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SANITA'

Covid-19, troppi contagi a Latina e provincia: sono 60. 14 emersi a Terracina

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LATINA – Sono troppi i nuovi casi di contagio da coronavirus registrati dalla Asl: 60 in tutto. I Comuni  che ne hanno di più  sono terracina con 14 seguita da Latina e Cisterna con 11 ciascuno. Aprilia (3), Cori (5),  Fondi (1),  Formia (5), Roccagorga (2),  Sabaudia (2),  Sermoneta (5),  Sezze (1)
Non si registrano nuovi decessi.

I caso totali sono 1500, schizza sopra il 26 l’indice di prevalenza a 26,08;  792 i positivi attivi che superano i guariti ora a 699. 91 i ricoverati.

E la Regione comincia a fare pressing per ottenere provvedimenti restrittivi in grado di arginare la situazione. Il prefetto di Latina Maurizio Falco ha convocato per oggi pomeriggio nuovamente l’azienda sanitaria e i sindaci dei Comuni più colpiti, primo fra tutti il sindaco di Latina Damiano Coletta.

29 Comments

29 Comments

  1. Pierluigi Manetti

    7 Ottobre 2020 at 16:22

    Ma troppi cosa

  2. Robert Ochmański

    7 Ottobre 2020 at 16:27

    60 su più di 100.000 abitanti sono troppi?

  3. Pierluigi Manetti

    7 Ottobre 2020 at 16:30

    Robert Ochmański secondo i giornali si , il problema è la gente che ci crede

  4. Daniela Furlan

    7 Ottobre 2020 at 16:34

    Avete qualcuno in casa immunodepresso con patologie polmonari? Se la risposta è si siete dei grandi coglioni, se la risposta è no avete abbondantemente rotto i coglioni. Nn esiste solo gente che sta bene…

  5. Ida Elvira Marta Ionta

    7 Ottobre 2020 at 16:35

    Daniela Furlan mi perdoni… io ho a casa immunodepressi con patologie polmonari… perché sono cogliona? Mi faccia capire il senso del suo messaggio

  6. Daniela Furlan

    7 Ottobre 2020 at 16:36

    Ida Elvira Marta Ionta parlavo con i signori che commentavano in maniera sarcastica sui contagi…

  7. Ida Elvira Marta Ionta

    7 Ottobre 2020 at 16:36

    Daniela Furlan ah ok non capivo…

  8. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 16:46

    Siete fuori di testa. 565500 abitanti, 60 positivi quindi non 60 malati. Un positivo ogni 9610 persone. Vergognatevi a diffondere terrore nella gente.

  9. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 16:47

    Robert Ochmański 60 sono in tutta la provincia su un totale di 565500 abitanti! È ancora peggio!

  10. Alessio Cioeta

    7 Ottobre 2020 at 18:00

    60 non sono troppi, ma sono il prima passo per tornare ad averne un numero ingestibile! Non è il singolo dato a preoccupare, ma la tendenza che ogni giorno peggiora sempre di più! Quando arriveremo ai livello di Francia, Spagna e Inghilterra per essere stati troppo superficiali poi ci aumenteremo di essere costretti ad un altro lockdown! Ci divertiamo a fare polemica, quando basterebbe solo usare un po’ di attenzione e non ci sarebbe più nulla di cui parlare!

  11. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 18:03

    Alessio Cioeta oppure sulla buona strada per una immunità di gregge alternativa al business del farmaco?

  12. Graziella Mantovani

    7 Ottobre 2020 at 18:06

    Emanuel Mati non sai fare i conti…vuoi una calcolatrice..???
    Comunque a livello nazionale:

    – questa settimana:8612
    – scorsa settimana:4991
    – due settimane fa:4381
    – tre settimane fa: 3689
    – quattro settimane fa: 3907.
    Che fa +103% casi.

