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La Regione Lazio spegne le luci di tutte le sedi istituzionali: è l’Ora della Terra

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Anche la Regione Lazio aderisce a L’Ora della Terra, promossa dal WWF per sabato 27 marzo. Dalle  20.30 alle 21.30, verranno spente le  luci delle 219 sedi istituzionali dell’Ente: “Da quella centrale di Roma in Via Rosa Raimondi Garibaldi, che ospita gli uffici della Presidenza e della Giunta regionale, fino a tutte le altre disseminate nelle province”, annuncia Roberta Lombardi, assessora regionale alla Transizione Ecologica e alla Trasformazione Digitale del Lazio che ha proposto l’adesione all’evento che si svolge contemporaneamente in tutto il mondo in  190 paesi, coinvolgendo monumenti e luoghi simbolo, ma anche insegne di aziende o luci di abitazioni private.

“Spegnere per un’ora l’illuminazione delle sedi istituzionali della Regione implica una riduzione di emissioni pari a circa 2 tonnellate di CO2 – spiega Lombardi – Si tratta ovviamente di un gesto simbolico, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul contrasto al cambiamento climatico, che però si inserisce in un percorso per l’efficientamento degli immobili regionali e la riduzione delle emissioni legate all’attività degli uffici”, spiegando che si lavora su due fronti con  due procedure di gara “per la realizzazione di interventi volti sia alla coibentazione degli immobili, sia alla sostituzione di impianti obsoleti con impianti ad alta efficienza nonché alla gestione sostenibile degli impianti termici ed elettrici” con l’obiettivo di ridurre e “emissioni di 2.000 tonnellate/anno di CO2, equivalenti a quanto assorbono 400 ettari di nuove foreste (pari a circa 600 campi da calcio) in un anno, ovvero a 1.000 autovetture non circolanti per un anno”.

“E’ questa la strada degli investimenti verdi, da potenziare e integrare con tutte le altre azioni di de-carbonizzazione, su cui dobbiamo accelerare per poter concorrere al raggiungimento degli obiettivi Ue di ridurre i gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e di azzerarle entro il 2050. In Europa, ognuno deve fare la sua parte. Nello specifico la Regione Lazio emette circa 35.000 tonnellate di gas serra ogni anno. Per centrare gli obiettivi europei, nel 2030 la regione Lazio dovrà ridurre le emissioni di almeno 19.000 tonnellate ogni anno, che corrispondono a due volte le emissioni di una centrale come Civitavecchia a tecnologia a carbone attualmente in essere. Solo agendo contemporaneamente a livello locale e globale possiamo attuare la Transizione Ecologica”, conclude Lombardi.

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Abbandono rifiuti, a Latina una nuova fototrappola vicino allo stadio Francioni

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fototrappola

LATINA – Una nuova fototrappola è stata posizionata nell’area dello stadio Francioni di Latina, in pieno centro urbano. Il dispositivo consente di sorvegliare con continuità “una zona particolarmente esposta al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti  – spiegano da Abc – e di documentare eventuali comportamenti non conformi alle regole per il corretto conferimento dei rifiuti. La postazione si aggiunge alle altre fototrappole già utilizzate sul territorio comunale e integra le attività di controllo svolte dagli Ispettori Ambientali e dalla Polizia Locale attraverso verifiche, sopralluoghi e accertamenti diretti”.

L’azienda annuncia anche che “a breve saranno disponibili nuove fototrappole, che consentiranno di ampliare il monitoraggio e rafforzare il presidio delle aree maggiormente interessate da episodi di abbandono e conferimenti irregolari” e “rinnova  l’invito a rispettare le modalità di conferimento e a collaborare alla corretta gestione dei rifiuti: comportamenti responsabili da parte di tutti sono fondamentali per mantenere la città più pulita e contrastare fenomeni che danneggiano l’intera comunità”.

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Tartarughe marine, ultima schiusa a Sabaudia. Tartalazio: “Stagione particolarmente ricca nel Parco del Circeo”

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(foto pagina Fb ParchiLazio)

SABAUDIA – Con la schiusa dell’ultimo nido di tartaruga marina Caretta caretta, avvenuta ieri a Sabaudia, si è conclusa la stagione di monitoraggio, messa in sicurezza e sorveglianza dei nidi sul litorale laziale. Salvo sorprese.

Il bilancio è di Tartalazio che certifica una stagione particolarmente ricca per tutta la Riviera D’Ulisse, e in particolare per le spiagge del Parco Nazionale del Circeo “con 14 dei 18 nidi deposti sulle coste laziali, 3 dei quali sulla spiaggia di Sabaudia e almeno 4 nelle sue vicinanze”.

La rete di tutela e soccorso delle tartarughe marine spiega che “tutti questi nidi hanno dato ottimi risultati di schiusa grazie all’impegno di #TartaLazio e dei volontari ed alla collaborazione con il Parco Nazionale. E grazie anche alla collaborazione con gli operatori balneari coinvolti che hanno spesso prestato un’affettuosa assistenza al nostro personale”.

E ancora: “La spiagge di Sabaudia e di San Felice Circeo si confermano di grandissimo interesse naturalistico per la presenza di più nidi e per le condizioni ambientali, frequentemente favorevoli allo sviluppo degli embrioni ed alla schiusa dei piccoli e, dunque, meritevoli di ulteriore protezione, anche nell’ottica di quanto previsto dal Progetto Comunitario LIFE Turtlenest del quale la Regione Lazio è partner”.

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Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due

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LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.

Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.

A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.

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