AUDIO
Viaggio nel volontariato in ospedale: quando l’umanizzazione fa la differenza

Il carrello donato al Reparto Pediatria del Goretti
LATINA – “Ciò che stiamo facendo è solo una goccia nell’oceano. Ma se quella goccia non fosse lì, all’oceano mancherebbe qualcosa”. E’ una delle più belle citazioni di Madre Teresa di Calcutta incisa su una piccola targa di metallo che campeggia nella saletta giochi del reparto di Pediatria del Santa Maria Goretti di Latina. Una di quelle frasi che i genitori si ritrovano a fissare per ore, tra una visita e l’altra, mentre i piccoli guardano i cartoni alla tv o giocano sullo scivolo di plastica donato al reparto.
Sono momenti intensi, in cui la scala delle priorità della vita subisce uno scossone improvviso: la malattia di un figlio, di un bambino piccolo e indifeso. E così genitori, nonni, fratelli si ritrovano a condividere ore in un ambiente estraneo, fatto di lettini in fila, di camici bianchi, di odore di disinfettante che rimane impresso nelle narici per giorni. Persone di lingua ed etnia diversa che improvvisamente, seguendo una legge naturale non scritta, diventano parte della stessa comunità, inconsciamente legati dalla stessa forte esperienza. Si diventa solidali dalle più piccole esigenze pratiche alla condivisione di informazioni utili fino ai consigli e alle chiacchierate per spostare, per un momento, il pensiero altrove. In questo mondo parallelo oltre alla competenza scientifica di medici e personale infermieristico, c’è qualcosa che fa veramente la differenza per grandi e piccini, ed è l’attività di volontariato.
Volontari sorridenti, spesso giovani, che decidono di dedicare parte del loro tempo a far divertire i piccoli pazienti. I bimbi si accalcano davanti alla saletta ricavata poco al di fuori dell’entrata in reparto. Uno spazio piccolo ma vitale, colorato, dove si assapora un po’ di normalità. Un armadio viene aperto una volta a settimana pieno di giochi, spesso donati da ex pazienti, i volontari aiutano a colorare, ritagliare, si leggono favole e c’è anche un piccolo teatrino di legno. E’ tutto questo, nella sua più assoluta semplicità, a fare la differenza.
Ecco perché l’idea di un viaggio nel mondo del volontariato in ospedale parte proprio da qui, dove questo genere di attività diventa fondamentale per il benessere psicologico dei ricoverati e delle famiglie coinvolte. Un viaggio a puntate per raccontare l’aspetto positivo di realtà spesso drammatiche. Nel reparto di Pediatria del Goretti operano diverse associazioni, tra cui i volontari del Progetto Andrea che fa capo all’AGe – Associazione italiana genitori, l’Associazione Valentina, Alessia e i suoi Angeli onlus, Associazione Giacomo Cianchetti Onlus.
– Prima parte –
IL PROGETTO ANDREA.
Un “bosco incantato” dipinto all’ingresso del Reparto, è una di quelle idee che davvero cambia l’approccio all’ambiente freddo dell’ospedale. E’ una delle tante iniziative promosse dal Progetto Andrea. Il progetto nasce nel 1995 a Latina, in Pediatria, proprio con l’obiettivo di ridurre il trauma del ricovero e i disagi per il bambino e i suoi genitori, rendendo possibili normali ritmi di vita, migliorando le relazioni interpersonali tra gli operatori sanitari, il bambino, la sua famiglia e la qualità dell’assistenza. Il Progetto Andrea si fonda su un patto di solidarietà tra i genitori dei bambini ricoverati, operatori sanitari, Enti locali, l’A.Ge, altre associazioni di volontariato e di tutela dei diritti che aderiscono a questa idea. Andrea ha realizzato nel Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Latina anche la barca dell’accoglienza, i colori nelle camere e negli spazi comuni, l’impianto di condizionamento, le poltrone per i genitori, la sala giochi, i camici e le lenzuola colorate, il cucinino soggiorno con bagno dedicato per i genitori. Dal momento dell’avvio a tutt’oggi le volontarie curano le attività ludico espressive e sostengono i genitori.
Hanno aderito al Progetto, nel corso degli anni, cliniche pediatriche universitarie, ospedali specializzati pediatrici, istituti di ricerca e cura a carattere scientifico, ospedali generali grandi e piccoli, strutture territoriali e si è costituito il Network degli ospedali di Andrea. Gli obiettivi sono: l’umanizzazione, la qualità in ogni attività sanitaria di area pediatrica (pediatria,neonatologia, neuropsichiatria infantile e le altre specialità) e la tutela dei diritti di tutti gli attori del processo assiste i bambini e i loro genitori, gli educatori, i medici, gli infermieri e le altre figure sanitarie.
