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Attentati a Latina, Libera: “Giovani boss che ostentano la violenza sui social rischiano di diventare modello per i più fragili”

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LATINA – E’ in programma per giovedì prossimo 9 ottobre la visita del  ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi a Latina dove parteciperà in Prefettura a una seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato a fare il punto dopo gli attentati esplosivi e incendiari che si sono verificati nell’ultimo mese a Latina e in genere sull’escalation criminale e sulle misure di contrasto prevenzione e repressione messe in campo.

Misure che costituiscono una “importante risposta dello Stato alla guerra tra clan per il controllo delle piazze di spaccio”, ma che secondo Libera vanno affiancate da altre azioni di tipo sociale. In una nota l’associazione antimafia lancia infatti un preciso allarme sul rischio di emulazione dei nuovi modelli criminali da parte dei giovani più fragili.

Partendo da una delle ultime operazioni della Polizia di Stato, Annalisa Di Prospero referente di Libera Latina e Gianpiero Cioffredi referente di Libera Lazio tracciano un’analisi della situazione attuale. “L’arresto di Mattia Spinelli (il ventenne delle Case Arlecchino accusato di estorsione aggravata e lesioni pluriaggravate, oltre che di atti persecutori)  – scrivono in una nota – sembra delineare nuove forme di modelli criminali più fluidi ed imprevedibili rispetto ai clan storicamente presenti a Latina. Questo ha determinato un conflitto per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio che negli ultimi mesi ha visto il capoluogo pontino teatro di una inquietante successione di eventi criminali. Nuovi giovani boss si affermano nello scenario criminale di Latina con la violenza, l’intimidazione e l’ostentazione del loro carisma criminale sui social che rischia di attrarre sempre più giovani che vivono condizioni di disagio  e assenza di opportunità culturali e sociali.  Emerge  a Latina un modello criminale che rischia di andare in direzione di una vera e propria camorrizzazione dei nuovi clan con conseguenze devastanti per la convivenza civile. La risposta dello Stato alla guerra tra clan di questi mesi è stata efficace ed importante e come Libera esprimiamo gratitudine e sostegno alle Forze di Polizia, alla Prefettura e alla Procura di Latina, ma proprio i caratteri del nuovo scenario criminale devono interrogare tutte le Istituzioni affinché si investa in politiche di welfare e giustizia sociale. Ora più che mai è necessario un risveglio delle coscienze ed affiancare alla preziosa azione degli investigatori il protagonismo dei cittadini, delle associazioni e di tutte le forze sociali”, concludono i due attivisti dell’associazione contro tutte le mafie.

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Il vescovo Crociata e la preghiera per la pace: «Gesù ci indica la via della pace: il dono di sé e il servizio»

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vescovo crociata

Un momento di preghiera e riflessione sulla pace nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, che sabato scorso si è riunita nella chiesa di Chiesa di San Luca, a Latina, in occasione dell’ordinazione diaconale del seminarista pontino Agostino De Santis. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Mariano Crociata, che ha voluto richiamare con forza il tema della pace, accogliendo anche l’invito alla preghiera promosso da Papa Leone XIV. Nel corso dell’omelia, Crociata ha sottolineato la drammaticità del tempo presente, segnato da conflitti che producono sofferenze diffuse e rischiano di avere ripercussioni sempre più ampie. Un richiamo forte alle parole del Pontefice, che ha condannato le violenze e ribadito come nessun interesse possa giustificare il sacrificio di vite innocenti. Il vescovo ha poi indicato ai fedeli la strada da seguire, richiamando il messaggio evangelico: la pace come frutto del dono di sé e del servizio agli altri. Un percorso opposto a quello segnato da violenza e sopraffazione, che – ha ribadito – non può portare ad alcuna forma di convivenza autentica. La celebrazione si è conclusa con un momento di preghiera dedicato alla pace, condiviso dall’intera comunità.

