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Sud pontino, la Cri accende le luci su chi vive in strada: “Hanno bisogno di un posto caldo per l’inverno”

Nei prossimi giorni l'“Unità di Strada” inizierà l’attività di censimento

Il comitato locale Cri Sud Pontino pone all’attenzione delle istituzioni, dei cittadini del territorio di propria competenza e di quelli dei comuni limitrofi la situazione drammatica in cui si ritrovano da alcuni giorni diversi soggetti in stato di fragilità fisica ed economica. Il repentino abbassamento delle temperature ripropone, come ogni inverno, la drammatica situazione di chi pernotta all’addiaccio. Recenti indagini statistiche avvalorano la tesi dell’incremento di sacche di povertà diffusa, anche nella nostra provincia. In altri comprensori questa esigenza si è tradotta nell’approntamento di dormitori per senza fissa dimora.

“Speriamo che quest’anno – dichiara il presidente Emilio Donaggio – non vi siano motivi burocratici a frapporsi tra gli indigenti e la possibilità di usufruire di un pasto caldo e di un giaciglio. Nel comitato è presente il nucleo Sasfid, preparato ad affrontare un servizio così impegnativo e delicato. Negli anni scorsi i volontari che ne fanno parte hanno dimostrato di saper operare professionalmente nei diversi frangenti che la gestione del campo ha presentato. Nei prossimi giorni la nostra “Unità di Strada” inizierà l’attività di censimento servendosi del camper della solidarietà, attrezzato anche per fornire pasti caldi.” Le ultime rilevazioni dell’Istat definiscono “persone residenti in Italia a rischio povertà o di esclusione sociale” il 28,9% della popolazione nel 2017, contro il 30% del 2016. Analizzando il dato si scopre che il 20,3% è costituito da singoli individui (quasi come nel 2016), mentre migliora leggermente la situazione di chi vive in famiglie “gravemente deprivate” ed “a bassa intensità lavorativa. L’analisi per macroregioni evidenzia al Sud una percentuale preoccupante del 44,4% (46,9% nel 2016), seguito dal Centro dove però la percentuale del 25,3 non sconta nessun miglioramento. “Questi dati – conclude Donaggio – devono farci riflettere sull’ampia diffusione diffusione di questo fenomeno. Fortunatamente la cultura dell’altruismo in questo territorio non è mai mancata, come dimostra la gara di solidarietà a cui si sottopongono ogni anno tante persone residenti. Mi rivolgo perciò fiducioso ai sindaci perché, in considerazione anche del protrarsi della temporanea chiusura del servizio Caritas di Formia, si adoperino per autorizzare e rendere possibile il nostro servizio. Tra l’altro lo scorso anno abbiamo ricevuto l’apprezzamento per l’attività dell’Arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari, rapporto consolidatosi attraverso una serie di incontri in cui è stato coinvolto anche il responsabile diocesano della Caritas don Alfredo Micalusi”.

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