova dell’oppositore di Putin, Alexei Naval’nyj, sarà a Ventotene dal 12 al 14 settembre per la prima Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia, organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia con la collaborazione della Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Con lei ci saranno l’avvocata Shirin Ebadi,  Premio Nobel per la Pace e simbolo della lotta per i diritti umani e delle donne in Iran; Oleksandra Matviichuk e Oleksandra Romantsova, Premi Nobel per la Pace e voci della resistenza civile ucraina; Sviatlana Tsikhanouskaya, Premio Sacharov e leader dell’opposizione bielorussa. L’evento è promosso dalla Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno.

Sulle questioni legate al conflitto in Medio Oriente interverranno i movimenti palestinese Women of the Sun e israeliano Women Wage Peace, che si battono per la fine del conflitto, e Maoz Inon, imprenditore e attivista israeliano per la pace e i diritti umani.

Oltre alla Vicepresidente Pina Picierno, il programma prevede la partecipazione degli eurodeputati Salvatore De Meo (PPE-FI), Nicola Zingaretti (S&D-PD), Brando Benifei (S&D-PD),  Giorgio Gori (S&D-PD) e Sandro Gozi (Renew), di parlamentari italiani, giornalisti, opinionisti, accademici e diplomatici.

A Ventotene si terrà anche il Democracy Camp con giovani che fanno parte della rete Insieme-per.eu del Parlamento europeo e content creator: si confronteranno sui valori della democrazia e le libertà fondanti dell’Europa grazie alla testimonianza diretta di dissidenti perseguitati per il loro pensiero o le proprie posizioni politiche.

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La Sindaca di Latina ricorda la strage di Via D’Amelio: “Chi ha paura muore ogni giorno”

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“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” Il 19 luglio di 34 anni fa la terribile strage di Via D’Amelio scuoteva l’Italia, nel tentativo di distruggere la nostra speranza e la fiducia nella lotta contro la mafia. Ma il sacrificio di una figura immensa come quella di Paolo Borsellino ha lasciato nella storia e nelle coscienze del nostro Paese un insegnamento prezioso e incancellabile. E’ il messaggio della Sindaca di Latina Matilde Celentano diffuso sui suoi canali social.  “Rivolgiamo il nostro più profondo e commosso ringraziamento a Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta — Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina — per il loro immenso spirito di sacrificio, la dedizione assoluta e il più alto senso dello Stato.”

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Scontro aperto sullo stadio: il Comune chiede al Latina Calcio di lasciare il Francioni, Terracciano diffida l’ente

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LATINA – Il Comune chiede al Latina Calcio di prendere tutte le sue cose e lasciare il Francioni e la società sportiva risponde diffidando l’ente. E’ l’ultimo capitolo di uno scontro sull’affidamento in gestione dello stadio, cominciato con le tensioni legate al bando di gara di cui la società sportiva ha chiesto l’annullamento in autotutela.

In una nota, Antonio Terracciano ripercorre la vicenda e annuncia la decisione “di farsi carico, ancora una volta, delle attività di manutenzione e gestione degli impianti, dei servizi e del terreno di gioco”  – che nelle more della procedura di affidamento invece spetterebbero al Comune –  “per evitare che la prima gara ufficiale della stagione, fissata per il prossimo 16 agosto, possa essere compromessa”. Il presidente del Club nerazzurro, poi va oltre e ufficializza di aver deciso con i propri avvocati “di diffidare formalmente l’Amministrazione comunale a sospendere, con immediatezza, la richiesta di rilascio dello stadio almeno fino a quando non saranno definite le modalità attraverso le quali il Comune garantirà, direttamente o tramite terzi, la piena gestione e l’utilizzabilità dell’impianto per lo svolgimento delle gare ufficiali”.

