il caso

Karibù e Aid, la prefettura convoca Uiltucs dopo l’appello per i lavoratori

E dopo l'ispezione ministeriale, Lbc: "Solita macchina del fango, il Comune non c'entra. Bastava informarsi"

LATINA – La prefettura  di Latina ha convocato per questa mattina alle 10 il sindacato Uiltucs che aveva annunciato una protesta in Piazza della Libertà sotto l’ufficio territoriale del Governo per la vicenda che riguarda i lavoratori di Karibù e Consorzio Aid dopo che 13 centri Cas sono stati affidati ad altra gestione e il contratto con la Prefettura rescisso. Allo studio la possibilità reclamata dalla Uiltucs di tutelare chi era impiegato nelle due coop finite sotto inchiesta e ora messe in liquidazione. Alla prefettura spetterà un ruolo di mediazione.

Intanto, dopo che sono stati resi noti i risultati delle ispezioni ministeriali, emerge che nel bilancio del 2020 del consorzio Aid, sono trascritti fondi trasferiti dalla Prefettura di Latina per 1 milione e 165mila euro, mentre nello stesso anno il Comune di Latina ha destinato allo stesso Consorzio 10mila euro attraverso il bando multi misura.

“La gestione della cooperativa Karibù nel territorio del Comune di Latina rientra nell’ambito dei CAS (centri di assistenza straordinaria) che sono una modalità di accoglienza, secondo il nostro modo di vedere, e come abbiamo sempre sottolineato, non congeniale poiché modello che lavora nell’ambito della straordinarietà. A dispetto di quello Sprar che abbiamo adoperato durante tutta la nostra consiliatura. Il quale, invece, contempla un’accoglienza organizzata. Non a caso negli anni, lo ricorderanno tutti, ci sono state diverse proteste da parte degli ospiti dei CAS gestiti da Karibù”, è il commento contenuto in una nota di Latina Bene Comune. In aggiunta: “Dinanzi alle proteste ci adoperammo presso la prefettura che è stato, ed è, l’unico ente di riferimento per la Karibù. Anzi, poiché la cooperativa è entrata nel sistema Sprar del comune di Latina per la sola consulenza legale dei rifugiati negli anni 2014-2015, quando siamo arrivati in Comune nel 2016 abbiamo trovato una situazione già in essere ed abbiamo dovuto affrontare una spesa di 18 mila euro per questa assistenza. Siamo poi rimasti un attore meramente collaterale e, soprattutto, non abbiamo più speso neanche un euro”.

Il chiarimento è rivolto a chi  – rimarca Lbc  – “coglie la palla al balzo e cerca di buttare fango sul lavoro che abbiamo svolto negli anni in cui abbiamo amministrato il Comune. Quanto è avvenuto non rientrava nella nostra competenza. Sarebbe bastato prendere informazioni prima di parlare, proprio come abbiamo fatto noi per amor di precisione, anziché innescare la solita macchina del fango fatta di fake news”.

 

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