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Il Covid visto dall’occhio del fotoreporter di Latina Enrico De Divitiis

"Mi resteranno dentro gli stuoli di "invisibili" a Termini"

LATINA – Gli invisibili stesi a decine e decine su  cartoni e coperte gettati a terra. Giacigli di fortuna all’esterno della stazione Termini, in piazza dei Cinquecento, nel periodo del lockdown, quando anche le strutture di emergenza per senzatetto nella Capitale sono rimaste chiuse e chi era ai margini è finito nel burrone. Sono l’ultimo reportage di Enrico De Divitiis, fotografo e fotoreporter per 25 anni con il quotidiano Latina Oggi oggi free lance e documentarista: “Di loro, durante questo periodo di chiusura, pochi si sono accorti, ma sono tantissimi e l’effetto è stato terribile. Sono immagini che mi resteranno dentro”, racconta mentre gli chiediamo di farci vedere con gli occhi del professionista questo periodo di coronavirus. Il lavoro, destinato ad una testata giornalistica estera, è l’ultimo realizzato mentre si comincia a muovere qualcosa per il settore cinematografico con il quale De Divitiis è impegnato da tempo.

Il suo racconto su Radio Immagine

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