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Latina, comuni costieri al Tavolo della Provincia: “Lavorare insieme”

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LATINA – I Comuni del litorale pontino provano a fare sistema e ad affrontare insieme le criticità legate alle condizioni di salute delle acque e alle concessioni balneari sulle quali incombe la Direttiva Bolkestein e su questi temi si sono impegnati a lavorare a lavorare insieme con azioni e atti condivisi. Il tema dell’erosione invece è stato aggiornato alla prossima seduta.

E’ quanto emerge al termine della prima riunione della Cabina di regia che si è tenuta presso l’aula Cambellotti della Provincia su iniziativa del presidente Gerardo Stefanelli. Al tavolo i sindaci di Sabaudia Alberto Mosca, di Terracina Francesco Giannetti, di Gaeta Cristian Leccese, di Formia Gianluca Taddeo, gli assessori del Comune di Latina Gianluca Di Cocco e Annalisa Muzio, del Comune di Fondi Claudio Spagnardi oltre ai rappresentanti degli enti competenti in materia di gestione delle acque interne e costiere: Acqualatina, Consorzio di Bonifica, Arpa Lazio e Ato4.

L’organismo, istituito a giugno dello scorso anno – ricorda in una nota la Provincia –  ha tra i suoi compiti il coordinamento di azioni comuni in materia di erosione, riqualificazione delle acque marine, sviluppo dei progetti turistici e tutela dell’ambiente marino dagli effetti dei cambiamenti climatici. “Pur non avendo competenze dirette – ha spiegato in apertura dei lavori Stefanelli – intendiamo svolgere il ruolo di ente di area vasta e fare in modo che le questioni relativa alla nostra cosa vengano affrontate insieme”

In vista della prossima stagione estiva è stato affrontato il problema della qualità delle acque di balneazione alla luce dei problemi emersi quest’anno: secondo il campionamento di Arpa la qualità
delle acque di balneazione è sostanzialmente migliorata come dimostrano i dati relativi ai prelievi effettuati che hanno fatto ottenere a otto comuni del litorale pontino la Bandiera blu. Restano i fenomeni di proliferazione algale legati alla eutrofizzazione causata dalle maggiori temperature delle acque come conseguenza dei mutamenti climatici in atto ormai da tempo.

Acqualatina ha assicurato che “il livello di funzionamento del sistema di depurazione è ottimo” e che, “grazie ai fondi Pnrr ottenuti da Ato4, entro il 2024 sarà ultimato il processo di
mappatura del sistema fognario, circostanza che consentirà ai territori l’individuazione esatta anche nelle zone che non sono dotate di collettamento per l’attuazione di un piano di investimenti”. Dal canto suo l’autorità d’ambito Ato4 ha sottolineato la necessità che i singoli Comuni “condividano le proprie banche dati delle utenze per costruire un sistema di informazioni completo e condiviso”.
Il Consorzio di Bonifica ha chiesto alla Provincia di “riattivare le centraline per le analisi sulle acque interne nell’ambito del progetto di monitoraggio dei carichi eutrofici al fine di individuare i punti critici nel sistema idrico e programmare di conseguenza interventi mirati per eliminare le cause dell’inquinamento”.

Su suggerimento del presidente Stefanelli è stato deciso di suddividere la costa in tre tratti (nord, centro e sud) per consentire l’elaborazione di interventi più puntuali e specifici per ciascuna area del litorale.

CONCESSIONI E BOLKENSTEIN – Per quanto riguarda il futuro delle concessioni balneari in scadenza e l’applicazione delle norme della Direttiva Bolkestein alcuni dei sindaci presenti hanno annunciato di avere già avviato l’iter per la proroga delle concessioni in essere agli operatori del settore per tutto il 2024 in assenza, allo stato attuale, di indicazioni specifiche da parte della Regione e del Governo sulla materia. Questo passaggio consentirà agli stabilimenti e alle strutture operanti sul litorale di poter operare la prossima estate. Nel frattempo il presidente Stefanelli invierà una nota alla Regione Lazio a nome di tutte le amministrazioni comunali della provincia per ottenere informazioni al riguardo. “Invierò un documento comune a nome dei sindaci per chiedere indicazioni sulle linee da adottare in materia di concessioni demaniali – sottolinea Stefanelli – anche alla luce delle difficoltà dei competenti uffici comunali stretti tra sentenze del Tar, direttive dell’Unione Europea e legislazione nazionale ma nel frattempo è opportuno individuare delle soluzioni a tutela dell’intero comparto dell’economia turistica per la prossima stagione estiva. Il lavoro della Cabina di regia, nata proprio per creare nuove forme di collaborazione e condivisione delle problematiche della nostra costa, andrà avanti nelle prossime settimane con l’istituzione di tavoli operativi tematici per affrontare le singole criticità e mettere in campo una strategia comune a tutela della qualità ambientale e dello sviluppo del litorale che rappresenta una delle principali voci dell’economia pontina”.

(la foto è tratta dal profilo Fb del consigliere provinciale Franco Carnevale)

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AMBIENTE

Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”

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LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta  – commenta  –  dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.

Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo,  riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.

In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.

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Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza

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LATINA – Sono 137  le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del  Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.

Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici.  Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.

“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”

Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.

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Open Gate Sogin, porte aperte alla centrale nucleare di Latina

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Record di partecipazioni alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin apre al pubblico, il 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).

Open Gate Community, l’iniziativa che si è svolta venerdì 15 maggio, ha accolto gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagnano le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e raccontando il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.

L’evento si svolge sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.

Presente all’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma:

 

L’Ingegnere responsabile della disattivazione della centrale di Sogin, Enrico Bastianini, ha accompagnato la stampa in un esclusivo tour all’interno della Sala Controllo:

 

Sogin e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite. Il Memorandum nasce dalla volontà della Società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.

Questa collaborazione segue l’accordo che Sogin ha firmato il 27 gennaio scorso con GraphiCore, azienda italiana specializzata nelle attività di manipolazione della grafite irraggiata, finalizzato allo sviluppo e alla sperimentazione di attrezzature dedicate all’estrazione della grafite irraggiata dai reattori, nonché alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca nel decommissioning dei reattori a grafite.

Sogin con questi due accordi rafforza il suo impegno nell’affrontare in modo condiviso le sfide tecniche collegate al decommissioning e si conferma punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale nella gestione della grafite irraggiata derivante dallo smantellamento dei reattori nucleari.

L’Ingegnere Bastianini sull’accordo:

 

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