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CRONACA

Cori, disordini notturni, il sindaco richiama i centri di accoglienza e chiede aiuto alle forze dell’ordine

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CORI – Il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, chiede aiuto alle forze dell’ordine per dare una risposta agli episodi di disturbo della quiete pubblica e, in alcuni casi, a fatti che si avvicinano alla microcriminalità, che si sono ripetuti in alcune zone del paese negli ultimi periodi. Episodi che si verificano in particolar modo nel fine settimana e nelle ore serali, in piazza Signina e nelle zone limitrofe nel centro storico di Cori monte e che coinvolgono soggetti stranieri, residenti e non, ragazzi dei vari centri di accoglienza e, in alcuni casi, ragazzi del luogo. Un fenomeno che sta suscitando crescente allarme e preoccupazione tra i cittadini e che ha indotto il primo cittadino a rivolgersi ufficialmente alle forze dell’ordine.

“È successo anche a me – dice De Lillis – di assistere a scene che non avevo mai visto a Cori e che ho inviato per le vie brevi ai carabinieri i quali, intervenuti, hanno riportato tutto alla tranquillità”. “L’Italia ha il dovere di accogliere – prosegue – Cori deve fare la sua parte e le strutture deputate all’accoglienza devono fare la propria parte. Ma, qualora dovesse perdurare questa situazione, saremo costretti, per tutelare la sicurezza e la tranquillità dei nostri giovani, a emettere ordinanze di chiusura di quelle strutture che non riescono a garantire, allo stesso tempo, accoglienza e sicurezza. In particolare, mi riferisco a una struttura, che, a mio avviso impropriamente, accoglie minori appartenenti alla stessa nazionalità. Questo comporta la possibilità di creare dei veri e propri branchi di difficile governabilità”.

Un mese fa sono state riunite tutte le strutture presenti a Cori, segnalando le criticità e le azioni che l’Ente avrebbe intrapreso di fronte al ripetersi di questi fatti.

“Ciò che dispiace – chiosa il sindaco – è che questi episodi, relegati a due o tre persone che potrebbero essere con molta semplicità allontanate, agiscono nell’immaginario collettivo negativamente sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Questo non è giusto, soprattutto verso tutti gli altri ospiti che invece cercano, nella più totale tranquillità, una vita normale e dignitosa qui da noi”.

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CRONACA

Terracina, omicidio stradale di Federico Salvagni: acquisite le consulenze, processo rinviato al 23 ottobre

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È ripreso al Tribunale di Latina il processo a carico di Gioacchino Sacco, 50 anni, originario di Aquino e residente a Terracina, accusato dell’omicidio stradale di Federico Salvagni, il sedicenne di Latina investito nella notte del 15 agosto 2025 sulla ex provinciale per San Felice Circeo, a Terracina. Nel corso dell’udienza sono state acquisite le dichiarazioni rese agli investigatori dal fratello minorenne della vittima e da un amico presente quella sera, evitando così la loro testimonianza in aula. Acquisite anche le consulenze tecniche sulla dinamica dell’incidente, gli accertamenti medico-legali e l’analisi forense del cellulare dell’imputato. Sacco, soprannominato Jonathan, era stato arrestato il 16 agosto 2025. In occasione dell’interrogatorio di convalida aveva scelto di non rispondere, dopo aver dichiarato spontaneamente di non essere lui alla guida della Lancia Ypsilon coinvolta nell’incidente. Il giudice aveva convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta della difesa di concedere i domiciliari. La decisione è stata successivamente confermata dal Tribunale del Riesame di Roma e dalla Cassazione. Secondo quanto riportato nelle decisioni dei giudici, la misura cautelare è legata alla gravità della condotta contestata, alla fuga dopo l’investimento, al rischio di sottrazione alla giustizia e ai precedenti penali e alle violazioni stradali dell’uomo. Gli elementi raccolti avrebbero inoltre fatto ipotizzare una possibile alterazione al momento dell’incidente. La Cassazione ha ritenuto insufficienti anche gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono tredici le parti civili costituite nel procedimento, tra cui i familiari di Federico e l’associazione Familiari Vittime della Strada. Con l’ultima udienza si è conclusa l’escussione dei testimoni dell’accusa. Il processo è stato rinviato al 23 ottobre, quando saranno ascoltati i testimoni delle parti civili.

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Cisterna, disservizi WindTre: Codacons diffida la compagnia e chiede risarcimenti

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Interruzione dei servizi di telefonia fissa, mobile e internet a Cisterna di Latina: il Codacons interviene con una diffida a WindTre, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dagli utenti e il riconoscimento degli indennizzi previsti. A comunicarlo è il Codacons Latina, attraverso il presidente provinciale, l’avvocato Antonio Formiconi. Secondo quanto riferito dall’associazione, il disservizio si sarebbe verificato a partire dal 13 ottobre e sarebbe proseguito nei giorni successivi, coinvolgendo i residenti e le attività del territorio. Le conseguenze, sottolinea il Codacons, avrebbero riguardato cittadini impegnati nelle attività quotidiane, anziani e persone fragili, professionisti, negozi e attività di ristorazione, con possibili ripercussioni sia sulla vita privata sia sul lavoro. L’associazione ha quindi diffidato la compagnia telefonica, contestando le ricadute del disservizio e chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre agli indennizzi previsti dalle condizioni contrattuali e dalla Carta dei Servizi. Tra le richieste figurano anche lo storno o l’annullamento delle fatture relative ai servizi non fruiti, sia per le utenze domestiche sia per quelle aziendali. Il Codacons Latina si mette a disposizione degli utenti interessati per fornire assistenza e informazioni e valutare la possibilità di promuovere un’azione collettiva a tutela dei consumatori coinvolti.

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Monte San Biagio, i Carabinieri incontrano gli anziani per prevenire le truffe

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Prevenire le truffe ai danni delle persone più vulnerabili, in particolare degli anziani. È questo l’obiettivo dell’incontro informativo organizzato lunedì scorso dai Carabinieri della Stazione di Monte San Biagio nei locali del Centro Sociale Anziani APS “Mons. Giuseppe Di Fazio”. All’iniziativa, guidata dal comandante della Stazione, il maresciallo Giacomo Basso, hanno partecipato circa venti persone.
Durante l’incontro sono state illustrate le tecniche più utilizzate dai truffatori, a partire dalle telefonate di persone che si fingono appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati e inventano presunte emergenze giudiziarie che coinvolgerebbero familiari delle vittime. Un espediente utilizzato per generare paura e convincere le persone a consegnare denaro.
L’attenzione si è concentrata anche sui tentativi di accesso nelle abitazioni da parte di falsi incaricati di enti pubblici, banche o aziende che forniscono servizi come luce, gas e acqua. In alcuni casi, i malintenzionati cercano di ottenere pagamenti non dovuti o inducono le vittime a effettuare bonifici verso conti correnti riconducibili ai truffatori.
Ai partecipanti sono stati distribuiti materiali informativi con consigli pratici per riconoscere e prevenire i raggiri. I Carabinieri hanno ricordato l’importanza di non comunicare dati personali, credenziali bancarie e altre informazioni che potrebbero essere utilizzate per sottrarre denaro. L’iniziativa rientra nella campagna di sensibilizzazione dell’Arma per rafforzare la prevenzione e la consapevolezza dei cittadini.

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