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Latina Storia@fest, apertura con le scuole al D’Annunzio. La sindaca Celentano: “La storia siamo noi”

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LATINA – Tanti studenti al Teatro D’Annunzio questa mattina per l’apertura della terza edizione Latina Storia@fest la manifestazione che l’amministrazione comunale ha voluto dedicare quest’anno ai giovani e all’incontro-confronto con loro. Presenti al dibattito in programma per la prima di tre giornate, il questore Fausto Vinci, la Garante per l’Infanzia del Lazio, Monica Sansoni e il sostituto commissario Tommaso Malandruccolo, esperto di bullismo.

Ad aprire la giornata, organizzata dall’ufficio Cultura del Comune, la sindaca Matilde Celentano che ha salutato i ragazzi spiegando l’importanza del dialogo intergenerazionale e con le istituzioni soffermandosi sul binomio storia-giovani per illustrare il senso dell’iniziativa. “Abbiamo fortemente voluto questo confronto fra istituzioni, forze dell’ordine e giovani, quest’anno verrà affrontato il tema del disagio giovanile, dei rapporti generazionali e della legalità. In ogni evento verrà portato un periodo storico particolare che verrà contestualizzato per trarre delle proiezioni per il futuro”,  spiega la prima cittadina.

“Siamo qui per raccontare i principi che ci guidano, il tema di oggi è il rispetto, la legalità e il bullismo. Questi incontri con le scuole a noi fanno piacere perché cerchiamo di trasmettere loro dei valori,  anzi è un confronto con loro, ci dicono cosa pensano e spesso in che modo possiamo essere utili, per cui è una bellissima giornata, so che è un evento che durerà tre giorni, fatto proprio per i ragazzi, quindi ringrazio il Comune e il Teatro d’Annunzio che hanno organizzato questo incontro”.

“Incontriamo i ragazzi insieme alla Questura di Latina in questo teatro meraviglioso che ha organizzato una settimana importante dedicata proprio alla cultura, alla legalità e alla formazione dei nostri giovani. Parleremo di bullismo, cyberbullismo e tutto ciò che è attinente alla violenza tra i giovani. Proprio per la mia funzione di Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio è importante per me incontrare i giovani e parlare con loro per trasmettere quelli che sono gli strumenti, le metodologie per loro di difesa, perché tante volte i nostri giovani commettono azioni e non sanno bene cosa stanno facendo.  Oggi a loro voglio dare proprio questo messaggio, uno spunto di riflessione importante (0:48) cioè conoscere se stessi per conoscere l’altro e questo è un punto da cui vogliamo partire”, sottolinea la Garante, Monica Sansoni.

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Una ragazza di Minturno tra gli Alfieri della Repubblica: è Angelica Maria Masella

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MINTURNO  – C’è anche una ragazza di Minturno tra i 28 Alfieri della Repubblica nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha gli Attestati d’onore a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto per l’edizione 2025 è infatti “Sperimentare e comunicare la solidarietà”.

E’ Angelica Maria MASELLA, 1/11/2010, residente a Minturno, scelta “per la maturità con cui promuove una cultura del dialogo, del rispetto, del confronto. I suoi gesti riflettono un’idea di pace vissuta nella semplicità del quotidiano”. “Angelica  – prosegue la nota della Presidenza della Repubblica Italiana – è una ragazza attenta agli altri e sempre partecipe delle attività di carattere solidale. In classe è un punto di riferimento, dando prova che le relazioni tra pari sono possibili e arricchiscono tutti. Offre un supporto fondamentale a un compagno in grave fragilità, aiutandolo nella vita scolastica e quotidiana, favorendo la sua autonomia, condividendo momenti di gioco e socializzazione”.

A Angelica è arrivato il plauso del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli: “Si tratta di un traguardo speciale. Il suo impegno è una testimonianza preziosa: Angelica è diventata un punto di riferimento fondamentale per un compagno più fragile, aiutandolo a conquistare maggiore autonomia e condividendo con lui ogni momento del percorso scolastico. È proprio questa sua attenzione verso gli altri a renderci orgogliosi: la capacità di trasformare la solidarietà in un gesto spontaneo, naturale, capace di lasciare il segno e far crescere l’intera comunità, ricordandoci che la vera forza sta nel sapersi tendere la mano. Complimenti Angelica! Siamo fieri di te!”

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