  13. Alessio Cioeta

    7 Ottobre 2020 at 18:07

    Emanuel Mati non sarebbe più semplice evitare di contagiarsi a vicenda? Bisogna per forza ammalarsi tutti e poi contare le vittime? Sembra una strategia pericolosa e inefficiente! Rimane il fatto che rispetto ad un mese fa i numeri sono 10 volte maggiori e c’è gente che si riempie la bocca di polemiche!

  14. Graziella Mantovani

    7 Ottobre 2020 at 18:16

    Per quelli che nn sanno fare i conti, metto un disegnino appena fornito dalla protezione civile:
    -il Lazio è secondo solo alla Lombardia..!!!

  15. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 18:24

    Mi pare che tutti i lustri virologi avevano detto che con l’estate ci sarebbe stata una forte flessione del virus con il caldo. Discorso diverso invece se vogliamo per forza vedere tutto grigio. Per paura di morire non stiamo vivendo. Pensa come vuoi Alessio Cioeta, ma ricorda che contagio e ricovero sono anni luce distanti tra di loro.

  16. Alessio Cioeta

    7 Ottobre 2020 at 18:26

    Nuovi contagi portano con sé il rischio che ci siano altri contagi! I ricoveri, le terapie intensive e le morti sono conseguenze che hanno proporzioni minori, ma con la platea dei contagiati che aumenta, aumentano anche loro! È una queatione logica! Fare considerazioni su singoli aspetti è inutile e fuorviante! Comportarsi di conseguenza è anche pericoloso!

  17. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 18:28

    Alessio Cioeta ok hai ragione ora scarico immuni e uscirò con lo scafandro, andrò al supermercato solo in caso di emergenza e al lavoro chiederò l’aspettativa. La sera non uscirò, non avrò rapporti sociali, eviterò la palestra ed aspetterò il vaccino con ansia. Hai visto che vita di merda?

  18. Dany Daniela Comuzzi

    7 Ottobre 2020 at 18:30

    Emanuel Mati, il problema è che il Santa Maria Goretti è pieno di ricoverati x covid, anche intubati e con il casco x respirare.
    Purtroppo essendo l’unico ospedale covid in tutta la provincia la situazione non è buona.
    Poi ognuno è libero di pensare come vuole.

  19. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 18:30

    Graziella Mantovani non ti ho chiesto le tue abilità nella vita e non conosci le mie. Buona fortuna

  20. Alessio Cioeta

    7 Ottobre 2020 at 18:31

    Emanuel Mati stai estremizzando! Io ho Immuni istallata! Lavoro tutto il giorno in giro, metto la mascherina quando serve, viaggio dove posso, esco tranquillamente a tutte le ore, ho rapporti sociali rispettando le distanze e le accortezze necessarie, vado in palestra rispettando le regole che mi chiedono di rispettare! Non è assolutamente una vita dimmerda! È una vita vissuta nel rispetto di me stesso e degli altri!

  21. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 18:32

    Livia Franzò se siamo in emergenza allora lockdown per tutti. Io non è che non temo nulla, è che ritengo esagerate alcune considerazioni.

  22. Irene Di Biasio

    7 Ottobre 2020 at 18:35

    Alessio Cioeta esatto!!!!

  23. Annamaria Ricchi

    7 Ottobre 2020 at 18:46

    Carmen Iosefina è molto semplice, se le danno fastidio queste notizie non le legga!

  24. Lorenzo Rigoni

    7 Ottobre 2020 at 21:01

    È solo una caccia alle streghe! Smettete di essere psicopatici che vi hanno plasmato il cervello!

  25. Paola Ressa

    7 Ottobre 2020 at 21:04

    Lorenzo Rigoni esatto!

  26. Emanuel Mati

    7 Ottobre 2020 at 22:14

    Dany Daniela Comuzzi ecco hai detto bene, era già pieno prima. Il resto è una farsa tutta italiana

  27. Carmen Iosefina

    7 Ottobre 2020 at 22:16

    Bettina Filippi perché, tu,quando ti diverti vai per gli ospedali?

