SANITA'
Covid-19, troppi contagi a Latina e provincia: sono 60. 14 emersi a Terracina
LATINA – Sono troppi i nuovi casi di contagio da coronavirus registrati dalla Asl: 60 in tutto. I Comuni che ne hanno di più sono terracina con 14 seguita da Latina e Cisterna con 11 ciascuno. Aprilia (3), Cori (5), Fondi (1), Formia (5), Roccagorga (2), Sabaudia (2), Sermoneta (5), Sezze (1)
Non si registrano nuovi decessi.
I caso totali sono 1500, schizza sopra il 26 l’indice di prevalenza a 26,08; 792 i positivi attivi che superano i guariti ora a 699. 91 i ricoverati.
E la Regione comincia a fare pressing per ottenere provvedimenti restrittivi in grado di arginare la situazione. Il prefetto di Latina Maurizio Falco ha convocato per oggi pomeriggio nuovamente l’azienda sanitaria e i sindaci dei Comuni più colpiti, primo fra tutti il sindaco di Latina Damiano Coletta.
APPUNTAMENTI
Al Centro Cardiomiopatie del Goretti ora si cura l’amiloidosi: convegno il 29 maggio
LATINA – Al Centro Cardiomiopatie del Goretti ora si cura anche l’amiloidosi, una malattia rara, in costante aumento nella popolazione soprattutto anziana, per la quale fino a poco tempo fa i pazienti della provincia di Latina dovevano spostarsi altrove per le cure. A un anno dall’apertura della struttura diretta dal professor Francesco Versaci, il punto sarà fatto in un convegno scientifico in programma nel pomeriggio del 29 maggio nell’Aula Porfiri dell’Ospedale di Latina.
“Nel corso di questo anno di attività – si legge in una nota della Asl di Latina – il Centro Cardiomiopatie ha progressivamente sviluppato competenze dedicate alla diagnosi, alla gestione clinica e al follow-up dei pazienti affetti da cardiomiopatie, con particolare attenzione all’amiloidosi cardiaca”.
CHE COSA E’ – L’amiloidosi cardiaca (sia la forma secondaria a malattie ematologiche, che quella da transtiretina) rappresenta una condizione per la quale una diagnosi tempestiva e un accesso precoce alle terapie possono incidere in maniera determinante sulla qualità e sull’aspettativa di vita dei pazienti affetti.
“Per quanto riguarda l’amiloidosi da transtiretina, fino ad oggi, molti cittadini della provincia di Latina erano costretti a rivolgersi ai Centri Ospedalieri romani per accedere alla prescrizione delle terapie specifiche. Un percorso spesso complesso e gravoso, soprattutto per pazienti fragili e anziani, che oggi si avvia finalmente a cambiare grazie al riconoscimento, da parte della Regione Lazio, del Presidio Ospedaliero Santa Maria Goretti come Centro Malattie Rare per questa patologia”, spiegano dall’azienda sanitaria.
In questo contesto si inserisce l’evento scientifico dedicato all’amiloidosi da transtiretina e alla costruzione di una rete ospedale-territorio finalizzata a favorire il riconoscimento precoce della malattia e una presa in carico sempre più capillare dei pazienti con sospetto di amiloidosi. Responsabile scientifico dell’iniziativa sarà il Prof. Versaci , direttore della Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti e direttore del dipartimento Alte Specialità Neuro-cardio-vascolari della Asl di Latina.
L’evento nasce con l’obiettivo di sensibilizzare gli operatori sanitari del territorio sull’importanza del riconoscimento precoce della malattia, favorire l’integrazione tra ospedale e medicina territoriale e promuovere percorsi assistenziali sempre più efficaci per i pazienti affetti da amiloidosi. “Un importante passo avanti nell’ampliamento dell’offerta assistenziale specialistica della ASL di Latina e nella valorizzazione delle competenze professionali presenti sul territorio”, conclude la Asl.
