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Più cassonetti in strada, Lbc: “Ci auguriamo che non si torni indietro”. Guardie ambientali ferme

Le critiche del movimento politico sulle prime mosse per la gestione dei rifiuti

LATINA –  “In molte zone di ingresso al centro cittadino e anche all’interno del perimetro abbiamo notato negli ultimi tempi un aumento sconsiderato di secchioni della nettezza urbana, con un continuo spostamento dovuto probabilmente alle lamentele dei residenti costretti, loro malgrado, a sopportare il fenomeno della trasmigrazione dei rifiuti da parte di chi non vuole adeguarsi al nuovo metodo della raccolta porta a porta probabilmente per continuare a non pagare la Tari”. La  situazione viene segnalata da Lbc e dal consigliere comunale del movimento Dario Bellini.

“L’impulso arriva evidentemente dalla politica – sottolinea l’ex assessore all’Ambiente del Comune lamentando che  le 36 guardie ambientali che a febbraio scorso avevano giurato in aula consiliare davanti al commissario non sono ancora mai scese in strada ad espletare la loro funzione di controllo. “Tutto questo produce un effetto negativo in una lunga e delicata fase di passaggio voluta da una classe politica che ha preferito far commissariare per la terza volta in 10 anni la città piuttosto che amministrare prendendo decisioni su una naturale revisione del piano industriale di Abc. Tutto è rimasto congelato per nove mesi e oggi, non solo i costi derivanti dalla gestione del rifiuto indifferenziato non accennano a scendere ma assistiamo in città al posizionamento di un numero maggiore di secchioni senza che vi siano accurati controlli sul conferimento”.

“Ci auguriamo  – conclude la nota del Movimento politico guidato all’ex sindaco Damiano Coletta – che non si torni indietro, ai tempi in cui non era mai stato elevato un solo verbale per l’errato conferimento dei rifiuti . Ora ci aspettiamo che, decise le poltrone e i destini delle carriere politiche, si metta mano quanto prima al piano industriale, si facciano lavorare le guardie ambientali delle due associazioni coinvolte e si decida quanto prima come chiudere la raccolta differenziata nel centro storico per scongiurare il fallimento di tutto il progetto. Per quanto concerne la decisione presa dal commissario di inserire tutto il carico del fondo crediti di dubbia esigibilità sul Pef, questa scelta produrrà sicuramente un aumento della tariffa Tari che possiamo considerare assolutamente iniquo. Si carica infatti tutto il costo di chi non paga il servizio, degli evasori per intenderci, su chi il servizio lo paga. Negli anni della passata amministrazione non abbiamo mai caricato il totale di questo monte sulla tariffa Tari e abbiamo attivato tutta una serie di provvedimenti per aggredire l’evasione ad esempio rafforzando con personale l’ufficio dedicato alla Tari. Questa importante attività, insieme alla scelta del porta a porta, ha permesso di recuperare in un solo anno ingenti somme entrate nelle casse del Comune (nel 2021 16 milioni di euro, nel 2022 oltre 30 milioni). Un risultato raggiunto grazie anche a un censimento reso possibile dalla distribuzione dei mastelli porta a porta che ha portato a scoprire 3mila utenze totalmente nuove. Prima dunque si chiuderà la raccolta nel centro storico prima salteranno fuori altre utenze. A conti fatti – conclude – un aumento ce lo aspettavamo ma, se la politica non avesse abdicato al suo ruolo, oggi anche altre zone della città avrebbero un sistema di raccolta diverso, con un rifiuti indifferenziato ridotto ai minimi termini. E oggi, nella giornata mondiale dedicata all’ambiente, staremmo commentando altre notizie sicuramente più positive per il pianeta, per il decoro e per le nostre tasche”.

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