  28. Bettina Filippi

    7 Ottobre 2020 at 22:16

    Carmen Iosefina appunto. Vedi che con calma ci arrivi anche tu…

  29. Emanuel Mati

    8 Ottobre 2020 at 9:35

    Dany Daniela Comuzzi il ministero della salute, dove indica l’Altissima percentuale di asintomatici che non giustifica l’emergenza di cui parlano. Per anni hanno violentato la sanità pubblica a tutto vantaggio della sanità privata. Gli stessi che fanno oro nel privato hanno contribuito alla decadenza dell’efficienza pubblica. Hanno chiuso decine di ospedali nella sola regione Lazio, le strutture convenzionate sono spuntate come funghi a novembre. Oggi che le strutture sanitarie pubbliche sono al collasso perché lo erano già prima, ci vogliono far credere di essere in emergenza. Beh, io alla befana non credo più da un bel pezzo.

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Assistenza domiciliare, dopo le proteste dei medici di medicina generale, la Asl annuncia task-force

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LATINA – Dopo le numerose proteste da parte dei medici di famiglia alle prese con il malfunzionamento della nuova piattaforma della Asl di Latina per la presa in carico dei pazienti fragili, entrata in funzione il 1° luglio,  l’azienda sanitaria spiega di aver “costituito una task force dedicata di venti operatori che stanno già affiancando il personale esistente per velocizzare la gestione delle pratiche” e che “i primi risultati sono già visibili, con un progressivo aumento delle pratiche lavorate grazie al supporto di ulteriore personale”. La Asl di Latina parla di una fase di transizione digitale e afferma di essere “in costante contatto con gli Uffici Regionali e con LazioCrea per ottimizzare la piattaforma informatica e renderla più rapida e fluida”.

Secondo Emiliano Licata, consigliere comunale di Noi Moderati a Latina e medico di medicina generale,  “il confronto avviato dalla Asl di Latina (con Lazio Crea) rappresenta un primo passo importante ma occorre intervenire rapidamente e con decisione per rendere il nuovo sistema realmente efficace senza perdere di vista chi più di tutti subisce le conseguenze dei rallentamenti, ovvero i pazienti più fragili”. L’esponente politico confermando “l’aggravio burocratico che sottrae tempo all’attività clinica e suggerendo soluzioni”, suggerisce di “mettere intorno allo stesso tavolo Regione Lazio, ASL, distretti sanitari, medici di medicina generale, operatori dei CAD e soggetti erogatori dell’assistenza domiciliare. Le migliori soluzioni  – aggiunge  – nascono sempre dal confronto con chi ogni giorno lavora sul territorio e conosce le esigenze dei pazienti. Non stiamo parlando di un programma informatico, ma del diritto delle persone più fragili a ricevere cure domiciliari nei tempi necessari”.

Nei giorni scorsi il consigliere regionale pontino del Pd Salvatore La Penna con la collega Marta Bonafoni avevano presentato sul tema un’interrogazione al presidente del Lazio Rocca: “Abbiamo chiesto interventi urgenti sulla piattaforma SIATeSS, utilizzata per l’assistenza domiciliare. Perché chi è cronico, paziente oncologico, non autosufficiente o fragile non può aspettare i tempi della burocrazia digitale. Innovare significa semplificare la vita alle persone. Non renderla più difficile. Nessun malfunzionamento deve ricadere sui pazienti e sui medici di medicina generale”.

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SANITA'

PNRR Sanità, la Asl di Latina completa tutti gli interventi per oltre 72 milioni di euro

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La ASL Latina ha completato il 100% degli interventi previsti dalla Missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, portando a termine un programma di investimenti da oltre 72,5 milioni di euro senza ricorrere ad alcuna rimodulazione dei progetti e rispettando tutte le scadenze fissate dal PNRR.

A sancire la conclusione dell’iter sono state le prese d’atto del completamento della Casa della Comunità Hub di Terracina e della Casa della Comunità Spoke di Sperlonga, con la contestuale attivazione dei relativi servizi.

Il piano ha consentito la realizzazione di quindici Case della Comunità distribuite sull’intero territorio provinciale, nei comuni di Aprilia, Borgo Sabotino, Cisterna, Formia, Gaeta, Latina Centro, Latina Scalo, Minturno, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Sezze, Sperlonga e Terracina.