ASCOLTA la presidente dell’AGe Latina, dottoressa Marina Bellia:
ASCOLTA il primario del Reparto Pediatria del Goretti, dott. Scaini:
L’appello di una volontaria AGe – Progetto Andrea:
Nella prossima puntata incontreremo i volontari di Alessia e i suoi Angeli.
AMBIENTE
Nasce “Casa Ninfa”, la foresteria di Pantanello affidata alla Lipu per ricerca e educazione ambientale
NEL PARCO DI PANTANELLO alle porte del Giardino di Ninfa, nasce “CASA NINFA”. Lo ha annunciato la Fondazione Roffredo Caetani che ha ristrutturato l’immobile, già utilizzato per i progetti del Monumento Naturale e lo ha messo a disposizione della Lipu con l’obiettivo di implementare le attività di ricerca scientifica, volontariato e educazione ambientale. La consegna ufficiale della foresteria è stata effettuata dal presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio, al presidente nazionale della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori che a Gr Latina ha spiegato le potenzialità nel nuovo progetto
“Con ‘Casa Ninfa’ – dichiara il presidente della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori – la nostra Associazione consolida le attività gestionali dell’Oasi Lipu Parco Pantanello e soprattutto la collaborazione con la Fondazione Roffredo Caetani. Un ulteriore segno di fiducia e di apprezzamento del nostro operato e di questo ringrazio la Fondazione per il riconoscimento. Alle iniziative proprie dell’Oasi quali il monitoraggio della fauna, l’educazione e sensibilizzazione ambientale, la promozione e valorizzazione dell’area si aggiungono adesso quelle rivolte nello specifico ad un corretto e rispettoso utilizzo di parte dell’Oasi attraverso ‘Casa Ninfa’. Nei prossimi mesi, inizieremo con l’organizzazione di giornate tematiche e poi in giugno e luglio, alla fine della scuola, con i ‘Campi estivi’ per bambini e ragazzi del territorio”.

“La riqualificazione dell’immobile e la nascita di ‘Casa Ninfa’ rappresentano un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del Parco Pantanello e delle attività che qui si svolgono – afferma il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio –. Questo casale è sempre stato un punto di riferimento per il lavoro scientifico e per la presenza dei volontari all’interno dell’area. Oggi, grazie a questo intervento, potrà svolgere ancora meglio la sua funzione di supporto alla ricerca e alle attività educative. Desidero ringraziare la Lipu e tutti i volontari che con grande passione contribuiscono ogni giorno alla tutela e allo studio della biodiversità del Parco Pantanello. Un impegno che, voglio ricordarlo, lo scorso anno ha fatto registrare quasi 5mila visitatori, venuti a conoscere e apprezzare questo straordinario patrimonio naturale”.
Erano presenti alla consegna anche il responsabile nazionale delle Oasi e Riserve della Lipu Ugo Faralli, del responsabile dell’Oasi Lipu Parco Pantanello Gastone Gaiba e di numerosi volontari dell’Associazione.
L’IMMOBILE – “Casa Ninfa” è un antico casale della bonifica di Gelasio Caetani, successivamente riadattato per le attività dell’azienda agricola e poi utilizzato, dalla nascita del Parco Pantanello oltre venti anni fa, come struttura di supporto alle attività di studio e monitoraggio naturalistico.
CHE COSA DIVENTERA’ – Con l’intervento di riqualificazione realizzato dalla Fondazione Roffredo Caetani, l’edificio amplia oggi in modo significativo le proprie funzioni. La struttura dispone di quattordici posti letto, spazi comuni e di un’ampia sala destinata a momenti di confronto, lavoro e formazione. Il casale potrà ospitare ricercatori, volontari e studiosi impegnati nei progetti scientifici e nelle attività di monitoraggio della biodiversità che si svolgono all’interno dell’area del Monumento Naturale Giardino di Ninfa.
Accanto alla funzione di foresteria per le attività di ricerca, “Casa Ninfa” diventerà anche un punto di riferimento per iniziative dedicate alla comunità e al mondo della scuola. Grazie al lavoro dei collaboratori e volontari della Lipu, la struttura potrà infatti accogliere campi estivi, attività didattiche e programmi educativi.
AUDIO
Chi sono i vincitori di Viviamo d’Arte Festival: Mino Randelli e Francesco Fiorentini, uno disegnatore, l’altro pasticcere. L’intervista
LATINA – E’ stata una performance originale e intensa quella che ha trionfato al Viviamo d’Arte Festival 2026: il canto e la pole dance. A conquistare il pubblico e la giuria sono stati Mino Randelli e Francesco Fiorentini, protagonisti di un’esibizione che ha saputo sorprendere ed emozionare.
