ATTUALITA'
Migranti a Latina, chi sono e quante associazioni pontine se ne occupano
LATINA – E’ diventato di colpo un argomento scomodo, parlare di immigrazione, di accoglienza e di integrazione. Eppure, a ben guardare, sono tanti i cittadini anche della provincia di Latina che oggi hanno un lavoro (gratificante) grazie alla presenza di cittadini provenienti da Paesi esteri. Se ne parlerà lunedì a Latina, illustrando i risultati dell’azione 4 del Progetto Ipocad (cofinanzato dall’Unione Europea) che si è occupata in particolare della mappatura delle associazioni di migranti presenti nella provincia di Latina e della creazione di due nuove realtà, l’Associazione K nata dalla volontà di un gruppo informale di giovani migranti uniti dalla passione del cucito e della possibilità di imparare ed insegnare un mestiere da trasmettere ad altri giovani migranti per poi poterlo insegnare nella propria terra di origine e l’Associazione Gmia, composta da una decina di mediatrici e mediatori culturali provenienti da diversi paesi dell’Africa Subsahariana.
Nella Sala De Pasquale del Comune, a partire dalle 11 (del 17 dicembre) si terrà il convegno dal titolo “Associazioni di migranti, nuove energie per il territorio. Dall’accoglienza all’integrazione” promosso dalla Cooperativa Sociale Innovaction Europe Onlus come capofila per la provincia di Latina dell’Azione 4 e le cooperative Karibu e Quadrifoglio e le associazioni Anolf Latina e Anolf Lazio come partner.
<<La rete che si è instaurata sul territorio nel corso dello sviluppo della progettualità, sia tra gli organismi partner, che fra i beneficiari dell’iniziativa – spiega il presidente di Innovaction Europe Enrico Barbini – dimostra ancora una volta che un’azione coordinata determina sempre risultati concreti e facilmente misurabili al fine di garantire una integrazione funzionale al supporto ed allo sviluppo dell’economia locale e, più in generale, ad una crescita della intera collettività>>.
<<Aver aderito al progetto Ipocad e aver visto due associazioni formarsi con tanto entusiasmo e vederle muoversi sul territorio ci ha riempito d’orgoglio – ha sottolineato Marie Thérèse Mukamitsindo, presidentessa della cooperativa sociale Karibu – e siamo stati fieri di sostenerle e di aiutarle a prendere il via>>.
Durante il convegno tutti i protagonisti esporranno i risultati di un anno e mezzo di lavoro e verranno avanzate proposte per facilitare il cammino dei migranti verso l’integrazione e l’inclusione.
LA MAPPATURA – La mappatura dei migranti nella provincia di Latina ha evidenziato come questa sia legata al lavoro nel settore agricolo, essendo la seconda provincia del Lazio per la presenza degli immigrati impiegati in questo settore produttivo. Le nazionalità più rilevanti nella provincia sono quella indiana, bangladese, tunisina, marocchina, ucraina, rumena, moldava e nigeriana.
Nel territorio della provincia di Latina è emersa la presenza di 20 associazioni attive: il 35% delle associazioni di migranti si trovano nel comune di Latina, il 33% ad Aprilia, il 25% nel sud della provincia e il 7% nell’area dei Monti Lepini. Il totale di stranieri presenti nella provincia di Latina con regolare permesso di soggiorno, al 31/12/2016 secondo i dati dell’Osservatorio Romano sulla Migrazione, sono 15.600. Secondo l’Istat gli stranieri residenti nella provincia di Latina al 1° gennaio 2017 sono 50.067 e rappresentano l’8,7% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 39,3% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’India (21,4%) e dall’Albania (4,6%). Si tratta di una popolazione giovane e di mezza età.
ATTUALITA'
Cabina in Piazza Buozzi, Italia Nostra: “Chiediamo rispetto per la città di fondazione”. Interrogazione di Ranaldi alla giunta
LATINA – La sezione locale di Italia Nostra interviene a una settimana dall’apparizione del manufatto (una cabina elettrica) spuntato nel parcheggio della storica Piazza Buozzi, la piazza del Tribunale di Latina e si appella agli enti preposti: “Chiediamo rispetto e considerazione per Latina, città di fondazione del ‘900”, si legge in una nota.
