ATTUALITA'
Breast Unit eccellenza da rafforzare, Ricci: “Importanti le parole della premier Meloni”
LATINA – “Le Breast Unit sono un’eccellenza che vogliamo rafforzare”. La dichiarazione della premier italiana Giorgia Meloni che ha annunciato l’istituzione di un registro unico per raccogliere tutti i dati provenienti dai Centri Nazionali di Senologia con l’obiettivo di garantire la centralizzazione e l’analisi dei dati sulla diagnosi, il trattamento e il follow-up del carcinoma mammario, è stata accolta con grande soddisfazione dal direttore della Breast Unit della Asl di Latina, Fabio Ricci.
“La notizia – sottolinea il senologo – riaccende i riflettori sull’importanza della Rete delle Breast Unit che rappresentano un modello di eccellenza del Servizio Sanitario Nazionale, riconosciuto a livello europeo per la gestione integrata del tumore al seno”.
Nel 2024 la Breast Unit di Latina – rende noto la Asl in una nota – ha assistito e operato 335 pazienti con carcinoma mammario, diventando un punto di riferimento non solo per la provincia di Latina, ma anche a livello nazionale. Il team multidisciplinare guidato dal Professor Ricci, composto da radiologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, fisiatri e psico-oncologi, rappresenta un modello virtuoso di integrazione e umanita’ nella cura delle donne colpite da questa patologia. Una buona pratica incentivata dalla direttrice generale della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli.
“Accolgo con grande favore le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’eccellenza delle Breast Unit italiane e l’importanza di rafforzarle ulteriormente. A tal proposito desidero evidenziare l’eccezionale lavoro svolto dalla Breast Unit dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, diretta dal Professor Fabio Ricci. Dal gennaio 2020 all’ottobre 2023, questa struttura ha assistito e operato ben 335 pazienti affette da carcinoma mammario, diventando un punto di riferimento non solo per la provincia di Latina, ma anche a livello nazionale. Il team multidisciplinare guidato dal Professor Ricci, composto da radiologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, fisiatri e psico-oncologi, rappresenta un modello virtuoso di integrazione e umanità nella cura delle donne colpite da questa patologia. Una buona pratica incentivata dal nuovo direttore generale, dott.ssa Sabrina Cenciarelli. La recente istituzione, da parte del Governo, di un Registro unico nazionale per raccogliere e analizzare i dati provenienti dalle Breast Unit testimonia la volontà di costruire una sanità più giusta, efficiente e centrata sul cittadino. È un segnale concreto di pragmatismo e lungimiranza, che valorizza le eccellenze esistenti e promuove una rete di assistenza sempre più capillare e qualificata”, dichiara in una nota il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, presidente della V Commissione Bilancio.
ATTUALITA'
La Sindaca di Latina ricorda la strage di Via D’Amelio: “Chi ha paura muore ogni giorno”
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” Il 19 luglio di 34 anni fa la terribile strage di Via D’Amelio scuoteva l’Italia, nel tentativo di distruggere la nostra speranza e la fiducia nella lotta contro la mafia. Ma il sacrificio di una figura immensa come quella di Paolo Borsellino ha lasciato nella storia e nelle coscienze del nostro Paese un insegnamento prezioso e incancellabile. E’ il messaggio della Sindaca di Latina Matilde Celentano diffuso sui suoi canali social. “Rivolgiamo il nostro più profondo e commosso ringraziamento a Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta — Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina — per il loro immenso spirito di sacrificio, la dedizione assoluta e il più alto senso dello Stato.”
ATTUALITA'
Scontro aperto sullo stadio: il Comune chiede al Latina Calcio di lasciare il Francioni, Terracciano diffida l’ente
LATINA – Il Comune chiede al Latina Calcio di prendere tutte le sue cose e lasciare il Francioni e la società sportiva risponde diffidando l’ente. E’ l’ultimo capitolo di uno scontro sull’affidamento in gestione dello stadio, cominciato con le tensioni legate al bando di gara di cui la società sportiva ha chiesto l’annullamento in autotutela.
In una nota, Antonio Terracciano ripercorre la vicenda e annuncia la decisione “di farsi carico, ancora una volta, delle attività di manutenzione e gestione degli impianti, dei servizi e del terreno di gioco” – che nelle more della procedura di affidamento invece spetterebbero al Comune – “per evitare che la prima gara ufficiale della stagione, fissata per il prossimo 16 agosto, possa essere compromessa”. Il presidente del Club nerazzurro, poi va oltre e ufficializza di aver deciso con i propri avvocati “di diffidare formalmente l’Amministrazione comunale a sospendere, con immediatezza, la richiesta di rilascio dello stadio almeno fino a quando non saranno definite le modalità attraverso le quali il Comune garantirà, direttamente o tramite terzi, la piena gestione e l’utilizzabilità dell’impianto per lo svolgimento delle gare ufficiali”.
