AMBIENTE
Puliamo il Mondo 2025: raccolti 379 chili di rifiuti a Latina
Si è conclusa con un risultato importante la due giorni di “Puliamo il Mondo 2025 – Chi lo ama lo protegge”, l’iniziativa di Legambiente dedicata alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro l’abbandono dei rifiuti. Nel corso delle giornate del 10 e 11 ottobre, sono stati raccolti complessivamente 379 chilogrammi di rifiuti, di cui 213 di multimateriale e 166 di secco residuo.
L’edizione di quest’anno, dedicata ai temi “Rifiuti in quota” e “Marine Litter”, ha coinvolto numerosi studenti e volontari in diverse aree della città. La prima giornata si è svolta lungo il litorale di Latina, da Capoportiere a Rio Martino, con la partecipazione di circa 400 studenti e insegnanti degli istituti Emma Castelnuovo, Tasso, Liceo Manzoni, Liceo Classico Dante Alighieri, Alessandro Volta e IIS Marconi.
Insieme ai volontari di Plastic Free Latina, del PUAM e del Circolo Arcobaleno Legambiente Latina, e con il supporto degli ispettori ambientali di ABC Latina, sono stati rimossi 260 chilogrammi di rifiuti dal litorale, tra multimateriale, secco e rifiuti inerti. È stata inoltre bonificata una piccola discarica abusiva sulla duna di Capoportiere, dove erano stati abbandonati materiali di risulta.
La seconda giornata si è svolta presso il Canale delle Acque Medie in località Pantanaccio, nei pressi del Ponte delle Comete, dove i volontari hanno effettuato la pulizia degli argini raccogliendo 119 chilogrammi di rifiuti. Un intervento fondamentale per evitare che i materiali abbandonati finiscano in mare.
L’iniziativa ha posto particolare attenzione ai marine litter, i rifiuti che, attraverso fiumi, canali o acque piovane, raggiungono l’ambiente marino causando gravi danni agli ecosistemi. Tra i materiali più frequenti ritrovati, ancora una volta, i mozziconi di sigaretta, oggetto di una raccolta specifica.
L’evento è stato aperto dall’assessore comunale all’Ambiente, Franco Addonizio, che ha ringraziato studenti, docenti e volontari per l’impegno e la partecipazione a un’iniziativa che unisce sensibilizzazione e azione concreta per la tutela del territorio.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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