SANITA'
Mutilazioni genitali femminili e violenza di genere nelle migrazioni: percorso formativo della ASL Latina
LATINA – La Asl di Latina promuove un percorso di formazione d’eccellenza sulle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e i traumi psicologici che colpiscono i minori migranti ( Progetto FARI 4 Lazio, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027). Un fenomeno che colpisce 600.000 donne e ragazze che vivono in Europa e portano su di sé le conseguenze permanenti delle mutilazioni genitali femminili. “L’MGF – ricordano dalla Asl di Latina – è riconosciuta come una violazione dei diritti umani, una forma di violenza di genere e una manifestazione di disuguaglianza strutturale tra uomini e donne. Le conseguenze di tale pratica non sono solo fisiche, ma anche psicologiche, sociali ed economiche, colpendo intere comunità”.
Di qui la decisione di un progetto formativo per “non lasciare soli i professionisti del territorio davanti a tale complessità”, con l’obiettivo di “creare una vera e propria comunità di pratica e di saperi per superare la logica dell’emergenza con un approccio multidisciplinare e interculturale, dando vita a percorsi strutturati di accoglienza, presa in carico, diagnosi e cura”. “La logica – si legge in una nota dell’Azienda Sanitaria Locale – è offrire non solo assistenza, ma anche percorsi di prevenzione e protezione per le bambine e le minori a rischio”.
Il progetto formativo, rivolto a personale sanitario e ad operatrici e operatori in ambito sociale, educativo e dell’accoglienza, si articola in lezioni teoriche nel mese di giugno, seguite da una ricca attività sul campo, che si svilupperà da fine giugno a metà novembre 2026 per l’elaborazione pratica del percorso di continuità assistenziale. La direzione scientifica è curata dalla Dott.ssa Assunta Lombardi e dal Dott. Arcangelo Maietta. “Con questo progetto, la Asl di Latina riafferma il proprio impegno in prima linea per la difesa dei diritti umani fondamentali e per la costruzione di una sanità sempre più equa, inclusiva e vicina alle persone più fragili”.
SANITA'
Salute, il truck della Asl di Latina a Maenza, Pontinia e Sabaudia per esami e consulenze
LATINA – La Asl di Latina lancia la nuova campagna itinerante di prevenzione gratuita in programma dal 25 al 30 maggio. A bordo di un truck sanitario attrezzato, l’Azienda Sanitaria pontina porterà screening gratuiti, esami e attività di counseling direttamente nelle piazze e nei luoghi di aggregazione con l’obiettivo di individuare precocemente i fattori di rischio delle patologie croniche, incrementare l’adesione agli screening oncologici e diffondere la cultura dei corretti stili di vita, contrastando il fenomeno della rinuncia alle cure.
L’ambulatorio mobile sarà attivo nelle seguenti date e località, dalle ore 9 alle 16.30:
– 25 – 26 maggio: Maenza-Roccagorga, presso il Campo Sportivo Cacciotti;
– 27 maggio: Pontinia, Piazza Roma;
– 28 maggio: Sabaudia, Piazza del Municipio;
– 29 – 30 maggio a Sabaudia nella frazione di Bella Farnia, in questo caso per intercettare la folta comunità di lavoratori migranti Sikh impiegati nel settore agricolo pontino.
In tutte le tappe si potranno effettuare la misurazione della pressione arteriosa, di glicemia, colesterolemia, calcolo Indice di Massa Corporea (BMI); avere consulenza per indicazione e promozione sui corretti stili di vita (sana alimentazione, corretti livelli di attività fisica, prevenzione fumo e abuso di alcol); effettuare Mammografia, HPV/PAP Test; e ancora, consegna della provetta per ricerca sangue occulto nelle feci; informazioni e prenotazione vaccinale dell’età adulta.