«Abbiamo investito sul futuro del Latina Calcio con importanti sacrifici economici — prosegue Terracciano — perché una società professionistica non può programmare un campionato senza sapere dove disputerà le proprie partite ufficiali. Oggi rischiamo di pagare le conseguenze di una situazione che nulla ha a che vedere con il valore sportivo del club. Per queste ragioni abbiamo deciso, con i nostri avvocati, di diffidare formalmente l’Amministrazione comunale a sospendere, con immediatezza, la richiesta di rilascio dello stadio almeno fino a quando non saranno definite le modalità attraverso le quali il Comune garantirà, direttamente o tramite terzi, la piena gestione e l’utilizzabilità dell’impianto per le gare ufficiali. Questa è una vicenda che va ben oltre il calcio — conclude il presidente — perché riguarda la credibilità della città di Latina e il futuro dello sport cittadino, che non può essere considerato un costo, ma un investimento sul futuro della città e delle nuove generazioni. Latina non può permettersi di perdere competitività sportiva per problemi burocratici e amministrativi».

 

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Da studenti a donatori di sangue, Avis Latina “arruola” neo maggiorenni. La collaborazione con le scuole

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LATINA – “Un dono per la vita” è uno degli slogan utilizzati per promuovere la cultura della donazione del sangue. Da qualche anno l’AVIS comunale di Latina cerca di coinvolgere gli studenti maggiorenni del capoluogo affinché compiano questo gesto, piccolo in sé ma di grande valore.

“All’inizio dell’anno scolastico  – spiegano dall’Associazione dei donatori di sangue – si tiene un incontro organizzativo fra i docenti referenti delle varie scuole superiori e si pianificano gli interventi, in varie tappe: un primo incontro, a scuola, tra gli operatori AVIS e i ragazzi per informare e sensibilizzare; successivamente, per chi se la sente, si va in sede comunale per la donazione e, infine, dopo qualche mese, c’è la possibilità di donare nuovamente. Per qualche scuola si mette in moto l’autoemoteca, ma la maggior parte degli istituti preferisce la donazione in sede: è un’occasione per toccare da vicino l’organizzazione dell’AVIS”.

“L’incontro formativo/informativo a scuola è sempre molto arricchente e chiarisce molti dubbi, ma il momento della donazione è senz’altro il fulcro dell’iniziativa – racconta l’insegnante Luca Fabietti che coordina con un collega l’iniziativa per il Liceo Majorana – Tanti ragazzi partecipano con entusiasmo, spesso anche con un po’ di apprensione, ma una volta terminato il prelievo si tira un sospiro di sollievo e ci si rilassa davanti a una bella colazione mentre ci si scambiano le esperienze.  Altro aspetto positivo di quest’anno è che, oltre a me e al collega Francesco, che coordiniamo l’iniziativa per il Liceo Majorana, si è fatto avanti anche qualche altro docente; questa è la testimonianza della collega Claudia: “Utilità, è questa la sensazione che ho avuto alla mia prima donazione di sangue; travolta dall’entusiasmo dei miei studenti mi sono fatta coraggio ed ho scoperto che era tutto molto semplice. Utilità, dicevo, per qualcuno che ne ha bisogno e restituzione del bene che, in un recente passato, è stato fatto alla mia famiglia.”

“Il fatto di essere stati incoraggiati a compiere questo gesto insieme ai nostri compagni di classe e amici ci ha sicuramente dato coraggio a vicenda – è la  testimonianza di Sofia e Martina:; fare qualcosa che ha un risvolto così positivo per gli altri ci ha aiutato a crescere e capire quanto poco possa bastare per dare una mano. Quando sono venuti a presentarci questa realtà a scuola ci hanno aperto un mondo che adesso, grazie alla condivisione con il gruppo, sentiamo nostro e che ci permette, con un piccolo sforzo, di aiutare concretamente chi ne ha bisogno.”

L’idea dell’Avis è di educare i ragazzi alla cultura della donazione, con la speranza alcuni di loro, anche da grandi, avendone compreso l’importanza, possano continuare a donare autonomamente. “Ed è ciò che sta avvenendo: tanti studenti, dopo l’input iniziale da parte della scuola, stanno mantenendo l’impegno e con una certa regolarità si recano in sede per la donazione. Per il prossimo anno sono ancora più entusiasta di poter collaborare: i ragazzi saranno diversi ma l’esperienza sarà comunque sicuramente arricchente. Vuole essere davvero un piccolo/grande dono per dare vita e per tutta la vita”, conclude la docente.

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