Ospite ai microfoni di Radio Immagine, Mino Randelli ha raccontato l’esperienza vissuta durante il festival, sottolineando quanto il percorso sia stato entusiasmante sin dalle prime audizioni.
«È stato un bellissimo percorso che ci ha dato grandi soddisfazioni – ha spiegato –. Essendo della zona, è stato ancora più emozionante fare le audizioni al centro commerciale Latina Fiori, un luogo che conosciamo bene. Portare lì qualcosa di così artistico per noi è stato motivo di grande orgoglio». La serata finale ha rappresentato il culmine di un cammino intenso: «La finale è stata una gioia immensa. L’atmosfera in sala era incredibile ed è stato il modo migliore per coronare tutto il percorso».
Nonostante la vittoria, per entrambi l’arte resta una grande passione da coltivare parallelamente al lavoro quotidiano. Mino, infatti, nella vita è disegnatore, mentre Francesco è pasticcere. Due professioni lontane dal palcoscenico, ma unite da una forte passione artistica che li ha portati a collaborare.
«Sul palco è stata la prima volta insieme – racconta Randelli – ma era un’idea che avevamo da tempo. Il festival è stata l’occasione giusta per realizzarla. Fortunatamente è piaciuta molto anche al pubblico».
Il duo nasce dall’unione di competenze diverse: Mino studia canto da anni, mentre Francesco pratica pole dance da molto tempo e ha iniziato recentemente anche a insegnarla. Una disciplina spesso associata principalmente al mondo femminile, ma che in realtà richiede grande preparazione atletica e può essere praticata da chiunque.
La partecipazione al festival è nata soprattutto dal desiderio di vivere un’esperienza artistica importante, anche se la determinazione non è mai mancata: «Abbiamo partecipato per il gusto di fare un’esperienza, ma quando facciamo qualcosa cerchiamo sempre di metterci impegno e passione. Arrivare in finale era un obiettivo che avevamo comunque in mente».
Entrambi trentatreenni, Randelli e Fiorentini dimostrano una maturità artistica già evidente. Il futuro? Continuare a formarsi e crescere. Francesco proseguirà nel suo percorso di insegnamento della pole dance, mentre Mino continuerà a studiare canto e performance.
E chissà che questa vittoria al Viviamo d’Arte Festival non sia solo l’inizio di nuove collaborazioni artistiche: «Sicuramente continueremo a formarci e magari in futuro riusciremo a fare ancora qualcosa insieme».
Una vittoria che racconta come passione, impegno e creatività possano trasformare un’idea in uno spettacolo capace di conquistare pubblico e giuria.
ATTUALITA'
Una poltrona operatoria tecnologica per la sala operatoria di oculistica del Goretti, In Ricordo di Daniele
LATINA – E’ stata donata all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina una poltrona operatoria di ultima generazione, assegnata alla sala operatoria di oculistica. Grazie alla tecnologia, questo strumento, il primo del genere nel presidio del capoluogo, si trasforma in un letto operatorio con benefici sia per il paziente che per gli operatori sanitari. La consegna, martedì mattina, nelle mani del primario Massimiliano Sepe e della sua equipe.
“E’ stata un’enorme gioia – racconta soddisfatta Antonietta Parisi, la mamma di Daniele che presiede l’associazione In ricordo di Daniele Odv -. Una Poltrona all’avanguardia in quanto il paziente per essere operato non dovrà più salire direttamente sul lettino con l’aiuto del personale della sala operatoria, ma semplicemente sedere sulla poltrona che attraverso pedali meccanici si trasformerà in un lettino. Il peso che questo lettino potrà sostenere è fino a 250 kg. Che dire, sono soddisfatta per tutto quello che abbiamo fatto in questi 27 anni dalla scomparsa di mio figlio. Sono stati donati tanti macchinari utili e colorati. In un ospedale ci deve stare colore e calore per renderlo meno triste. Ringrazio l’equipe medica e infermieristica, Maria Helena e Mario Montagner per la loro presenza, Roberta Colazingari, socia fondatrice della mia associazione e Serena Parlapiano per essermi sempre accanto in ogni mia donazione. Ma soprattutto ringrazio sempre le persone che ci sostengono”.
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Marina Bellia Presidente AGe lazioe -Latina
9 Aprile 2015 at 2:29
Ringrazio personalmente la redazione di Luna Notizie / Radio Luna e l’autrice dell’articolo.
La visibiltà delle azioni nell’ambito del terzo settore, la conoscenza delle azioni positive sul territorio, l’informazione dell’esistenza di diverse forme di volontariato possono solo rendere gli animi disponibili e meno indifferenti.
Grazie
Marina Bellia
Presidente AGe Lazio – Latina