“Le piazze principali ed il centro storico di Latina sono soggette a vincoli di carattere storico, artistico e paesaggistico e chiunque agisce in detti spazi è tenuto a presentare il progetto alla Soprintendenza e, solo dopo avere ottenuto da questa il nulla osta, può procedere con le altre norme edilizie/sismiche/ecc. Anche tutti gli scavi effettuati nei luoghi tutelati devono essere previamente autorizzati dalla Soprintendenza, come anche le opere precarie ed altre opere di concessionari di suolo pubblico. Nel nostro caso il Comune afferma di essere allo scuro di ogni autorizzazione richiesta e concessa per la cabina elettrica nata come un fungo spontaneo nella piazza storica. Sappiamo anche che esporre il cartello di cantiere costituisce un obbligo finalizzato all’ immediata identificazione del cantiere stesso da parte degli organi di controllo preposti e del pubblico cha il diritto di sapere chi è il committente, quali lavori si stanno eseguendo ed il titolo edilizio che li ha autorizzati. Ove nei cantieri non sia apposto il prescritto cartello, come nel caso in esame, i soggetti preposti alla vigilanza edilizia ne danno immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti”, si legge in una nota dell’Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione.
Italia Nostra lamenta anche l’assenza di provvedimenti: “Il cantiere è sempre lì, il volume è completato con tanto di titolo della ditta fornitrice del materiale edile e, per quanto risulta, nessun comunicato è stato emesso da detti Soggetti Pubblici demandati alla tutela e salvaguardia del territorio”. E giù un elenco di opere che hanno alterato edifici e spazi pubblici: dall’ex Garage Ruspi alla famosa recinzione di Parco Falcone e Borsellino.
Sul caso, il consigliere civico di Per Latina 2032 Nazareno Ranaldi ha inviato un’interrogazione per chiedere alla Giunta se intende intervenire con un tavolo tecnico per una nuova collocazione della cabina Enel nell’area parcheggio antistante il Tribunale, una piazza storica di fondazione. “Non contestiamo l’utilità dell’opera con i fondi PNRR, ma è doveroso – dice – trovare un luogo più idoneo: com’è stato possibile non notarlo in sede di Conferenza dei Servizi? La zona in questione — che ospita il Tribunale di Latina ed è circondata dalle storiche case ex INA — costituisce un nucleo fondamentale dell’edilizia di fondazione del centro storico di Latina, inserito all’interno della pianificazione del PRG originario (1932-1935) per l’ampliamento della città – spiega Ranaldi – A marzo 2025 la società Enel ha inviato un’istanza al Comune di Latina richiedendo l’autorizzazione per la costruzione e l’ubicazione di 16 cabine elettriche sul territorio comunale e l’Amministrazione, a dicembre 2025, ha approvato formalmente la localizzazione di una di queste infrastrutture, denominata cabina “Angella”, posizionandola all’interno dell’area parcheggio di Piazza Bruno Buozzi.”
“A seguito di tale pressione popolare e della evidente svista amministrativa”, ricorda Ranaldi, “lo scorso giovedì 21 maggio 2026, la Dirigente dell’Ufficio Patrimonio ha inviato una nota formale a Enel richiedendo la modifica dell’ubicazione della cabina”. Ranaldi riporta infine le parole dell’architetto Ugo De Angelis, dove dice che “è impossibile non accorgersi che tale manufatto danneggia la percezione dello spazio urbano e altera negativamente l’equilibrio e la leggibilità del tessuto storico e la coerenza del paesaggio. Con la sua collocazione, volume e sagoma rappresenta un degrado percettivo notevole rispetto all’edilizia storica circostante, in contrasto con i principi e le tutele del Codice dei beni culturali e del Paesaggio che definisce le regole per preservare il decoro e l’identità del contesto storico”.