L’accesso agli screening oncologici (PAP Test, HPV – HR Test, Mammografia e Colon Retto) è targettizzato per fasce d’età e intervalli temporali dall’ultimo controllo: PAP Test: persone da 25 a 29 anni che non hanno effettuato l’esame negli ultimi tre anni; HPV – HR Test: persone dai 30 ai 64 anni che non hanno effettuato l’esame negli ultimi cinque anni; Mammografia: persone dai 50 ai 74 anni che non hanno effettuato l’esame negli ultimi due anni; Colon Retto (sangue occulto): persone dai 50 ai 74 anni che non hanno effettuato l’esame negli ultimi due anni.
L’attività – spiegano dalla Asl in una nota – risponde agli obiettivi del Piano Aziendale della Prevenzione ed è il frutto del lavoro sinergico tra le Strutture Operative Semplici Dipartimentali (UOSD) “Prevenzione e Promozione della Salute”, “Coordinamento Screening” e la UOSD “Migranti” della ASL Latina.
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Pierluigi Manetti
7 Ottobre 2020 at 16:22
Ma troppi cosa
Robert Ochmański
7 Ottobre 2020 at 16:27
60 su più di 100.000 abitanti sono troppi?
Pierluigi Manetti
7 Ottobre 2020 at 16:30
Robert Ochmański secondo i giornali si , il problema è la gente che ci crede
Daniela Furlan
7 Ottobre 2020 at 16:34
Avete qualcuno in casa immunodepresso con patologie polmonari? Se la risposta è si siete dei grandi coglioni, se la risposta è no avete abbondantemente rotto i coglioni. Nn esiste solo gente che sta bene…
Ida Elvira Marta Ionta
7 Ottobre 2020 at 16:35
Daniela Furlan mi perdoni… io ho a casa immunodepressi con patologie polmonari… perché sono cogliona? Mi faccia capire il senso del suo messaggio
Daniela Furlan
7 Ottobre 2020 at 16:36
Ida Elvira Marta Ionta parlavo con i signori che commentavano in maniera sarcastica sui contagi…
Ida Elvira Marta Ionta
7 Ottobre 2020 at 16:36
Daniela Furlan ah ok non capivo…
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 16:46
Siete fuori di testa. 565500 abitanti, 60 positivi quindi non 60 malati. Un positivo ogni 9610 persone. Vergognatevi a diffondere terrore nella gente.
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 16:47
Robert Ochmański 60 sono in tutta la provincia su un totale di 565500 abitanti! È ancora peggio!
Alessio Cioeta
7 Ottobre 2020 at 18:00
60 non sono troppi, ma sono il prima passo per tornare ad averne un numero ingestibile! Non è il singolo dato a preoccupare, ma la tendenza che ogni giorno peggiora sempre di più! Quando arriveremo ai livello di Francia, Spagna e Inghilterra per essere stati troppo superficiali poi ci aumenteremo di essere costretti ad un altro lockdown! Ci divertiamo a fare polemica, quando basterebbe solo usare un po’ di attenzione e non ci sarebbe più nulla di cui parlare!
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 18:03
Alessio Cioeta oppure sulla buona strada per una immunità di gregge alternativa al business del farmaco?
Graziella Mantovani
7 Ottobre 2020 at 18:06
Emanuel Mati non sai fare i conti…vuoi una calcolatrice..???
Comunque a livello nazionale:
– questa settimana:8612
– scorsa settimana:4991
– due settimane fa:4381
– tre settimane fa: 3689
– quattro settimane fa: 3907.
Che fa +103% casi.
Alessio Cioeta
7 Ottobre 2020 at 18:07
Emanuel Mati non sarebbe più semplice evitare di contagiarsi a vicenda? Bisogna per forza ammalarsi tutti e poi contare le vittime? Sembra una strategia pericolosa e inefficiente! Rimane il fatto che rispetto ad un mese fa i numeri sono 10 volte maggiori e c’è gente che si riempie la bocca di polemiche!
Graziella Mantovani
7 Ottobre 2020 at 18:16
Per quelli che nn sanno fare i conti, metto un disegnino appena fornito dalla protezione civile:
-il Lazio è secondo solo alla Lombardia..!!!