«Abbiamo investito sul futuro del Latina Calcio con importanti sacrifici economici — prosegue Terracciano — perché una società professionistica non può programmare un campionato senza sapere dove disputerà le proprie partite ufficiali. Oggi rischiamo di pagare le conseguenze di una situazione che nulla ha a che vedere con il valore sportivo del club. Per queste ragioni abbiamo deciso, con i nostri avvocati, di diffidare formalmente l’Amministrazione comunale a sospendere, con immediatezza, la richiesta di rilascio dello stadio almeno fino a quando non saranno definite le modalità attraverso le quali il Comune garantirà, direttamente o tramite terzi, la piena gestione e l’utilizzabilità dell’impianto per le gare ufficiali. Questa è una vicenda che va ben oltre il calcio — conclude il presidente — perché riguarda la credibilità della città di Latina e il futuro dello sport cittadino, che non può essere considerato un costo, ma un investimento sul futuro della città e delle nuove generazioni. Latina non può permettersi di perdere competitività sportiva per problemi burocratici e amministrativi».
ATTUALITA'
Da studenti a donatori di sangue, Avis Latina “arruola” neo maggiorenni. La collaborazione con le scuole
LATINA – “Un dono per la vita” è uno degli slogan utilizzati per promuovere la cultura della donazione del sangue. Da qualche anno l’AVIS comunale di Latina cerca di coinvolgere gli studenti maggiorenni del capoluogo affinché compiano questo gesto, piccolo in sé ma di grande valore.
“All’inizio dell’anno scolastico – spiegano dall’Associazione dei donatori di sangue – si tiene un incontro organizzativo fra i docenti referenti delle varie scuole superiori e si pianificano gli interventi, in varie tappe: un primo incontro, a scuola, tra gli operatori AVIS e i ragazzi per informare e sensibilizzare; successivamente, per chi se la sente, si va in sede comunale per la donazione e, infine, dopo qualche mese, c’è la possibilità di donare nuovamente. Per qualche scuola si mette in moto l’autoemoteca, ma la maggior parte degli istituti preferisce la donazione in sede: è un’occasione per toccare da vicino l’organizzazione dell’AVIS”.
“L’incontro formativo/informativo a scuola è sempre molto arricchente e chiarisce molti dubbi, ma il momento della donazione è senz’altro il fulcro dell’iniziativa – racconta l’insegnante Luca Fabietti che coordina con un collega l’iniziativa per il Liceo Majorana – Tanti ragazzi partecipano con entusiasmo, spesso anche con un po’ di apprensione, ma una volta terminato il prelievo si tira un sospiro di sollievo e ci si rilassa davanti a una bella colazione mentre ci si scambiano le esperienze. Altro aspetto positivo di quest’anno è che, oltre a me e al collega Francesco, che coordiniamo l’iniziativa per il Liceo Majorana, si è fatto avanti anche qualche altro docente; questa è la testimonianza della collega Claudia: “Utilità, è questa la sensazione che ho avuto alla mia prima donazione di sangue; travolta dall’entusiasmo dei miei studenti mi sono fatta coraggio ed ho scoperto che era tutto molto semplice. Utilità, dicevo, per qualcuno che ne ha bisogno e restituzione del bene che, in un recente passato, è stato fatto alla mia famiglia.”
“Il fatto di essere stati incoraggiati a compiere questo gesto insieme ai nostri compagni di classe e amici ci ha sicuramente dato coraggio a vicenda – è la testimonianza di Sofia e Martina:; fare qualcosa che ha un risvolto così positivo per gli altri ci ha aiutato a crescere e capire quanto poco possa bastare per dare una mano. Quando sono venuti a presentarci questa realtà a scuola ci hanno aperto un mondo che adesso, grazie alla condivisione con il gruppo, sentiamo nostro e che ci permette, con un piccolo sforzo, di aiutare concretamente chi ne ha bisogno.”
L’idea dell’Avis è di educare i ragazzi alla cultura della donazione, con la speranza alcuni di loro, anche da grandi, avendone compreso l’importanza, possano continuare a donare autonomamente. “Ed è ciò che sta avvenendo: tanti studenti, dopo l’input iniziale da parte della scuola, stanno mantenendo l’impegno e con una certa regolarità si recano in sede per la donazione. Per il prossimo anno sono ancora più entusiasta di poter collaborare: i ragazzi saranno diversi ma l’esperienza sarà comunque sicuramente arricchente. Vuole essere davvero un piccolo/grande dono per dare vita e per tutta la vita”, conclude la docente.
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