Nessun intervento si registra ad oggi da parte della Fondazione per il Centenario di Latina che – come recita il suo statuto – è “l’ente ufficiale istituito per programmare, promuovere e gestire le iniziative culturali, storiche e di riqualificazione urbana in vista del centenario della città di Latina, che si celebrerà nel 2032”.
ATTUALITA'
Casa del Combattente, il Comune di Latina cerca una soluzione con le associazioni d’arma
Si è svolto questa mattina un incontro tra l’amministrazione comunale di Latina e le associazioni combattentistiche e d’arma del territorio per affrontare il futuro della Casa del Combattente di Piazza San Marco, storico edificio di fondazione che ospita diverse realtà associative cittadine.
Al tavolo erano presenti il sindaco Matilde Celentano, l’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio, il presidente della Fondazione Latina 2032 Vincenzo Zaccheo, il presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Latina Massimo Porcelli e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Al centro del confronto la situazione della Casa del Combattente, dopo la recente decisione della sezione provinciale e locale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri di lasciare i locali della struttura a causa dei costi legati agli interventi di manutenzione dell’immobile.
Il sindaco Celentano ha ribadito la volontà dell’amministrazione di individuare una soluzione concreta e strutturata per tutelare le associazioni presenti nell’edificio, considerate un presidio importante della memoria storica e dell’identità cittadina, soprattutto in vista del Centenario di Latina.
Tra le ipotesi allo studio c’è quella del cosiddetto “federalismo culturale”, uno strumento che consentirebbe al Comune di richiedere allo Stato il trasferimento gratuito dell’immobile per avviarne la riqualificazione e inserirlo nel patrimonio comunale. L’assessore Muzio ha spiegato che è già in corso un confronto con l’Agenzia del Demanio e che l’ipotesi sarà approfondita attraverso una conferenza dei servizi.
Nel progetto potrebbe essere coinvolta anche la Fondazione Latina 2032, che ha manifestato disponibilità a collaborare al percorso di valorizzazione della struttura e del giardino della Casa del Combattente.
L’amministrazione comunale ha assicurato che le associazioni saranno costantemente aggiornate sugli sviluppi del percorso avviato.
ATTUALITA'
Nuovi ministri istituiti nella diocesi di Latina, il rito durante la Veglia di Pentecoste
Si è svolta sabato sera nella cattedrale di San Marco a Latina la Veglia di Pentecoste della diocesi pontina, presieduta dal vescovo Mariano Crociata. Durante la celebrazione, gremita di fedeli, sono stati benedetti i nuovi ministri istituiti che svolgeranno il loro servizio come lettori, accoliti e catechisti nelle parrocchie del territorio.
Si tratta di venti uomini e donne provenienti da diverse realtà della diocesi che hanno concluso un percorso formativo biennale, con colloqui finali e valutazioni curate dalla Commissione diocesana per il Diaconato Permanente e i Ministeri istituiti.
Nel corso dell’incontro con i nuovi ministri, il vescovo Crociata ha richiamato l’importanza di vivere il servizio ecclesiale “con umiltà e discrezione”, ricordando che il ministero deve essere vissuto come uno strumento al servizio della comunità e della fede.
Come spiegato dall’Ufficio Liturgico diretto da don Giovanni Castagnoli, il lettore avrà il compito di proclamare la Parola di Dio e accompagnare i fedeli nella preghiera e nella catechesi; l’accolito sarà invece impegnato nel servizio all’altare e, all’occorrenza, nella distribuzione dell’Eucaristia. Tra le novità introdotte c’è anche la figura del catechista istituito, chiamato a svolgere un ruolo nella formazione cristiana di bambini e adulti attraverso la Sacra Scrittura e la tradizione della Chiesa.
La celebrazione della Veglia di Pentecoste ha rappresentato così anche un momento significativo per la diocesi di Latina, con l’avvio ufficiale del servizio dei nuovi ministri nelle comunità parrocchiali del territorio.
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