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 18:24
Mi pare che tutti i lustri virologi avevano detto che con l’estate ci sarebbe stata una forte flessione del virus con il caldo. Discorso diverso invece se vogliamo per forza vedere tutto grigio. Per paura di morire non stiamo vivendo. Pensa come vuoi Alessio Cioeta, ma ricorda che contagio e ricovero sono anni luce distanti tra di loro.
Alessio Cioeta
7 Ottobre 2020 at 18:26
Nuovi contagi portano con sé il rischio che ci siano altri contagi! I ricoveri, le terapie intensive e le morti sono conseguenze che hanno proporzioni minori, ma con la platea dei contagiati che aumenta, aumentano anche loro! È una queatione logica! Fare considerazioni su singoli aspetti è inutile e fuorviante! Comportarsi di conseguenza è anche pericoloso!
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 18:28
Alessio Cioeta ok hai ragione ora scarico immuni e uscirò con lo scafandro, andrò al supermercato solo in caso di emergenza e al lavoro chiederò l’aspettativa. La sera non uscirò, non avrò rapporti sociali, eviterò la palestra ed aspetterò il vaccino con ansia. Hai visto che vita di merda?
Dany Daniela Comuzzi
7 Ottobre 2020 at 18:30
Emanuel Mati, il problema è che il Santa Maria Goretti è pieno di ricoverati x covid, anche intubati e con il casco x respirare.
Purtroppo essendo l’unico ospedale covid in tutta la provincia la situazione non è buona.
Poi ognuno è libero di pensare come vuole.
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 18:30
Graziella Mantovani non ti ho chiesto le tue abilità nella vita e non conosci le mie. Buona fortuna
Alessio Cioeta
7 Ottobre 2020 at 18:31
Emanuel Mati stai estremizzando! Io ho Immuni istallata! Lavoro tutto il giorno in giro, metto la mascherina quando serve, viaggio dove posso, esco tranquillamente a tutte le ore, ho rapporti sociali rispettando le distanze e le accortezze necessarie, vado in palestra rispettando le regole che mi chiedono di rispettare! Non è assolutamente una vita dimmerda! È una vita vissuta nel rispetto di me stesso e degli altri!
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 18:32
Livia Franzò se siamo in emergenza allora lockdown per tutti. Io non è che non temo nulla, è che ritengo esagerate alcune considerazioni.
Irene Di Biasio
7 Ottobre 2020 at 18:35
Alessio Cioeta esatto!!!!
Annamaria Ricchi
7 Ottobre 2020 at 18:46
Carmen Iosefina è molto semplice, se le danno fastidio queste notizie non le legga!
Lorenzo Rigoni
7 Ottobre 2020 at 21:01
È solo una caccia alle streghe! Smettete di essere psicopatici che vi hanno plasmato il cervello!
Paola Ressa
7 Ottobre 2020 at 21:04
Lorenzo Rigoni esatto!
Emanuel Mati
7 Ottobre 2020 at 22:14
Dany Daniela Comuzzi ecco hai detto bene, era già pieno prima. Il resto è una farsa tutta italiana
Carmen Iosefina
7 Ottobre 2020 at 22:16
Bettina Filippi perché, tu,quando ti diverti vai per gli ospedali?
Bettina Filippi
7 Ottobre 2020 at 22:16
Carmen Iosefina appunto. Vedi che con calma ci arrivi anche tu…
Emanuel Mati
8 Ottobre 2020 at 9:35
Dany Daniela Comuzzi il ministero della salute, dove indica l’Altissima percentuale di asintomatici che non giustifica l’emergenza di cui parlano. Per anni hanno violentato la sanità pubblica a tutto vantaggio della sanità privata. Gli stessi che fanno oro nel privato hanno contribuito alla decadenza dell’efficienza pubblica. Hanno chiuso decine di ospedali nella sola regione Lazio, le strutture convenzionate sono spuntate come funghi a novembre. Oggi che le strutture sanitarie pubbliche sono al collasso perché lo erano già prima, ci vogliono far credere di essere in emergenza. Beh, io alla befana non credo più da un bel pezzo.