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in corso della Repubblica

Latina, giovani artisti crescono: prima personale per Jacopo Barge

Il disegnatore 21enne: "Questi disegni realizzati in un periodo molto buio, ma una piccola lucina la intravedo"

LATINA – Il giovane artista di Latina Jacopo Barge inaugura la sua prima personale in Corso della Repubblica 163 . Sotto il titolo “DisØgnando” venerdì 14 marzo (vernissage alle 17) nello spazio post-espositivo tra Wiquel e HM, esporrà oltre 50 disegni su carta: caricature ironiche e ritratti crudi disegnati con la dolcezza della matita, il tratto istintivo della penna e l’assalto del marker; infine qualche dipinto con pennellate pastose e colori vivi su tele di piccolo e medio formato.

Un obiettivo che si realizza per il disegnatore 21enne, grazie al sostegno del Progetto Farò del Servizio Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Latina, con l’intermediazione della Ninfea Cooperativa Sociale. “Il disegno – spiega l’artista  – per me è stato un strumento fondamentale in questi ultimi quattro anni. Quando lavoro ogni pensiero viene annullato. Non posso decidere quando farlo, è una cosa che viene da sé. Ho iniziato anche un percorso di studi di moda a Roma. Esprimere e mostrare la mia arte è un’emozione totalmente nuova che quasi mi provoca paura, ma sto riuscendo a superarla. Questi disegni sono stati tutti realizzati in un periodo ben preciso della mia vita, credo molto molto buio, ma una piccola lucina la intravedo; forse è frutto della mia immaginazione ma mi dice di provare”.

“Uno zibaldone grafico quello del giovane Barge  – spiega Fabio D’Achille dell’Associazione culturale Mad, Museo di Arte Diffusa cui è stato affidato l’allestimento – Una mostra che Jacopo ha voluto costruire tutta da solo. Ha scelto il luogo dell’esposizione e naturalmente si è “tuffato nel vuoto” alla ricerca di sé stesso nell’elaborazione di un progetto che sa tanto di desiderio. Aspettiamo amici e curiosi che vogliono entrare nel mondo distopico e naturalistico di Jacopo Maria Barge”.

L’arte di Jacopo Maria Barge è stata così analizzata dalla storica dell’Arte, Francesca Piovan:

“Non siamo abituati alla verità.

Verità intesa come Socrate insegnava: invero non insegnabile.

Verità come sapere dell’anima: Jacopo Maria Barge, e la sua arte, non insegna, semmai  richiama.

È un richiamo, il suo, al lento pensamento, in quanto oggetto di formulazione della mente o dell’immaginazione.

Una mente giovane; giovane nella velocità di assorbimento e di esecuzione materiale;

altresì un’immaginazione permeata dal vissuto, magnetica, focalizzata sull’ Io.

Anche se quell’Io, spesso ci restituisce, magnanimo, un sé estraneo, pelle che si stacca dal corpo, come pellicola fragile.

Scoprendo e denudando un’anima di cristallo.

Jacopo Maria Barge è autore e fruitore, di un’arte in divenire, fortemente espressiva,

brutalmente vera nel restituire la severa tipizzazione caricaturale e dissacrante dell’autentica umanità.

La giovinezza degli Dei trova compimento.

Jacopo non appaga la vista, interroga i pensieri, li disarma.

Li denuda in un compendio visceralmente emotivo”.

 

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