Completati anche quattro Ospedali di Comunità, che entreranno a supporto delle cure intermedie nei comuni di Cori, Sezze, Gaeta e Sabaudia, oltre a sei Centrali Operative Territoriali già attive per il coordinamento dell’assistenza domiciliare. Concluso inoltre il processo di digitalizzazione dei presidi ospedalieri, mentre sono in fase di ultimazione gli interventi di adeguamento sismico dell’Ospedale Santa Maria Goretti.

La direttrice generale della Asl Latina, Sabrina Cenciarelli, ha sottolineato come il completamento del piano rappresenti il risultato di un lavoro condiviso tra Azienda sanitaria, Regione Lazio e istituzioni del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e rendere i servizi più vicini ai cittadini.

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Infarto, il Santa Maria Goretti ai vertici nazionali della cardiologia interventistica

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LATINA – Prima posizione nella cura dell’infarto. La Uoc di Cardiologia ed Emodinamica dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina guidata dal professor Francesco Versaci si conferma uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica,  ai vertici della classifica che mette a confronto 249 centri nazionali, nelle procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Un quadro che conferma il ruolo dell’ospedale di Latina come hub cardiologico di riferimento non solo nel Lazio, ma nel panorama nazionale.

Lo dicono i dati illustrati oggi al Ministero della Salute durante il convegno “Gap2Care – Misurare le Differenze per garantire equità” evento organizzato dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica – GISE riferiti al 2025. I dati sono stati illustrati a Gr Latina proprio dal professor Versaci.

Il Goretti risulta primo in Italia per angioplastiche primarie nell’infarto miocardico acuto associato a sopraslivellamento del tratto ST, con ben 423 procedure. “Un dato che più di altri racconta la capacità di rispondere all’emergenza cardiologica poiché in questa condizione ogni minuto conta, visto che la riapertura tempestiva dell’arteria coronaria occlusa può fare la differenza tra recupero e danno permanente al cuore”, spiega il professor Versaci che oggi ha tenuto la sua relazione su un’altra delle specificità di Latina: la denervazione renale, per il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente ai farmaci, in cui è primo in Italia.

Il Goretti di posiziona primo anche nelle angioplastiche coronariche multivasali, con 1.135 procedure, e nelle angioplastiche del tronco comune non protetto, con 364 procedure. Entrambi sono interventi che riguardano forme particolarmente impegnative di malattia coronarica e nelle angioplastiche nelle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST, con 708 procedure. “In termini pratici, si tratta di pazienti che spesso arrivano in ospedale con dolore toracico, alterazioni degli esami o del quadro clinico: casi che richiedono valutazione specialistica, stratificazione del rischio e, quando indicato, trattamento invasivo tempestivo”, spiega il direttore della Uoc.

“Le cifre sono tanto più rilevanti perché il Santa Maria Goretti non lavora prevalentemente su pazienti elettivi, programmati e clinicamente stabili, ma tratta in larga misura pazienti instabili, spesso reduci da una sindrome coronarica acuta recente. Questo significa affrontare quadri clinici più complessi, con maggiore necessità di monitoraggio, stabilizzazione e decisioni rapide, e con inevitabili prolungamenti dei tempi di ricovero rispetto alla casistica elettiva”, spiegano in una nota dalla Asl di Latina.

“Il nostro plauso va all’intera équipe cardiologica dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, coordinata dal Prof. Francesco Versaci all’intera quadra di medici, infermieri, tecnici, personale dell’UTIC, dell’emodinamica e della cardiologia, insieme ai professionisti dell’emergenza e del territorio”, ha dichiarato la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli. “Questi primati, che ci onorano, sono anche la riprova della performance della rete della nostra Azienda Sanitaria e dell’organizzazione che collega territorio, emergenza-urgenza, 118, pronto soccorso, UTIC ed emodinamica per portare il paziente nel posto giusto nel minor tempo possibile”.

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