OMICIDIO VACCARO, SILENZIO DOPO LA CONDANNA
Attesa per le motivazioni, ma le difese pensano all’Appello

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Il giudice Pierfrancesco De Angelis legge la sentenza emessa dopo oltre sei ore di camera di consiglio

Il giudice Pierfrancesco De Angelis legge la sentenza emessa dopo oltre sei ore di camera di consiglio

LATINA – Oggi è il giorno delle riflessioni dopo la sentenza del processo per l’omicidio di Matteo Vaccaro. Ieri pomeriggio, alle 18 in punto, in un’aula di Corte D’assise gremita e bollente, a due anni e mezzo dal delitto che ha sconvolto Latina, dopo oltre un anno di udienze e quasi sette ore di camera di consiglio i giudici hanno emesso la sentenza che condanna a 109 anni complessivi di carcere i sei imputati riconosciuti tutti colpevoli del delitto, anche se con contributi e in misure diverse.

I familiari di Matteo Vaccaro, che da sempre chiedono che emerga solo la verità e che ciascuno paghi per quello che ha realmente fatto, per ora non commentano. Hanno preferito restare in silenzio, quasi impietriti, dopo una giornata carica di tensioni. Per loro hanno parlato gli avvocati: “Non si tratta di essere contenti o soddisfatti,  ma se questo era il processo delle ombre, si è almeno fatta chiarezza su quella terribile notte”, hanno detto i legali Benedetto Faralli e Luca Amedeo Melegari.

Fra 90 giorni le motivazioni diranno di più sulle conclusioni tratte da giudici togati e popolari nel processo di primo grado. Mentre le difese pensano già all’Appello.

LE CONDANNE – Le condanne più alte sono state inflitte ad Alex Marroni, ritenuto l’esecutore materiale e a Francesco D’Antonio considerato dalla Corte d’Assise l’ispiratore del delitto. Poi è stato condannato a 16 anni di reclusione Paolo Peruzzi e a 15 anni gli altri tre: Gianfranco Toselli, Matteo Ciaravino e Fabrizio Roma. Sono state escluse le aggravanti dei futili motivi.

 

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